Italia fanalino di coda in quanto a istruzione

L’istruzione in Italia rischia di tornare ad essere un appannaggio dei privilegiati visto che si spende davvero il minimo per il settore scolastico, lo stesso che forma gli uomini di domani, qulli che poi dovranno dirigere le aziende. Non va meglio in merito agli stipendi degli insegnanti, per non parlare del numero dei laureati che diminuisce, anche perchè tanto non si trova lavoro comunque. Questi gli allarmanti dati dell’Ocse che mostra i numeri sull’educazione mostrando un Paese, il nostro, che pur dichiarandosi fra le grandi potenze e attento al futuro, alla fine si rivela in basso alla classifica proprio su uno dei punti cardine della forza di una Nazione. Nello Stivale, in particolare, si riserva alla scuola il 4,8% del Pil, mentre in media i paesi Ocse le garantiscono il 6,1%.

Dalla Svizzera all’Italia: le imprese emigrano

Una sorta di scambio equo, quello che ha visto per molti anni le aziende italiane trasferirsi fuori dai confini nazionali, magari in Svizzera e che adesso porta le imprese del Canton Ticino con un budget non troppo limitato a preferire, invece, l’Italia e la zona euro. Colpa del franco troppo caro che però un tempo non era un problema quando questo Paese era considerato un paradiso con controlli limitati e possibilità maggiori. Questo soprattutto negli anni tra il 1999 e il 2007, ma ora finita l’era del fisco leggero e dalla burocrazia inesistente, in tempi di crisi economica, emergono ben altri problemi. Se in passato qui sono arrivate ben 151 società del Belpaese, al contrario adesso la corsa del franco arresta tale tendenza e come un boomerang produce l’effetto contrario.

India: a ripulire il Gange ci pensano le aziende italiane

Il Gange va bonificato e l’India per questa delicata operazione ha bisogno dell’aiuto di un gruppo di aziende italiane. La notizia è stata resa nota dalle fonti diplomatiche dell’Ambasciata italiana di Nuova Dehli. E’ stato il governo indiano a richiedere la competenza del Belpaese per migliorare la situazione di un corso d’acqua noto in tutto il mondo e dalla valenza sacra. In più è stata accettata la consulenza di Eti Dynamics, societa’ inglese specializzata nei mercati emergenti e ad alta crescita, che potrà in breve tempo riqualificare un fiume che è fondamentale nella vita di ogni indiano.

Aziende e ferie: dipendenti in vacanza senza limiti

 Non è un titolo accattivamte, ma la pura realtà. Non illudetevi, però, in Italia questa tendenza deve ancora arrivare. Come sempre nelle mode del momento, l’idea è nata e ha trovato subito sviluppo in America con il nome di “Unlimited Vacation”. Immaginate che bello potrebbe essere alzarsi dalla propria scrivania, salutare i colleghi e non dover invece chiedere con mesi di anticipo le settimane di riposo, concordando il piano ferie secondo le esigenze dell’impresa. In più non dovreste nemmeno controllare in busta paga i vostri giorni a disposizione. Negli Usa si moltiplicano le strutture che permettono oggi ai dipendenti di scegliere i giorni in cui restare a casa quando vogliono senza fissare un limite massimo, ma andiamo a scoprire nel dettaglio come funziona questa soluzione innovativa.

Azienda del marito in fallimento: Heather Parisi si allontana dall’Italia

 Dov’è finita Heather Parisi? Nessuno lo sa con certezza, anche se alcuni turisti dicono di averla avvistata con tanto di valigie al seguito addirittura ad Hong Kong. Per il mito degli anni Ottanta sembrano essere finiti i tempi d’oro, anche se lo scorso anno aveva avuto ancora qualche attimo di fama, non tanto per il lavoro ma perchè a poco meno di cinquanta anni attendeva due gemelli. Adesso nati i piccoli i debiti dell’azienda del marito, l’hanno costretta a sparire.

Flotte aziendali europee: la Fiat in testa

 Le flotte aziendali europee potrebbero scegliere in futuro sempre di più veicoli Fiat per i loro dipendenti o anche soltanto per i dirigenti. E’ quanto è possibile confermare al termine di un accordo per la fornitura di vetture commerciali soprattutto in Austria e in Spagna. In testa, in questo senso, ci sono i marchi Fiat e Fiat Professional e le commesse sono state stipulate con le Poste austriache, la Österreichische Post AG e con il prestigioso leader nel settore food PepsiCo.

Gli italiani guardano all’Oman e partono gli investimenti

 L’Oman potrebbe essere il prossimo paradiso degli investimenti italiani: meta ricca e non troppo conosciuta turisticamente appare come perfetta per  poter avviare delle trattative di tipo commericale. Nei prossimi giorni, intanto quattro aziende legate ai settori delle infrastrutture, costruzioni e beni strumentali del Belpaese voleranno proprio in tale tratto di mondo per capire meglio come muoversi nell’immediato futuro in questo senso.

Imprese e lavoro: diminuisce la disoccupazione?

 Sembra che il mese scorso sia stato piuttosto felice per chi è in cerca di una occupazione o teme di perdere quella che ha. A guidare questa tendenza positiva, però, è la Svizzera e le aree al confine con una sensibile diminuzione di coloro che non hanno un lavoro. Ad essere tenuto sotto stretta osservazione è stato maggio, in cui la maggior parte dei cantoni latini, Ticino in testa, hanno guidato una classifica ben notevole con punte in eccellente calo rispetto alla media nazionale.

Tasse imprese troppo alte: va meglio in Spagna

 Le aziende oggi più che mai rischiano il collasso anche a causa di tasse troppo alte: in Italia da questo punto di vista i costi sono esagerati, al contrario di quanto avviene ad esempio in Spagna. I guardagni infatti, vanno riversati con una tassazione effettiva complessiva al 58% dell’imponibile. Nel Paese iberico, invece, parliamo al massimo del 29 per cento. Lo conferma Confindustria che tenta da tempo di richiedere che la legge in materia cambi. Il fisco, infatti, non da tregua a chi pur lavorando onestamente ha scelto il Belpaese per i propri affari.

Lavoro: la metà dei giovani vuole andare via dall’Italia

 Il rapporto Eurispes parla chiaro: la metà dei giovani sono insoddisfatti dal proprio lavoro o non riescono proprio a trovarne uno adatto alle proprie esigenze. Il risultato è che molti vorrebbero andare via dall’Italia, una decisione comprensibile, resa ancora più dolorosa a seguito della recente crisi economica. L’estero rappresenta tutt’ora la possibilità di uno sbocco economico e professionale, anche se sono lontane le possibilità e gli stipendi di un tempo.

Aziende e fotovoltaico: arrivano le imprese ceche

 Le imprese straniere sono sempre più interessate a sfruttare il fotovoltaico e gli occhi sono tutti puntati sull’Italia, soprattutto da parte degli investitori cechi che sono i primi a voler mettere i propri soldi in un progetto in cui credono fortemente. Altro che nucleare, nel prossimo futuro potrebbero esserci le “energie pulite” e il Belpaese, se davvero si riusciranno a concretizzare tali collaborazioni, potrebbe guidare una tendenza certamente molto meno pericolosa e, sembra, abbastanza efficace. Persino in Paesi come l’India, del resto, nonostante la vastità del territorio, si riesce tranquillamente a sfruttare tale fonte alternativa sempre a disposizione dell’uomo. Lo stivale con il suo sole e le risorse a portata di mano fa davvero gola a molti da anni.