Dalla Svizzera all’Italia: le imprese emigrano

Una sorta di scambio equo, quello che ha visto per molti anni le aziende italiane trasferirsi fuori dai confini nazionali, magari in Svizzera e che adesso porta le imprese del Canton Ticino con un budget non troppo limitato a preferire, invece, l’Italia e la zona euro. Colpa del franco troppo caro che però un tempo non era un problema quando questo Paese era considerato un paradiso con controlli limitati e possibilità maggiori. Questo soprattutto negli anni tra il 1999 e il 2007, ma ora finita l’era del fisco leggero e dalla burocrazia inesistente, in tempi di crisi economica, emergono ben altri problemi. Se in passato qui sono arrivate ben 151 società del Belpaese, al contrario adesso la corsa del franco arresta tale tendenza e come un boomerang produce l’effetto contrario.

Grandi imprese: cala l’occupazione

L’occupazione è in calo e in effetti non è una grande novità, visto che tanto per non farci distrarre nemmeno un attimo ovunque viene ripetuta tale maledetta frase e poi non c’è il rischio di non accorgersene visto che i licenziamenti sono all’ordine del giorno e si calcola che aumenteranno considerevolmente quest’anno. Nelle grandi imprese, però, si è assistito ad una diminuzione in tal senso dello 0,1% rispetto a maggio e dello 0,6% rispetto a giugno 2010. A fornire queste notizie sempre molto precise quanto per certi versi sconfortanti, è stato l’Istat spiegando che il dato è al lordo della cassa integrazione. Se invece ci soffermiamo al netto della cig l’occupazione complessiva nelle imprese che vantano la presenza di più di 500 dipendenti è rimasta invariata rispetto a maggio ed è diminuita dello 0,2% rispetto a giugno 2010. In pratica sono stati persi lo 0,1% dei posti rispetto a maggio e l’1,2% rispetto a giugno 2010. Numeri che non sempre danno l’idea della gravità della situazione se non quando giorno dopo giorno si vedono sempre più portoni sbarrati e strutture in fallimento.

Legge sullo stress: molte aziende non aiutano i lavoratori

Stanchezza esagerata, troppe responsabilità, eccessivo carico di mansioni ed ecco che il crollo psicologico è dietro l’angolo.Un problema tutt’altro che irrilevante che però per troppo tempo non è stato preso in considerazione. Adesso dunque qualcosa si è mosso e da qualche tempo è arrivata una legge sullo stress dei lavoratori che dovrebbe maggiormente tutelarli e pensare alla loro salute. Se è vero, però, che come si suol dire fatta la legge trovato l’inganno è sicuro che moltissime imprese non tengono conto di tale norma e per gli impiegati non rimane altro che sopportare o ribellarsi, a rischio di perdere il lavoro. Una prospettiva tutt’altro che tranquillizzante in un periodo di crisi.

Aziende e manifatturiero: i conti non sono in rosso

Se la crisi economica spazza via come un’onda anomala qualunque forma di benessere e il budget a disposizione, non è così per fortuna per tutti i settori e pur non navigando nell’oro migliora la situazione, ad esempio, del manifatturiero. Del resto si è sempre saputo mantenere piuttosto in equilibrio in un mercato perennemente in negativo ormai, ma adesso sembra che il pericolo conti in rosso sia del tutto scongiurato, almeno per un pò.

Aziende in Italia: aumentano quelle cinesi

Nel Veneto ma più in generale in tutta Italia da qualche anno la tendenza è sempre quella: diminuiscono le aziende italiane che chiudono per fallimento e aumentano quelle cinesi. In particolare, da una manciata di mesi a monitorare la situazione ci pensa soprattutto la Cgia di Mestre, l’associazione dei piccoli artigiani della regione e i dati sono più che sconfortanti. Con le analisi effettuate ultimamente viene resa nota una realtà che in fondo è sotto gli occhi di tutti ma in pochi immaginano quanto il fenomeno si stia veramente sviluppando a macchia d’olio. Tuttavia buona parte dei lavoratori dagli occhi a mandorla lavorano in nero o comunque la loro situazione impiegatizia non viene pubblicizzata, per cui è molto difficile fare delle stime precise. Secondo la Cgia, comunque, le imprese italiane rispetto al 2009 sono diminuite dello 0,4% quelle cinesi sono aumentate dell’8,5%.

Imprese in Italia: cala la manodopera straniera

 Il lavoro in Italia continua a mancare: è pagato meno del dovuto e costringe giovani e non, ad accontentarsi di ciò che il mercato offre. Allora il dito è puntato tutto contro gli stranieri che giunti nel Belpaese con grandi difficoltà, pur di guadagnare del denaro onestamente accettano paghe estremamente base bloccando chi già nello Stivale fa fatica ad arrivare a fine mese. Eppure qualcosa ultimamente sembra essere cambiata e potrebbero non essere più così tanti coloro che vengono preferiti dai datori di lavoro che possono ottenere lavoratori e risparmiare. Non sempre il titolo di studio e la competenza sono uguali, però nella maggior parte dei casi, si può anche chiudere un occhio in onore del tanto sospirato guadagno.

Aziende: autunno nero per l’occupazione

Lo hanno già annunciato telegiornali e riviste a tema: questo sarà un autunno nero per l’occupazione e, anche se sembra incredibile perchè moltissimi sono già senza lavoro, tanti altri lo resteranno. C’è poco da stare tranquilli insomma, ma non bisogna arrendersi anche perchè sembra che il problema continuo dell’impiego che non c’è stia, anche se a passi piccolissimi, rientrando. Il saldo totale per le aziende con almeno un dipendente, tuttavia, mostrerà ancora un segno negativo e parliamo di circa 1,5 milioni di imprese. A piangerne le conseguenze maggiori sono purtroppo le piccole strutture, mentre restano aperte e combattono bene la crisi economica quelle più grandi, ma non sempre.

