Successioni aziendali, l’addio di Jobs apre la strada a Ive

 Steve Jobs lascia il timone operativo di Apple a Tim Cook. Ma chi si occuperà di colmare il gap più evidente nella gestione societaria, legata alla straordinaria creatività che lo storico manager e co-fondatore dell’azienda riusciva a instillare in ogni aspetto dei business societari, dalla progettazione dei prodotti alla loro presentazione, con la lunga mano onnipresente in ogni fase del ciclo di vita del prodotto?

Secondo quanto sostenuto recentemente da Bloomberg Media, con la partenza di Steve Jobs il pallino della “visione tecnologica” di Apple dovrebbe passare in mano al responsabile del design dei prodotti della compagnia, Jonathan Ive.

Steve Jobs, l’addio da Apple è occasione per i concorrenti

 Come ampiamente noto, a causa dei problemi di salute che tormentano Steve Jobs da diversi anni, lo storico e carismatico manager e co fondatore di Apple ha dovuto abbandonare il proprio ruolo di amministratore delegato della compagnia, lasciando nello sconforto i tantissimi fan che auspicavano invece una sua permanenza alla guida della società della “mela morsicata”, in un futuro fatto di nuovi prodotti e nuovi successi.

A cadere nello sconforto, di altra natura, sono stati anche gli azionisti della compagine societaria, che nelle ore successive all’annuncio dell’addio di Steve Jobs dal ruolo di chief executive officer hanno visto i propri titoli crollare di oltre sette punti percentuali. La ragione è abbastanza semplice da ricercarsi: Apple è una compagnia molto ben fidelizzata alla figura del suo manager di riferimento, il cui abbandono – pur nell’aria – costituisce un momento di distacco rispetto alla fiducia consolidata nel tempo.

Campus aziendale, Apple ne progetta uno a forma di astronave

 Un campus aziendale avveniristico, fin dalla struttura e dal design, è quello che Apple sta rilanciando al fine di rinnovare la propria organizzazione formativa. Una struttura a forma circolare, che la società statunitense vuole installare nell’amichevole Cupertino, la città sconosciuta fino a qualche decennio fa, e ora diventata sinonimo della casa di Apple, visto che proprio a Cupertino la Mela è stata fondata, sul finire degli anni Settanta.

La nascita del nuovo campus aziendale sembra d’altronde ben rispecchiare quelle che sono le esigenze di Apple, che oltre a una crescita finanziaria davvero notevole, nel corso degli ultimi anni è cresciuta molto anche a livello di organigramma e di risorse umane, tanto da avere necessità di nuovi e più ampi spazi per poter dar seguito ai propri processi formativi e poter rilocalizzare alcune attività.