Startup, la Google Launchpad Week a Milano


Milano ospiterà prima Google Launchpad Week italiana. L’evento è in programma dal 23 al 27 novembre e rappresenta una importazione occasione per le startup di dare visibilità ed opportunità di sviluppo ai propri progetti. La Google Launchpad Week di Milano avrà sede presso il Talent Garden Milano Calabiana, le richieste di partecipazioni potranno essere presentate entro il prossimo 2 ottobre 2015.

Cloud per le aziende, da Google fino a 100 mila dollari per le startup


I servizi cloud per le aziende hanno riscosso un crescente successo negli ultimi anni offrendo una alternativa alle tradizionali reti informatiche gestite internamente. Sono in particolare le startup più innovative a mostrare interesse verso i servizi di cloud per le aziende dal momento queste tecnologie permettono di operare senza i costi iniziali di una infrastruttura proprietaria.

Facebook: la crisi è lontana

 Facebook raddoppia gli utili, Google procede ad acquisizioni e Yahoo! eroga una buonuscita all’ad Carol Bartz, recentemente licenziata, che sembrerebbe ammontare a circa 10 milioni di dollari: Internet pare dunque non conoscere crisi.

I riflettori sono da tempo puntati sull’azienda di Zuckerberg, della quale ci si attende a breve la discesa nell’agone borsistico, che alcuni danno per certa nel 2012; nei primi sei mesi del 2011, il colosso alle spalle del social network più usato nel mondo ha raddoppiato i ricavi: 1,6 miliardi di dollari rispetto agli 800 milioni dello stesso periodo 2010.

Investimenti aziendali, si accende la lotta nell’advertising online

 Microsoft, il principale produttore di software al mondo, una delle compagnie che più di altre ha contraddistinto la storia industriale degli ultimi due decenni, ha dichiarato di voler incrementare la gamma di funzionalità dei propri prodotti pubblicitari. Lo scopo sembra essere quello di recuperare quote di mercato, recentemente perse a favore di Facebook e di Google.

La rinnovata attenzione di Microsoft verso il segmento dell’advertising online è d’altronde tutt’altro che ingiustificata: questo comparto del mercato pubblicitario viene valutato, negli soli Stati Uniti, oltre i 12 miliardi di dollari. Un’importantissima torta che Microsoft cerca di far sua in buona parte, contribuendo in tal modo a migliorare la diversificazione del proprio fatturato.

Acquisizioni aziendali, il perché del successo dell’operazione Google – Motorola

 Come noto, Google ha acquistato Motorola Mobilty, la divisione del gruppo che si occupa del segmento della telefonia mobile. Un chiaro intento di migliorare la propria forza competitiva nei confronti dei principali concorrenti (e in particolar modo di Apple), giocando all’interno del mercato degli smartphone e dei tablet con delle armi che potrebbero – finalmente – essere davvero pari.

Ma in realtà l’accordo tra Google e Motorola acquisisce un sapore ben più complesso, poiché dietro alla conclusione dell’operazione di acquisizione aziendale si celerebbe l’assorbimento di un numero davvero impressionante di brevetti (circa 17 mila unità) all’interno dei quali i vertici della grande G avrebbero già individuato alcune perle preziose in grado di arricchire la propria capacità competitiva nel segmento sopra introdotto.

Strategie aziendali: il gioco delle parti di Google, RIM e Apple

 Ora che Google ha acquistato Motorola Mobility, lanciando apertamente la corsa alla leadership alla società di Steve Jobs, gli analisti si interrogano sul futuro di Research In Motion, l’azienda canadese nota in tutto il mondo per la produzione dei BlackBerry, e meno nota per aver realizzato anche i tablet PlayBook, che negli auspici della compagnia avrebbero dovuto ritagliare una quota di mercato significativa nel mercato delle tavolette.

Ciò che è noto è che Google ha completato il tassello della propria strategia andando ad acquistare, per 12,5 miliardi di dollari, la divisione di Motorola che le permetterà di poter combattere a (teoriche) armi pari contro Apple. RIM rischia così di trovarsi esposta al fuoco di entrambe le parti, visto e considerato che non appare poter disporre delle stesse carte in una ipotetica partita tra i tre competitors.

