Aziende italiane: solo il 9 per cento spera nel futuro

 C’è uno sconforto imperante fra le aziende italiane, si percepisce già nell’aria senza che ci sia bisogno di confessioni eclatanti e, comunque la crisi economica ha dato un’altra bella botta all’insicurezza della maggior parte degli imprenditori. Se buona parte di essi, infatti, prosegue con sfrontatezza alla ricerca di obiettivi raggiungibili a breve e lungo termine, sembra che un buon numero di imprese del Belpaese non riesca a credere che la nuvola nera della recessione possa passare senza lasciare squilibri e distruzione eccessivi. In questo senso, soltanto il nove per cento delle strutture dello Stivale ha fiducia che le cose cambieranno in meglio lasciando questo come un momento brutto dell’economia globale.

Aziende italiane e investimenti in Africa

 Nonostante una buona parte delle imprese italiane stia vivendo o abbia vissuto nell’immediato passato una situazione di stallo e di precario equilibrio, nuovi investimenti potrebbero ribaltare le cose. La crisi economica, non ha fatto bene certamente alle nostre aziende, però puntare all’estero potrebbe costituire una buona soluzione anche per trovare nuova linfa e fiducia nella propria organizzazione interna e per rincorrere ancora una volta ambiziosi obiettivi.

Giappone: quasi finite scorte di vernici metallizzate

 Un terremoto si porta dietro non solo morte e distruzione, ma anche uno stravolgimento totale dell’economia interna che può causare pesanti ricadute a lungo termine. In Giappone, poi, dove si poggiava gran parte della produzione di oggetti tecnologici, quasi tutti realizzati solo dalle parti di Tokyo, il problema è molto serio e sta già coinvolgendo il mondo intero. Se stabilimenti legati a Canon, Sony, Panasonic e Nikon stentano a riprendere la produzione, adesso un altro fantasma si avvicina a grandi passi all’orizzonte: stanno per finire le scorte di vernici metallizzate. Sembra un problema da nulla e, invece, si tratta di un vero disastro, perchè  se non verranno riaperte in tempi bravissimi queste aziende, tutta l’industria automobilistica ne risentirà.

Sicurezza alimentare: aumenta consumo prodotti Made in Italy

 Gli italiani cambiano le proprie abitudini e si scoprono dei veri salutisti, ben lontani tranne qualche occasione dai fast food e dai grassi in quantità. Va di moda a tavola la cucina mediterranea ed, in particolare, il Made in Italy. In più sono anche aumentati i sistemi di controllo a tutela dei consumatori e il settore agroalimentare nazionale, vive una nuova primavera.

Mercato del lavoro: stipendio dei giovani scende a 800 euro

Se una volta i giovani che si affacciavano per la prima volta al mercato del lavoro, facevano parte della cosiddetta “generazione 1000 euro“, adesso le cose se è possibile vanno ancora peggio. Se, infatti, la crisi economica si è fatta sentire su larga scala, portando le aziende al fallimento e alla riduzione del personale, non è andata meglio a chi mantiene il proprio impiego, soprattutto se molto giovane, che ha dovuto accettare dei compromessi economici al limite della fame. Cresce, in questo modo, la necessità di restare più tempo in casa con i genitori e chiedere loro aiuto, in attesa di potersi sposare, avere figli o comunque di cercare la propria indipendenza.

Energie alternative: le aziende della Cina puntano all’eolico siciliano

Sono almeno dieci le aziende di origine cinese che stanno puntando alla Sicilia negli ultimi tampi. Il loro interesse non è legato tanto alle bellezze naturalistiche dell’isola, che pure colpiscono chiunque, ma soprattutto al mercato delle energie alternative, soprattutto l’eolico, per il quale la Trinacria ha davvero molto da offrire. Per tal motivo, sempre nella stessa regione sono in corso una serie di incontri bilaterali che dureranno per qualche tempo, al fine di raggiungere un eventuale accordo. Ognuno di questi appuntamenti, è organizzato dall’Istituto per il commercio estero e dalla Presidenza della Regione.

Incentivi per le imprese: riforme in arrivo

In un periodo in cui, nonostante gli sforzi congiunti di dipendenti e aziende, in Italia come in gran parte dell’estero, la crisi economica si fa sentire, servono ancora più urgentemente tutta una serie di incentivi alle imprese. Intanto, anche se la bozza originale è stata leggermente cambiata, il Consiglio dei Ministri ha mosso i primi passi in positivo verso il ddl costituzionale contenente la modifica degli articoli 41, 97 e 118 in tema di liberta’ d’impresa. Un pacchetto complesso e particolarmente discusso, assolutamente necessario se si vogliono rilanciare industrie e grandi ditte italiane, i cui guadagni ormai ristagnano da mesi. In queste condizioni, non solo la produzione comincia a calare, ma la disoccupazione diventa una realtà ancora più presente. Un male della società che va curato, prima che sia troppo tardi.