Aziende florovivaistiche in crisi in Sicilia

 

Le aziende florovivaistiche in Sicilia non vivono certo una delle migliori primavere e questo per via della serie di danni causati dall’Etna. La continua caduta di cenere e lapilli vulcanici sulle coltivazioni della fascia jonico etnea, non ha lasciato scampo alle produzioni locali e le stime preoccupano molto coloro che hanno aderito a Confagricoltura Catania. Negli ultimi mesi le piogge sono state contaminate dagli elementi tossici fuoriusciti dal vulcano e interi lotti di prodotti non potranno più essere commercializzati. Si pensa che una parte dovrà essere distrutta e non prima del prossimo anno si potranno vedere risultati di nuovo positivi.Questo senza dimenticare che è già in corso una dura crisi internazionale da affrontare. E’ stato intanto dichiarato infatti lo  stato di emergenza per calamità naturale.

Aziende e crisi: a Palermo il risparmio coinvolge anche il “Festino 2011”

 Una crisi nera quella che ancora non ha lasciato l’Italia, ma soprattutto la Sicilia con in testa sempre Palermo dove le aziende fanno davvero molta fatica a riprendersi. Una situazione reale e preoccupante che da ieri fa pensare ancora di più: il Festino di Santa Rosalia, amatissima patrona della città la quale anche quando non si naviga nell’oro viene ricordata con una manifestazione più che costosa, è andato in scena in forma ridotta.

Lavoro e aziende: in Sicilia è ancora crisi

 La Sicilia e soprattutto Palermo, purtroppo, vivono ancora un momento di grossa crisi occupazionale. Se i giovani sono costretti a rimanere a casa o ad andare via dalla regione, per le aziende non va meglio, perchè le mansioni da affidare ci sarebbero ma manca il budget. Tale situazione, del resto era prevedibile e si è venuta a creare già partendo da un quadro precario che investiva la Trinacria ben prima della recessione economica.

Impianti Fotovoltaici in Sicilia e orologi che corrono

 La colpa potrebbe essere degli impianti fotovoltaici e, anzi, man mano che passano le ore gli studiosi ne sono sempre più certi. Le aziende che si occupano del settore, quindi, hanno tutte gli occhi puntati sullo stranissimo fenomeno che da una settimana interessa la Sicilia, soprattutto la zona di Catania. Sembra, infatti, che gli orologi vivano di una strana autonomia e che “decidano” all’improvviso di spostarsi di quindici o venti minuti. In un primo tempo si pensava all’Etna, ma dato che questo tipo di energie alternative, non sempre vanta una precisa regolazione, in rari casi potrebbe anche dare vita a fenomeni elettromagnetici di una certa rilevanza.

Fotovoltaico e aziende:in Sicilia crescono gli impianti

 Chiunque sia molto attento all’ambiente si è interessato in minima parte agli impianti fotovoltaici in passato e conosce, seppure in maniera generale, a cosa servono e quanto potrebbero aiutare una natura sempre più in pericolo. Eppure fino ad oggi, soprattutto per via dei costi che si ammortizzano soltanto dopo molto tempo, non se ne vedevano poi molti in Italia. Riguardavano spesso i nuovi palazzi, grosse aziende o le persone con maggiori possibilità economiche. Adesso le cose sembrano aver preso una direzione diversa, soprattutto in Sicilia. In tutto il Belpaese, poi, si contano almeno 11mila impianti solari.

Aziende confiscate per mafia: Sicilia al primo posto

Una piaga sociale che non si riesce a debellare e che anzi continua a moltiplicarsi, ma è innegabile che i risultati ci sono e, anzi, da anni ormai si combatte ad armi pari una organizzazione ben radicata nel territorio. Parliamo delle aziende in odor di mafia che, in realtà, non interessano soltanto la Sicilia ma un pò tutta Italia, anche se purtroppo proprio nella Trinacria si registrano tutt’ora numeri molto più alti che altrove.

500 aziende siciliane vogliono investire in Tunisia

Alla Tunisia, l’Italia ha sempre guardato, in particolare la Sicilia data la reale vicinanza con il Paese e, adesso, tornata la relativa quiete dopo la terribile tempesta politica, il momento potrebbe essere interessante. Investire nel Paese dell’Africa del Nord, potrebbe portare dei benefici comuni e, per tal motivo ben 500 imprese della Trinacria puntano dritte verso lo Stato arabo.

Imprese e sviluppo: a Palermo arrivano i fondi

Ci potrebbe essere un nuovo futuro, più roseo, per le piccole e medie imprese di Palermo previsto già per i prossimi anni, visto che sono stati stanziati poco più di 22 milioni di euro per favorire l’innovazione, lo sviluppo e il miglioramento tecnologico delle aziende in grado di importsi veramente sul mercato. E’ stato, a tal proposito, presentato un piano piuttosto particolare, in quanto prevede la possibilità di far partecipare anche le aziende sanitarie, le università e gli istituti di ricerca. Se sfruttata al massimo, insomma, questa iniziativa potrebbe davvero cambiare le cose, almeno secondo l’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, il quale ha parlato dell’emissione del bando da 22 milioni 234 mila euro della misura 4.1.1.2 del P.O.-Fers 2007-2013.

Energie alternative: le aziende della Cina puntano all’eolico siciliano

Sono almeno dieci le aziende di origine cinese che stanno puntando alla Sicilia negli ultimi tampi. Il loro interesse non è legato tanto alle bellezze naturalistiche dell’isola, che pure colpiscono chiunque, ma soprattutto al mercato delle energie alternative, soprattutto l’eolico, per il quale la Trinacria ha davvero molto da offrire. Per tal motivo, sempre nella stessa regione sono in corso una serie di incontri bilaterali che dureranno per qualche tempo, al fine di raggiungere un eventuale accordo. Ognuno di questi appuntamenti, è organizzato dall’Istituto per il commercio estero e dalla Presidenza della Regione.