India: a ripulire il Gange ci pensano le aziende italiane

Il Gange va bonificato e l’India per questa delicata operazione ha bisogno dell’aiuto di un gruppo di aziende italiane. La notizia è stata resa nota dalle fonti diplomatiche dell’Ambasciata italiana di Nuova Dehli. E’ stato il governo indiano a richiedere la competenza del Belpaese per migliorare la situazione di un corso d’acqua noto in tutto il mondo e dalla valenza sacra. In più è stata accettata la consulenza di Eti Dynamics, societa’ inglese specializzata nei mercati emergenti e ad alta crescita, che potrà in breve tempo riqualificare un fiume che è fondamentale nella vita di ogni indiano.

Strategie aziendali, anche Honda punta sull’India

 Così come molte tra le sue concorrenti, anche Honda ha deciso di implementare all’interno delle proprie strategie aziendali la volontà di incrementare la propria presenza in India, uno dei mercati emergenti ritenuti di maggiore interesse per poter garantire uno sviluppo nel breve e nel medio termine dei propri ricavi aziendali, forte della possibilità di poter contare su un fatturato in continua crescita nel subcontinente.

Stando a quanto dichiarato dalla società giapponese, infatti, l’obiettivo è quello di poter incrementare la rete di distributori e di servizi outlet nel Paese asiatico di circa il 25%, introducendo altresì nuovi modelli: il tutto con l’obiettivo, sopra preannunciato, di incrementare le vendite nel mercato indiano, nella speranza di poter controbilanciare un possibile rallentamento delle vendite in altri mercati maturi.

Strategie aziendali, l’India è la nuova frontiera dorata delle vendite al dettaglio

 A ben vedere i nuovi passi delle strategie aziendali messi a segno da alcuni dei più grandi retailer del mondo, come Wal-Mart e Carrefour, sembrerebbe proprio che l’India sia diventata la nuova frontiera dorata delle vendite al dettaglio, attraendo milioni di dollari di investimenti all’interno dei propri confini, nella lenta e progressiva apertura della propria regolamentazione agli operatori provenienti dall’estero.

Stando a quanto riportato sulla stampa, infatti, Wal-Mart Stores e Carrefour starebbero valutando investimenti per oltre 100 milioni di dollari al fine di avviare dei propri negozi in India. L’unico ostacolo, come sopra abbiamo accennato, è relativo alla normativa in vigore nel subcontinente, che impedisce agli operatori stranieri di avviare attività di vendita al dettaglio senza coinvolgere un operatore nazionale.

Scarpe Made in Italy: 30 aziende volano in India

 L’eccellenza del Made in Italy e l’orgoglio di una produzione che rispetta tutte le norme vigenti per un risultato che soddisfa principalemente il cliente. 30 tra le principali aziende legate al settore delle calzature prenderanno parte nei prossimi giorni ad un evento molto importante del settore, che si svolge addirittura in India. Quale sarà l’occasione tanto interessante da far decidere a tali imprese di andare così lontano?

Gli investimenti infrastrutturali dell’India piacciono all’Italia

Un investimento di quasi 1.000 miliardi di dollari per le infrastrutture nei prossimi dieci anno. A discapito della sua povertà in alcune aree del Paese, l’India batte di gran lunga l’Italia dal punto di vista di obiettivi di marketing e di crescita a lungo termine. Piace, per questo motivo, molto al Belpaese dove la carenza di fondi e gli ostacoli burocratici condizionano la ripresa dei grandi progetti da tanto tempo ormai. Del resto lo Stato è in forte ascesa e in molti lo tengono d’occhio, per il tasso di crescita medio del Pil pari all’8% negli ultimi cinque anni. Per approfondire un rapporto di collaborazione in questo senso, adesso è in corso di svolgimento la missione imprenditoriale in India di Confindustria e Simest dedicata al settore delle infrastrutture.A patrocinare quello che rappresenta un evento, i ministeri dello Sviluppo economico e degli Esteri, in collaborazione con Ance e Federprogetti, per “rafforzare le già strette relazioni economiche bilaterali, conoscere gli obiettivi prioritari del governo indiano e approfondire i progetti di sviluppo selezionati dall’esecutivo per il piano quinquennale 2012-2016″. Al viaggio d’affari partecipano alcune tra le più importanti società italiane con interessi in India: Astaldi, Autostrade, Maire Tecnimont, Saipem, Salini Todini e Trevi.