Venezia in idrovolante: tour scontato anche per le aziende

 Lo sconto sbaraglia qualunque forma di crisi e interessa non solo i privati ma pure le aziende. E’ possibile, quindi, comprare due biglietti al prezzo di uno per il tour di “Venezia in idrovolante”. A confermarlo è la Seawings Seaplane Tours che da pochissimo ha presentato le sue nuove promozioni per questa estate che comincia ad avviarsi verso la fine.  Per agosto la tariffa sarà valida così come a settembre 2011 e di certo attirerà tantissimi nuovi clienti che vogliono vedere il meglio di questa magica città, considerata tra le più belle al mondo.

Aziende e alberghi: chi paga il canone Rai?

 

Il  Codacons conferma che “ il 96 per cento di alberghi, ristoranti e negozi non paga il canone Rai e il fenomeno è molto elevato soprattutto in Toscana”. Lo stesso ha, quindi, inviato un esposto alle procure della Toscana  e alla corte dei Conti. I dati sono della stessa  Rai e riguardano solo le aziende e gli esercizi pubblici. In Toscana, in particolare si parlerebbe di circa 2.949 alberghi, 8.293 bar e 19.863 ristoranti, oltre a 49.489 esercizi di piccolo dettaglio.

Buoni pasto aziendali: per gli americani sono fondamentali

 

Un tempo il “sogno americano” serviva a cullare i desideri di chi non riusciva, nella propria terra, ad arrivare a fine mese, ma oggi sono tempi duri per tutti. Dopo le cattive notizie a livello economico degli ultimi tempi, altri fattori più che negativi si fanno strada ultimamente e sono quelli della difficoltà delle famiglie degli Usa di continuare ad avere un tenore di vita discreto. Secondo quanto ha riferito il Dipartimento dell’Agricoltura, insomma, un americano su sette per poter mangiare come si suol dire, deve affidarsi al governo e spera di ricevere i buoni pasto. Questi ultimi nelle aziende in crisi, invece, sono spesso i primi a saltare.

Giovani e aziende: poche assunzioni per tutto il 2011?

 L’allarme disoccupazione non accenna a finire e si calcola che almeno per tutto il 2011 le cose saranno destinate a restare uguali: poche assunzioni e tanti giovani alla ricerca almeno di un piccolo lavoro che poco rispecchia il proprio titolo di studio e le aspettative. L’economia italiana resta troppo debole e la richiesta di occupazione è largamente più vasta di quanto il mercato attuale possa offrire e il problema resta. La crescita registrata è fra lo 0.5 e l’1% del Pil, ma la flessione continuerà ad avvertirsi e il tasso di disoccupazione potrebbe non modificarsi per qualche mese ancora.

Asili aziendali: il sogno dei lavoratori italiani

 

Gli asili aziendali in Italia come in gran parte del mondo, risolverebbero molti problemi legati alle donne con figli, nonché parecchi sensi di colpa connessi alla mancanza da casa per gran parte della giornata. Essendo vicini al posto di lavoro, infatti, di certo limiterebbero la lontananza con la prole. Insomma garantirebbero una qualità della vita decisamente migliore, ma nel Belpaese, attualmente, restano un sogno e il 47 per cento dei dipendenti ha tale speranza almeno per il futuro. Lo conferma una recente indagine portata avanti da Astraricerche che ha tenuto conto dei desideri di almeno un campione di almeno 883 persone scoprendo quello che in realtà era chiaro da tempo, anche calcolando che tale tipo di opzione rappresenta già una svolta soprattutto nei Paesi nordici. Tra le varie richieste, però non mancano i buoni pasto, nel 57 per cento dei casi e la mensa aziendale  per il 54 per cento.

Auto aziendali: le immatricolazioni restano stabili

 I  dati raccolti a inizio estate non sono stati confortanti: sono calate le immatricolazioni e il settore, in generale ha vissuto l’ennesimo momento delicato. Ancora una volta, però, a salvarsi è stato il mercato delle flotte aziendali, stabile e in grado di dare lustro alle vendite anche quando la crisi continua a farsi sentire.

Sicurezza alimentare: le aziende agricole sono in regola?

 La sicurezza alimentare nelle aziende agricole italiane, in linea di massima non è a rischio almeno nel 98,5% dei casi. Le norme igienico sanitarie per la sicurezza dei prodotti e l’agricoltura sono quasi sempre scrupolosamente rispettate e segnano addirittura un primato. Costituiscono, infatti, il settore dove si trova il minimo tasso di irregolarita’ nell’ambito della filiera agroalimentare. I dati in merito, arrivano dopo attente osservazioni da parte di Confagricoltura che li ha resi noti ed in particolare l’analisi è stata confermata dall’Ufficio studi dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli sulle cifre della Relazione Annuale al Piano Nazionale Integrato dei controlli per la sicurezza alimentare nell’ anno 2010. All’interno del documento, sono annotati tutti i risultati dei controlli svolti dalle varie Amministrazioni coinvolte nelle attivita’ del piano. Nella valutazione, quindi, sono inserite informazioni relative ad alimentazione umana, mangimi, sanita’ e benessere animale, sanita’ delle piante e via continuando.