Dall’ISTAT una app per rivalutazioni ed indici FOI


Aziende, professionisti e cittadini hanno spesso a che fare con le rivalutazioni monetarie e con gli indici FOI. Per chi opera con questi parametri l’ISTAT ha messo a disposizione una nuova applicazione per dispositivi mobile denominata semplicemente “Rivaluta” e compatibile con i sistemi operativi Android ed iOS.

Occupazione in calo nelle grandi imprese

 I dati economici recentemente diffusi riguardo la situazione nel mese di giugno rafforzano le preoccupazioni, riguardo le prospettive del sistema produttivo italiano: la produzione appare sostanzialmente in stallo, così come il mercato del lavoro, mentre le retribuzioni sono in calo.

Nel mese di giugno l’occupazione nelle grandi imprese è scesa dello 0,1 per cento rispetto a maggio e dello 0,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2010, secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dall’ISTAT. Il dato è al lordo della cassa integrazione; nelle grandi imprese con oltre 500 dipendenti, al netto della cig, l’occupazione resta invariata rispetto a maggio e scende dello 0,2 per cento rispetto al giugno 2010.

Istat: calano le aziende agricole

 Ultimamente le notizie annunciate dall’Istat lasciano poco sperare e inoltre confermano come sia difficile uscire da un periodo di crisi che si è fatto strada, in effetti, nell’ultimo decennio. Più o meno dall’arrivo dell’euro, infatti, i portafogli degli abitanti del Belpaese hanno faticato sempre di più a riempirsi e il settore agricolo, in questo senso, non fa eccezione. Le aziende del settore secondo quanto reso noto dallo stesso istituto, che operano in giro per lo Stivale, hanno subito una diminuzione del 32 per cento che in ambito industriale è un dato piuttosto significativo.

Confindustria conferma: le imprese rallentano

 Maggio non sembra essere stato un buon mese per le industrie e le imprese in generale, una tendenza che dimostra che ancora non siamo usciti del tutto dalla crisi. Si fatica molto a tornare alla normalità e l’unica nota positiva è che sembrano migliorare gli ordinativi delle imprese che lavorano su commessa, registrando un +2,5% anche se a marzo, dice l’Istat, tanto per cambiare è calata l’occupazione. Già, il lavoro il vero argomento spinoso degli ultimi anni, soprattutto per i giovani ma anche per i più grandi.

Istat: a maggio cala la fiducia delle imprese

 No, continua decisamente ad essere un momento pessimo per gli imprenditori o, almeno, un periodo poco chiaro in cui si alternano sentimenti positivi e negativi. Da un lato si crede che la crisi economica sia ormai passata e dall’altro ci si ritrova comunque con le spalle al muro, senza  budget e a rischio licenziamento dipendenti.A tal proposito, secondo una recentissima ricerca, sembra che questo mese il clima di fiducia del settore manifatturiero sia sceso a 101,3 da 102,6 del mese di aprile.L’Istituto Nazionale di Statistica, non lascia spazio a previsioni positive  e anzi conferma che i giudizi sugli ordini e le attese di produzione peggiorano mentre il saldo delle scorte di magazzino resta praticamente sempre uguale.

Istat: migliorano i risultati delle aziende

La ripresa è timida ma innegabile: sembra che nel 2010, in barba alla crisi economica che non si capisce bene a quale stadio del suo progradire sia giunta, le aziende abbiano migliorato leggermente i loro profitti. I dati sono stati raccolti dall’Istat, la quale ha confermato la tendenza positiva, che si spera e si pensa possa proseguire con stime ancora più positive per tutto il 2011. I cambiamenti in meglio, riguardano una fetta di mercato molto vasta.  Si va, infatti, dai liberi professionisti, alle società di persone e di capitale, fino ad arrivare alle imprese individuali. Sono state prese in esame, però, le aziende con oltre 5 dipendenti che si occupano di settori diversi, rispetto a quello finanziario.

Istat: disoccupazione, più donne a casa nel Sud

I dati Istat sono precisi e preoccupanti allo stesso tempo. Se, infatti, la disoccupazione in Italia sembra calare e questo rallegrerebbe gli animi, in realtà le ragazze soprattutto al Sud restano sempre più spesso senza lavoro. I dati riguardano la media del 2010, periodo in cui il tasso di cittadini senza contratto di nessun tipo è passato all’8,4% dal 7,8% del 2009.Si tratta del dato medio annuo più alto dall’inizio del 2004, senza contare che nel quarto trimestre del 2010 i numeri hanno evidenziato quota 8,7%, mentre si era parlato di 8,6% nello stesso periodo del 2009. Il piccolo aumento, secondo quanto ha dichiarato l’Istituto, sarebbe dovuto fondamentalmente a molte persone che hanno perso il precedente lavoro.Se si volge lo sguardo ai giovani, invece, il tasso di disoccupazione cresce di 2,4 punti percentuali, portandosi, nella media del 2010 al 27,8%, con un massimo del 40,6% per le donne residenti nel Mezzogiorno. Ancora una volta, insomma, parliamo di difficoltà per le donne ad inserirsi nel mondo dell’impiego, con problemi ancora maggiori rispetto agli uomini, una tendenza che si spera presto si possa invertire.

Istat: nelle aziende raddoppiano i posti vacanti

 Se la mancanza di lavoro è un problema che affligge gli italiani da sempre, peggio ancora negli ultimi anni con l’arrivo della crisi economica, ultimamente un altro fantasma fa capolino all’orizzonte: i posti vacanti. Si perchè per moltissime mansioni oggi non è più possibile ottenere “raccomandazioni” visto che servono titoli di studio particolari e, soprattutto, lunghi anni di esperienza. La professionalità è tutto quasi sempre e non ci si può permettere di assumere personale non qualificato, con il risultato che in molti restano a casa e le aziende cercano lavoratori invano. Questo problema è stato evidenziato, negli ultimi tempi, dall’Istat con delle stime provvisorie, relative al quarto trimestre del 2010. Il tasso dei posti vacanti nelle imprese è stato calcolato nelle strutture con almeno 10 dipendenti dell’industria e dei servizi privati, a esclusione di quelli sociali e personali.