Donne: carriera in azienda o figli?

 In Italia, come si sa, le donne raramente vengono aiutate e incoraggiate in un momento particolare della loro esistenza che è quella della gravidanza. La tendenza oggi è rimandare a lungo, soprattutto perchè una ragazza che magari può contare su un lavoro non troppo stabile, sa bene che allontanandosi dalle scena aziendale rischierà di vedersi soffiare il posto o lasciarsi superare da una collega o, più spesso, da un uomo. Se poi il suo obiettivo è avanzare a livello di mansione e stipendio, la faccenda si complica perchè il quesito nasce spontaneo anche nell’animo meno sensibile: figli o carriera?

Imprenditoria italiana e imprese straniere

Gli imprenditori stranieri ci sanno fare, hanno maggiori risorse economiche e possibilità a fronte di menti italiane brillanti che, però, sono piuttosto limitate sul mercato. Una tendenza che, purtroppo è stata evidente anche nel 2010 quando il numero dei talenti internazionali nel Belpaese è aumentato di 29mila unità rispetto al 2009, contro un calo di 31mila imprenditori italiani. Se parliamo di percentuali, non si può non evidenziare un triste più 4,9% che conferma come le imprese dello Stivale siano andate avanti, loro malgrado, non solo per merito dei dipendenti locali con un -0,4%.

Imprenditoria femminile: mamme e negozi in franchising

 Le donne di oggi vogliono avere una famiglia si, ma non smettere di certo di lavorare e, dopo tanti anni di fatica e superate non sempre a merito dagli uomini, vogliono assumere posti di rilievo. Ecco che, in questo senso, l’imprenditoria femminile è sempre in costante aumento, aiutata pure da finanziamenti ed agevolazioni per venire incontro a chi ha una idea e vuole svilupparla nel settore imprenditoriale. Il sesso femminile, confermato pure dalle statistiche, ha ottime capacità di gestione di una azienda anche se i figli e gli impegni fra le pareti domestiche spesso limitano non poco. Una serie di imprevisti che, però, forniscono un’ottima palestra “all’altra metà del cielo”che, tal modo, riesce a misurarsi con orari impossibili e ruoli sempre diversi.