Una produttività in leggera crescita ha caratterizzato l’economia italiana nel 2015. Secondo i dati di un rapporto ISTAT, l’incremento registrato lo scorso anno prosegue un trend già evidenziato nel 2014. È tuttavia in calo la produttività legata del lavoro.
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Apprendistato, in Enel assunzioni per 140 studenti
140 studenti di istituti tecnici avranno la possibilità di essere assunti in Enel con un contratto di apprendistato affiancando per due anni al percorso formativo un’esperienza lavorativa diretta. L’iniziativa è stata presentata oggi da Enel e rinnova una positiva esperienza già proposta a partire dal 2014.
L’organizzazione aziendale Amazon ha creato 6000 posti di lavoro nel 2014
L’organizzazione aziendale di Amazon in Europa ha avuto positive ricadute a livello occupazionale. Il colosso del commercio elettronico ha visto nel corso del 2014 l’assunzione di diverse migliaia di nuovi lavoratori inseriti nella struttura aziendale per far fronte alle crescenti esigenze dei mercati europei.
Lavoro, retribuzioni ferme a marzo 2014
A fine marzo 2014 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie resta invariato rispetto al mese precedente. Il dato è stato diffuso dall’ISTAT e conferma come nell’attuale mercato del lavoro la crescita delle retribuzioni è complessivamente contenuta. Posto a 100 il valore dell’indice nel 2010, a marzo si è raggiunto un valore di 105,1.
Disoccupazione in crescita e allarme disoccupazione giovanile
La crisi economica in Italia fa sentire i suoi effetti, lungi dall’essere superata. I dati sulla disoccupazione, e su quella giovanile, mostrano quando sia grave il problema e come la situazione necessità di scelte immediate da parte del governo sul mercato del lavoro.
Imprenditoria femminile: per una donna è difficile fare carriera?
Per una donna fare carriera è davvero più difficile? La risposta, in linea di massima, è purtroppo affermativa in un mondo, quello lavorativo, ancora fin troppo in mano agli uomini. L’imprenditoria femminile, negli ultimi anni, però, è riuscita nel miracolo a fare un poco la differenza. Si perché grazie ad una serie di finanziamenti ad hoc molte imprese in rosa, create sulla base di donne talentuose e creative, sono riuscite ad andare avanti. Questo almeno fino all’arrivo della crisi nera, che è quella che stiamo vivendo.
Il lavoro è all’estero: giovani italiani emigrano
Una triste realtà e purtroppo al momento l’unico scenario possibile, ma di certo, se si vuole tentare di guadagnare qualcosina in più svolgendo magari la propria professione, la scelta migliore per un giovane è quella di allontanarsi dalla propria terra di origine. Il problema è che non basta cambiare regione, perchè gli sbocchi lavorativi più interessanti sono ancora una volta all’estero. Nulla di nuovo, viene da pensare visto che i nostri nonni hanno conosciuto luoghi lontani come l’America, l’Australia, il Venzuela, la Germania e così via dicendo. Una storia che si ripete con modalità diverse, quindi, anche se oggi la povertà è travestita da grande consumismo.
Aziende in rosso, crisi economica ma aumentano i super ricchi in Italia
Sembra una contraddizione in termini e forse lo è, però a fronte di una crisi economica che non vuole sparire e ci metterà del tempo a far riprendere del tutto la situazione e alle aziende in rosso, nel Belpaese aumentano i Paperoni. Allora, come si suol dire, viene naturale “fare i conti in tasca ai ricconi” e chiedersi come facciano ad aumentare il proprio patrimonio in modo considerevole. A fare una stima di tale bizzarra novità è stato il quotidiano Italia Oggi, che ha confrontato le dichiarazioni dei redditi dei cittadini italiani relative al 2005, al 2008 e al 2010. Queste sono state rese note dal ministro dell’Economia nei giorni scorsi a Cernobbio e mostrano una tendenza che non lascia affatto spazio a dubbi. Le persone con qualche soldo in più in tasca si sono moltiplicate e c’è da chiedersi se tutte lo abbiano fatto onestamente. Questo certamente non è compito nostro scoprirlo ma intanto a ben guardare i dati pubblicati, i contribuenti che dichiarano un reddito superiore a 500.000 euro sono passati da 7.952 del 2006 a 11.500 nel 2010.
