L’Iveco Eurocargo negli spot Barilla


Sono due le novità di prodotto che caratterizzano la nuova campagna pubblicitaria di Barilla già da qualche giorno in televisione. La prima e più evidente è la nuova pasta Barilla che rinnova la tradizione di un marchio fondamentale dell’alimentare italiano. La seconda è invece rappresentata dal nuovo Iveco Eurocargo, il veicolo che negli spot trasporta la nuova pasta Barilla dagli stabilimenti di produzione alle case degli italiani.

Pubblicità aziendale, torna la Serie A TIM


Per il diciottesimo anno consecutivo TIM sarà sponsor ufficiale del campionato italiano di calcio di Serie A. Partendo dalle positive esperienza degli anni precedenti, la ‘Serie A TIM’ si presenta come una consolidata forma di pubblicità aziendale che affianca e sostiene la trasversale passione degli italiani per il calcio.

Pubblicità aziendale, Lancia Ypsilon a Taomoda


La strategia di comunicazione del gruppo FCA per la Lancia Ypsilon si è sempre caratterizzata per originalità e innovazione. Confermando questa visione la piccola di casa Lancia è stata protagonista di un riuscito esempio di pubblicità aziendale grazie alla sponsorizzazione per il secondo anno consecutivo dell’evento Taomoda.

Pubblicità aziendale, Epson sulle Mercedes in Formula 1


Una corretta pianificazione della pubblicità aziendale è spesso determinante per affermare un marchio e renderne più riconoscibile la presenza. I canali attraverso cui veicolare una pubblicità aziendale sono evidentemente molteplici e non di rado si appoggiano a contesti comunicativi specifici e partnership mirate.

Cresce il peso della pubblicità online


L’Agcom ha recentemente pubblicati i risultati dell’indagine conoscitiva sul settore dei servizi internet e della pubblicità on line, un corposo documento che analizza il peso della rete sulle abitudini degli utenti e sull’economia del Paese. L’indagine propone numerose chiavi interpretative che possono guidare le aziende nella gestione della propria presenza online.

Aziende e consumatori, insieme contro pubblicità che offendono le donne

 Stop alle publicità che offendono le donne o che le mostrano come oggetti del desiderio limitandone la dignità. Un esempio su tutti riguarda un cartellone pubblicitario in cui compariva una ragazza vestita solo con un perizoma e un paio di scarpe rosse tacco che era carponi su un pannello fotovoltaico, sul quale era inserita la scritta: “Montami a costo zero”.A ritirare lo spot altamente offensivo è stato immediatamente lo Iap (Istituto di autodisciplina pubblicitaria), ma è solo uno dei tanti esempi di reclame di questo genere. Le associazioni dei consumatori insieme a moltissime aziende, quindi, hanno aderito al Consumer’s Forum per evitare tutto questo. La pubblicità aziendale non deve in ogni caso essere sessista, deve rispettare l’immagine femminile e non contenere messaggi commerciali scorretti.

Pubblicità aziendale e facebook

 E’ bastato un programma una decina di giorni fa in televisione per gettare nello sconforto milioni di iscritti al noto social network, facebook. Quasi nessuno, infatti, sapeva che ogni piccola mossa all’interno di quello che è il passatempo preferito di almeno metà degli italiani può davvero diventare se non pericolosa almeno leggermente lesiva della nostra privacy. Tutte le volte che si mette “mi piace” su qualcosa, in tutto e per tutto si diventa veicoli di pubblicità aziendale e si rafforza un canale che ha scelto internet per far circolare un prodotto o un servizio. Questo conferma che la rete, ormai, è il migliore e più veloce mezzo per far giungere una notizia a quante più persone possibile e le imprese, infatti, hanno tutte gli occhi puntati sui social. In crescita, in questo senso, anche Twitter.

Uk:sotto controllo pubblicità aziende sui social media

Le imprese in Gran Bretagna tremano, perchè anche la pubblicità aziendale sui principali social media, ultimamente fondamentale, sarà tenuta sotto controllo dall’Authority.L’organismo che di solito veglia sugli standard di propaganda delle ditte in questo Paese, infatti, adesso si dedicherà molto di più anche al web e ai social network, per bloccare fenomeni eccessivi e magari meno pagati del dovuto da parte delle imprese stesse.

Imprenditoria italiana e imprese straniere

Gli imprenditori stranieri ci sanno fare, hanno maggiori risorse economiche e possibilità a fronte di menti italiane brillanti che, però, sono piuttosto limitate sul mercato. Una tendenza che, purtroppo è stata evidente anche nel 2010 quando il numero dei talenti internazionali nel Belpaese è aumentato di 29mila unità rispetto al 2009, contro un calo di 31mila imprenditori italiani. Se parliamo di percentuali, non si può non evidenziare un triste più 4,9% che conferma come le imprese dello Stivale siano andate avanti, loro malgrado, non solo per merito dei dipendenti locali con un -0,4%.