In tempi di crisi economica le flotte aziendali si riducono o cambiano le formule di acquisto e noleggio. Capita, però, che le grandi case automobilistiche non si arrendano di fronte all’evidenza e cerchino di incoraggiare per quanto possibile potenziali clienti con prezzi più bassi, proposte interessanti e sezioni apposite sul sito. Un caso su tutti, la Toyota. In realtà, l’area speciale ha un motivo particolare di esistere. Esperti sono, infatti, pronti a rispondere alle varie esigenze del cliente business.
Toyota
Strategie aziendali, Volkswagen sfida Toyota con la sua Up!
Sarà presentata il mese prossimo la Up!, la nuova city car di Volkswagen che la società sembra aver predisposto principalmente per rispondere al meglio alla crescente domanda europea per veicoli di piccole dimensioni, ed efficienti sul fronte dei consumi, sperando che il principale produttore di auto del vecchio Continente possa consolidare la propria posizione dagli attacchi dei più importanti competitors continentali ed extracontinentali.
In presentazione il 12 settembre all’Auto Show di Francoforte, la Up! dovrebbe divenire disponibile presso le concessionarie con decorrenza dicembre, cercando in tal modo di competere prontamente con la compatta Aygo, di Toyota, e con la C1 mini di Peugeot Citroen, principali benchmark di riferimento per quanto concerne il segmento nel quale Volkswagen vuol dire la sua proprio con la neoarrivata Up!.
Aziende automobilistiche: la Toyota lancia la Rav4 EV
Dopo il terremoto che lo scorso 11 marzo ha messo in ginocchio l’area industriale del Giappone in cui tra l’altro si trovavano tante aziende automobilistiche, il Paese cerca di rialzarsi. Con tanta buona volonta le imprese ricominciano a produrre quasi a ritmo normale ed, infatti, Toyota ammette che potrebbero a breve arrivare grandi sorprese. In un comunicato sul proprio sito ufficiale, però ha chiarito quanto c’è di vero nelle notizie circolate ultimamente in merito alla prossima produzione della Rav4 EV.
Toyota: a ottobre riprende la produzione
Toyota, potrebbe presto ritornare a produrre al 100 per cento, lasciando soltanto nei ricordi più profondi e cupi il disastro che l’11 marzo del 2011 ha causato morte, terrore e disastri a livello economico. Il terremoto del Giappone con conseguente tsunami, proprio nell’area dove si trovavano la maggior parte delle più grandi aziende del mondo, automobilistiche e non, ha messo quasi in ginocchio un intero Paese. Ora, però, è tempo di ricominciare. L’impresa di respiro internazionale ha anche confermato tra l’altro che le parti critiche nel post-sisma sono state ridotte da 1.200 a 30.
Giappone: ancora in crisi il settore dell’auto
Ancora problemi in Giappone, dopo il terremoto che l’ha messo veramente a dura prova lo scorso 11 marzo 2011. Il disagio più grande, come è noto, è stato causato dallo tsunami successivo all’onda sismica e da allora molti stabilimenti che si trovavano dalle parti dell’area colpita a Fukushima, sono bloccati. Qui sorgevano le sedi principali dei maggiori brand di tutto il mondo, soprattutto nel settore fotografio e, ancora di più, automobilistico. In più, parecchie industrie producevano per entrambi i campi, i piccoli pezzi di ricambio che ora mancano e la produzione non può proseguire. Già, perché il Paese del Sol Levante in questo senso era l’unico che era in grado di dare vita a minuscoli componenti per il corretto funzionamento di sofisticati dispositivi e, adesso, non si può fare altro che attendere che qualcosa si muova. Intanto, il giro di miliardi intorno alla vendita di vetture giapponesi, è quasi bloccato.
Bilanci aziendali: nuove stime su quelli Toyota
Nuove indiscrezioni sui bilanci aziendali di Toyota. La società giapponese, come altre grandi compagnie operanti nel Paese asiatico, sarà infatti costretta a rivedere al ribasso i propri auspici consuntivi per l’esercizio fiscale conclusosi il 31 marzo 2011, e quello che si concluderà in uguale data nel 2012.
La società ha infatti sofferto delle conseguenze del terremoto che ha colpito la nazione l’11 marzo 2011, e che ha costretto gran parte delle società giapponesi a chiudere le fabbriche presenti soprattutto nell’area settentrionale del Paese asiatico, nell’attesa di una risoluzione della grave crisi nucleare e al ripristino della continuità energetica.
Lo stesso presidente di Toyota, Akio Toyoda, si è detto molto incerto sul futuro dei bilanci aziendali, affermando che al momento è molto difficile prevedere quali saranno le conseguenze nel breve e nel medio periodo.
Sony: in Giappone le aziende bloccano la produzione
Aveva annunciato con entusiasmo la riapertura delle fabbriche che si trovano nell’area colpita dal terremoto in Giappone, la Sony, ma alla fine ha dovuto arrendersi. Se ancora non è chiaro se e come sono state danneggiate le sue strutture dallo tsunami dello scorso undici marzo e dalla discontinuità della corrente elettrica, di sicuro mancano le materie prime e non si può in alcun modo lavorare. La sicurezza dei dipendenti, inoltre, è fondamentale e il pericolo di radiazioni nella zona vicino a Fukushima è piuttosto alta.
Terremoto in Giappone: produzione Sony e Nissan in lenta ripresa
Le notizie, in verità, sono piuttosto frammentarie e discordanti ma, almeno in queste ore, sembra che la Sony e la Nissan possano riprendere a breve la loro produzione. La prima, proprio ieri aveva fatto sapere che avrebbe rispettato uno stop almeno per le prossime settimane, ma da oggi sembra che le sue intenzioni siano cambiate. Le sedi centrali del colosso nipponico si trovavano proprio nella zona di Fukushima, dove oltre al terremoto e al conseguente tsunami, da tempo ormai il rischio nucleare è alto. In un primo tempo ha messo in sicurezza i dipendenti bloccando le strutture, ora potrebbe tornare a produrre piano piano anche per scongiurare un disastro economico che già sta molto incidendo, non solo nelle casse dell’impresa, ma anche nell’intera economia giapponese.