Esportazioni, forte crescita in Basilicata e Molise


È un quadro complesso quello tracciato dagli ultimi dati ISTAT sulle esportazioni delle regioni italiane nel primo trimestre del 2016. Su base congiunturale l’export segna un calo generalizzato in tutte le aree del paese mentre su base tendenziale crescono le esportazioni dalle regioni centrali e meridionali con Molise e Basilicata in forte evidenza.

Imprese ed esportazioni, il modello del Trentino Alto Adige


In un contesto generale che ha visto nel 2013 il valore delle esportazioni italiane di merci il leggero calo (-0,1%) si segnala l’andamento particolarmente positivo del Trentino Alto Adige. Le aziende della regione hanno significativamente incrementato l’export all’interno di una tendenza proseguita anche nel primo trimestre del 2014.

Le aziende dell’Abruzzo puntano all’America

 Una tendenza che, in realtà, si fa strada da tempo ormai e che coinvolge le aziende dell’Abruzzo, in particolare 18. Il mercato di riferimento è l’America e i prodotti esportati diversi per tipologia e costi. Parliamo, ad esempio, di vini, liquori, olio, olive da tavola, pasta, verdure conservate, salse, miele e derivati, piatti pronti e condimenti, dolciumi, specialità alimentari varie. In particolare, la regione ha preso parte ad una evento molto imporante, giunto alla 57esima edizione, al quale si presenta puntuale da oltre 20 anni e che rappresenta il più importante appuntamento fieristico del Nord America per i produttori di alimentari e bevande. Questo potrebbe aprire nuovi sbocchi per una zona di Italia, tra l’altro provata ancora dal terremoto del 2009.

Metrologia, aziende automobilistiche e pericolo radiazioni

 Continua a preoccupare e a tenere in ansia tutto il mondo la centrale nucleare di Fukushima in Giappone, dalla quale evidentemente fuoriescono livelli di radiazioni che stanno contaminando in modo significativo l’area circostante. Non sono solo i rischi diretti sulla salute umana a tenere in allarme gli esperti in questo campo, ma anche gli alimenti che sarebbero contaminati, così come l’acqua e persino molti beni materiali. Questi costituiscono un dettaglio molto insidioso perchè in pochi riflettono sul fatto che anche un piccolo contatto potrebbe essere nocivo. Se solo pensiamo che la maggior parte dei prodotti giapponesi, dove l’11 marzo si è verificato un devastante terremoto, vengono esportati, è comprensibile il timore in ogni angolo del globo. E’ compito delle aziende che si occupano di acquisire tali prodotti dichiarare quali siano i reali pericoli, mentre per la misurazione dei livelli di radioattività e per le valutazioni del caso potrebbe entrare in scena proprio la metrologia.