Luci ed ombre per il turismo italiano nel 2015. Crescono le presenze nelle strutture alberghiere ma allo stesso tempo l’aumento della domanda ha faticato a trasferire i propri effetti sull’occupazione che risulta ancora globalmente in calo. A tracciare questo quadro è l’analisi di Confturismo che ha presentato alcuni dati consuntivi sull’attività delle strutture alberghiere nello scorso anno.
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Grandi imprese, cala l’occupazione nei primi 10 mesi 2014
Il contributo all’occupazione delle grandi imprese è in calo nel primi dieci mesi del 2014. Gli ultimi dati diffusi dall’ISTAT ed aggiornati al mese di ottobre hanno confermato una tendenza in corso ormai da molti mesi che vede l’occupazione in flessione nelle grandi imprese sia nel comparto industriale che in quello dei servizi.
Grandi imprese, occupazione in calo e retribuzioni in lieve crescita
Prosegue anche a maggio il calo di livelli di occupazione nelle grandi imprese italiane. Secondo recenti dati diffusi dall’ISTAT l’occupazione nelle grandi imprese nel mese di maggio 2014 è in leggero calo rispetto al mese precedente ma risulta in diminuzione anche nel raffronto con i dati dell’anno precedente.
Occupazione in calo nelle grandi imprese
I dati economici recentemente diffusi riguardo la situazione nel mese di giugno rafforzano le preoccupazioni, riguardo le prospettive del sistema produttivo italiano: la produzione appare sostanzialmente in stallo, così come il mercato del lavoro, mentre le retribuzioni sono in calo.
Nel mese di giugno l’occupazione nelle grandi imprese è scesa dello 0,1 per cento rispetto a maggio e dello 0,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2010, secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dall’ISTAT. Il dato è al lordo della cassa integrazione; nelle grandi imprese con oltre 500 dipendenti, al netto della cig, l’occupazione resta invariata rispetto a maggio e scende dello 0,2 per cento rispetto al giugno 2010.
Grandi imprese: cala l’occupazione
L’occupazione è in calo e in effetti non è una grande novità, visto che tanto per non farci distrarre nemmeno un attimo ovunque viene ripetuta tale maledetta frase e poi non c’è il rischio di non accorgersene visto che i licenziamenti sono all’ordine del giorno e si calcola che aumenteranno considerevolmente quest’anno. Nelle grandi imprese, però, si è assistito ad una diminuzione in tal senso dello 0,1% rispetto a maggio e dello 0,6% rispetto a giugno 2010. A fornire queste notizie sempre molto precise quanto per certi versi sconfortanti, è stato l’Istat spiegando che il dato è al lordo della cassa integrazione. Se invece ci soffermiamo al netto della cig l’occupazione complessiva nelle imprese che vantano la presenza di più di 500 dipendenti è rimasta invariata rispetto a maggio ed è diminuita dello 0,2% rispetto a giugno 2010. In pratica sono stati persi lo 0,1% dei posti rispetto a maggio e l’1,2% rispetto a giugno 2010. Numeri che non sempre danno l’idea della gravità della situazione se non quando giorno dopo giorno si vedono sempre più portoni sbarrati e strutture in fallimento.
Aziende: autunno nero per l’occupazione
Lo hanno già annunciato telegiornali e riviste a tema: questo sarà un autunno nero per l’occupazione e, anche se sembra incredibile perchè moltissimi sono già senza lavoro, tanti altri lo resteranno. C’è poco da stare tranquilli insomma, ma non bisogna arrendersi anche perchè sembra che il problema continuo dell’impiego che non c’è stia, anche se a passi piccolissimi, rientrando. Il saldo totale per le aziende con almeno un dipendente, tuttavia, mostrerà ancora un segno negativo e parliamo di circa 1,5 milioni di imprese. A piangerne le conseguenze maggiori sono purtroppo le piccole strutture, mentre restano aperte e combattono bene la crisi economica quelle più grandi, ma non sempre.
Tagli aziendali, altri licenziamenti nel settore bancario
Proprio ieri avevamo anticipato una maxi riduzione delle risorse umane programmata dalla HSBC, una delle principali banche europee. Ebbene, oggi non possiamo far altro che tornare sullo stesso argomento, in seguito alla diffusione, sui media, della notizia secondo la quale un altro istituto di credito di principale riferimento nell’ambito del vecchio Continente, starebbe ragionando in simili termini al fine di risparmiare i costi.
Il “protagonista” di questa scelta è stavolta la Barclays, la seconda banca britannica per volume di attività, che dovrebbe eliminare circa 3 mila risorse umane entro la fine dell’anno. La motivazione è sempre la stessa: la redditività di alcune proprie divisioni (in particolar modo, quella dell’investment banking) non è più elevata come un tempo, e di conseguenza occorre tagliare la voce del costo del personale per poter mantenere soddisfacenti gli utili.
Imprenditoria giovanile: Emilia Romagna sul podio
Non è ancora in testa ma, continuando così potrebbe propria arrivarci in tempi medio-brevi: L’Emilia Romagna, si trova attualmente al terzo posto in Italia in merito al settore dell’imprenditoria giovanile. I ragazzi, soprattutto coloro che si sono da poco laureati, sanno che al momento nel Belpaese le opportunità lavorative non sono moltissime e allora decidono di aprire qualche piccola azienda, contando su fondi e agevolazioni dedicate proprio alle fasce di età meno elevate.