Le imprese cinesi in crescita continua
Non importa quanto siano grandi, ma riescono lo stesso ad avanzare nonostante la crisi. Le imprese cinesi sembrano non vivere grossi momenti di disagi e anzi proprio la mancanza di denaro sembra essere la loro forza, questo perchè se il lavoro non c’è e gli stipendi si dimezzano, allora i prodotti del popolo dagli occhi a mandorla che costano di meno volano. Aumenta in tal modo la produzione e un sistema che getta ancora più nello sconforto le aziende italiane, piccole o grandi che siano. I dipendenti orientali crescono a ritmi vertiginosi e non solo diventano dipendenti di ditte italiane che pagandoli di meno così risparmiano ma riescono pure a gestire delle strutture in proprio. Senza guardare troppo in alto, basta osservare le nostre città e accorgersi di come purtroppo gli italiani chiudano le saracinesche e ad aprirle siano gli stranieri.
Grandi imprese: cala l’occupazione
L’occupazione è in calo e in effetti non è una grande novità, visto che tanto per non farci distrarre nemmeno un attimo ovunque viene ripetuta tale maledetta frase e poi non c’è il rischio di non accorgersene visto che i licenziamenti sono all’ordine del giorno e si calcola che aumenteranno considerevolmente quest’anno. Nelle grandi imprese, però, si è assistito ad una diminuzione in tal senso dello 0,1% rispetto a maggio e dello 0,6% rispetto a giugno 2010. A fornire queste notizie sempre molto precise quanto per certi versi sconfortanti, è stato l’Istat spiegando che il dato è al lordo della cassa integrazione. Se invece ci soffermiamo al netto della cig l’occupazione complessiva nelle imprese che vantano la presenza di più di 500 dipendenti è rimasta invariata rispetto a maggio ed è diminuita dello 0,2% rispetto a giugno 2010. In pratica sono stati persi lo 0,1% dei posti rispetto a maggio e l’1,2% rispetto a giugno 2010. Numeri che non sempre danno l’idea della gravità della situazione se non quando giorno dopo giorno si vedono sempre più portoni sbarrati e strutture in fallimento.
Lavoro: a luglio 2011 stop alle retribuzioni
Se a luglio le temperature all’esterno in Italia sono state estremamente calde, il gelo e la tempesta gli abitanti del Belpaese, almeno gran parte di essi, lo hanno sentito nel cuore ben sapendo che la crisi economica non è affatto passata. Le retribuzioni contrattuali orarie sono rimaste bloccate se messe in confronto con il passato non lasciando scorgere all’orizzonte nulla di buono. Rispetto a giugno il cambiamento c’è stato ma non in positivo, mentre è stato segnato un incremento dell’1,7% rispetto a luglio 2010.
Aziende e manifatturiero: i conti non sono in rosso
Se la crisi economica spazza via come un’onda anomala qualunque forma di benessere e il budget a disposizione, non è così per fortuna per tutti i settori e pur non navigando nell’oro migliora la situazione, ad esempio, del manifatturiero. Del resto si è sempre saputo mantenere piuttosto in equilibrio in un mercato perennemente in negativo ormai, ma adesso sembra che il pericolo conti in rosso sia del tutto scongiurato, almeno per un pò.
Aziende: autunno nero per l’occupazione
Lo hanno già annunciato telegiornali e riviste a tema: questo sarà un autunno nero per l’occupazione e, anche se sembra incredibile perchè moltissimi sono già senza lavoro, tanti altri lo resteranno. C’è poco da stare tranquilli insomma, ma non bisogna arrendersi anche perchè sembra che il problema continuo dell’impiego che non c’è stia, anche se a passi piccolissimi, rientrando. Il saldo totale per le aziende con almeno un dipendente, tuttavia, mostrerà ancora un segno negativo e parliamo di circa 1,5 milioni di imprese. A piangerne le conseguenze maggiori sono purtroppo le piccole strutture, mentre restano aperte e combattono bene la crisi economica quelle più grandi, ma non sempre.
Imprese in rosa: il boom è online
Famiglia, figli, capi uomini che promuovono prima persone dello stesso sesso e riservano alle donne poltrone meno prestigiose: i problemi sembrano essere sempre gli stessi in fondo e allora, le esponenti del sesso femminile non ci stanno e non solo annunciano lotta dura ma fanno di tutto per vincere definitivamente la battaglia. Il segreto sta nell’aprire aziende online o comunque lavorare attraverso internet una soluzione che va bene riguardo a moltissime professioni, non necessariamente super moderne.