Secondo l’Istat altro che crisi superata, il Belpaese non riesce ad allontanarne l’ombra nera e i giovani sono quelli che pagano le conseguenze più alte. Non facciamo in tempo, insomma a tirare un sospiro di sollievo, a credere che la fase peggiore sia passata che subito dobbiamo spegnere quel sogno e accorgerci della dura realtà. Secondo le stime del rapporto annuale, sembra che l’economia nel Belpaese cresca ad un ritmo decisamente inferiore rispetto alla media europea, così come le assunzioni, e ciò rende noto anche fuori dai confini nazionali un mercato instabile e poco supportato da incentivi e agevolazioni, come invece sembrerebbe accadere all’estero.
lavoro e giovani
Aziende e futuro? Bisogna usare internet
Chi non sa usare internet o non posside un computer alzi la mano. C’è da giurarci che in una sala piena di persone, soltanto qualcuno avanti con l’età o con particolari condizioni economiche e personali dichiarerà di non conoscere tale strumento ormai praticamente indispensabile per la vita di tutti noi. Sembra incredibile, però, a fronte di tutte queste certezze, il Belpaese utilizza ancora troppo poco le potenzialità del web e soprattutto le aziende lo considerano quasi uno strumento che distrae l’attenzione dei dipendenti e non apporta poi tutti questi benefici. E’ chiaro che parliamo di una analisi settoriale, in quanto è vero che ci sono imprese che con internet ci lavorano, ma se parliamo di impieghi classici e dalle radici tradizionali nel nostro Paese, continuano a prescindere da tale strumento di lavoro.
Aziende e lavoro: va male in Abruzzo, Molise e Umbria
I nuovi dati Istat elaborati dal Centro Studi di Confartigianato sull’andamento dell’occupazione relativa all’anno 2010, confermano ancora una volta che al Sud il lavoro diminuisce sensibilmente. Cresce, invece, la disoccupazione e a pagare il prezzo più alto sono sempre i giovani. I ragazzi che arricchiscono di talento e preparazione il Belpaese sono ricercatori, laureati con ottimi voti che hanno difficoltà ad accedere nel mondo dell’impiego e che non intravedono alcuno spiraglio per il futuro. Stessa sorta tocca anche a chi ha superato i 30 anni.
Aziende e giovani: aumentano stress e infortuni
I giovani, soprattutto se appena laureati e con la voglia di crearsi una famiglia, cercano un lavoro e trovano solo precarietà e bassi stipendi. Scelgono ugualmente di svolgere la propria