Importati movimenti nel settore lattiero-caseario italiano. La Centrale del Latte di Torino (CLT) e la Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno (CLF, nota anche per il marchio ‘Mukki’) hanno infatti annunciato un progetto di aggregazione che darà vita ad una nuova società denominata Centrale del Latte d’Italia.
Toscana
Cultura aziendale, l’agriturismo trainato da Toscana ed Alto Adige
E’ un settore in crescita quello delle aziende agrituristiche in Italia che anche nel 2013 in un contesto di generale difficoltà è cresciuto per numero di attività. Ma è anche settore in cui la cultura aziendale è sempre strettamente legata al territorio con una forte differenziazione nell’offerta di servizi.
Toscana: ancora in crescita le imprese femminili
Una tendenza positiva in continua crescita: le donne in Toscana sanno quello che vogliono e decidono di fare impresa da sole con o senza le agevolazioni del caso. Se la poltrona migliore in ufficio spetta sempre al collega maschio, allora meglio prendere la situazione in mano e aprire una impresa al femminile. Questo ovviamente non significa affatto che altrove le ragazze siano meno sveglie ma di certo in questa regione i dati raggiunti sono veramente incredibili nel giro di poco tempo. Secondo i numeri raccolti, in particolare, a marzo 2011 le imprese in rosa arrivano a rappresentare il 23,9% del totale delle imprese regionali, pari a 416.622 unita’. La media nazionale, insomma, è stata superata del 23,4%.
Toscana e Arezzo: crescono le aziende rosa
Agevolazioni, maggiore intuizione o momento favorevole: ognuno proverà a dirvi la sua, ma il risultato è che dopo anni di situazioni di stallo, ora è il momento della rivincita delle donne. Ecco perchè sorgono come funghi le imprese in rosa e, nonostante la crisi, riescono a mantenersi anche piuttosto bene e ad andare avanti.
Imprese in rosa: bene in Toscana, Lazio e Puglia

In Toscana la pausa pranzo in azienda è bio
In Toscana come in tantissime altre regioni italiane, gli abitanti per via del lavoro sono costretti a restare per quasi tutto il giorno fuori casa e a consumare pasti meno genuini di quelli preparati in casa. Non tutti possono contare sulle mense aziendali e anche qui, raramente si presta particolarmente attenzione agli ingredienti utilizzati per le pietanze. Il risultato è l’assunzione smoderata di grassi e l’aumento di peso, la stanchezza nel pomeriggio ed un senso di pesantezza immediata. I cibi super calorici a lungo andare possono risultare anche periocolosi per la salute e queindi è davvero urgente per intervenire e cambiare le cose. Potrebbe, però, essere arrivato il momento di cambiare, grazie ad un provvedimento preso direttamente dalla Regione Toscana. Ha promosso, infatti, il progetto Pranzo sano fuori casa,che sin dall’inizio ha coinvolto le associazioni di categoria del commercio e quelle dei consumatori. Tutti sono contenti della possibilità di cibarsi di prodotti di qualità ed, infatti, tale alternativa sembra già essere un successo.
Toscana culla dell’arte e degli investimenti
Se pensate che la Toscana sia solo la terra dell’arte, di sconfinati paesaggi verdi, di buona cucina e di resort e alberghi, già comunque ottime presentazioni, vi sbagliate di certo.La regione italiana, infatti, è una delle più note pure in tema di accoglienza delle imprese, nazionali ed estere, che propongono degli interessanti investimenti. Una sorta di prova nazionale per garantirsi a breve un rilancio sui mercati esteri e competere con le strutture di respiro mondiale e gli imprenditori italiani, al momento hanno in buona parte l’occhio puntato su tale angolo di Belpaese. Si calcola che più di altrove è proprio qui che nei prossimi anni potrebbero nascere delle piccole grandi ditte in grado di fare la differenza persino in altri tratti di mondo.
Artigianato: a rischio le aziende della Toscana
La speranza è che si tratti di una tendenza momentanea e che presto la situazione verrà totalmente ribaltata dall’impegno quotidiano di quanti hanno fatto del lavoro la loro ragione di vita. In Toscana, quasi la metà delle aziende artigiane, quelle che realizzano prodotti fatti a mano con tecniche ancora originali, rischiano il collasso. Il mercato in questo senso è molto competitivo e tiene conto solo delle produzioni di una certa orioginalità e la crisi è alle porte.