Alleanze aziendali, Google+ ospiterà i giochi di Zynga e Rovio Entertainment Oy

 Se il vostro tempo su Facebook passa tra videogiochi e altre applicazioni di svago e di tempo libero, sappiate che probabilmente Google+ potrà presto offrivi di più: la società del più noto motore di ricerca del mondo ha infatti stretto un’alleanza aziendale con alcuni “big” del settore, come la Zynga e la Rovio Entertainment, di cui abbiamo parlato pochissimo tempo fa in relazione al suo prodotto di punta, il gioco Angry Birds.

L’obiettivo di questa alleanza aziendale è facilmente comprensibile: Google+ vuol far dirottare gran parte dell’utenza che su Facebook passa il proprio tempo a giocare con le applicazioni messe a disposizione gratuitamente, rilanciando la propria offerta mediante alcuni dei best seller del settore videoludico, come appunto la serie di Angry Birds, che ha fatto la fortuna della (ex) piccola finlandese Rovio Entertainment.

Successi aziendali, ottime stime per la crescita di Google+

 Non troppo tempo fa abbiamo parlato di Google+, il nuovo strumento di social networking che dovrebbe creare qualche grattacapo alla leadership indiscussa di Facebook. L’avvio del nuovo social network del più noto motore di ricerca al mondo è stato davvero brillante, e altrettanto soddisfacenti sembrano essere le stime e le previsioni che alcuni tra i principali osservatori di settore stanno conducendo sulla sua crescita nel medio e nel lungo termine.

Stando infatti a quanto affermato da una recente ricerca condotta congiuntamente da Bloomberg e da YouGov, il nuovo social network di Google potrebbe attrarre fino al 22% della popolazione internauta adulta degli Stati Uniti entro un anno, sorpassando così gli utilizzatori di Twitter e di Linkedin, e consolidando la propria seconda posizione di mercato alle spalle del già ricordato leader, Facebook.

Apple è più innovativa di Google secondo Forbes

In fondo è una lotta tra titani dove assegnare il podio non è affatto facile, eppure Forbes ha reso nota la classifica “The world’s most innovative companies” in cui vengono messe in ordine di importanza economica le più importanti aziende del mondo. Ecco che secondo tale lista Apple riuscirebbe a battere perfino Google in quanto ad innovazione. La prima si piazza, infatti al quinto posto, superando Google, mentre il podio toccherebbe a Salesforce e Amazon.

Boom aziendali, Google+ fa meglio di Facebook

 Google+, il nuovo social network del motore di ricerca più noto del mondo, ha fatto boom. Stando a quanto sostiene una ricerca compiuta dalla società ComScore, infatti, il nuovo servizio di social networking avrebbe raggiunto quota 25 milioni di visitatori ben prima di qualsiasi altro servizio similare, Facebook incluso, tagliando questo importante traguardo con qualche giorno di anticipo rispetto al compimento del primo mese di vita.

Nel solo mercato statunitense, Google+ ha ottenuto ben 6,44 milioni di visitatori dalla data della sua creazione al 24 luglio. Un risultato molto significativo, che si accompagna a un altro dato eccellente, relativo al successo ottenuto dal nuovo social network in uno dei Paesi emergenti più appetibili sul fronte web, l’India, dove Google+ ha consolidato ben 3,62 milioni di visitatori nello stesso periodo.

Facebook punta alle aziende

 Facebook sorpassa Google in questa battaglia che pur essendo iniziata da poco almeno in tema di social network, sembra già infinita. Mentre il secondo si sta concentrando sulla versione business e ha lanciato il progetto in fase sperimentale, il secondo si apre del tutto alle aziende inaugurando una sezione apposita. Del resto il rischio per l’impresa di Mountain View era quello di perdere affezionati utenti dopo anni di serio impegno per avvicinarli alla rete. Ora è il momento per tutti di dedicarsi ai servizi business anche perchè la richiesta sta crescendo a dismisura.

Google+: aziende o privati?

In fondo è una guerra e come tale non si prevedono esclusioni di colpi. Da quando Google+ ha fatto il suo ingresso sul mercato, piuttosto timidamente e in fase sperimentale, il suo più grosso concorrente è stato più volte battuto, mentre in altri casi ha avuto la meglio.Una tendenza che non si arresta nemmeno adesso. Per cui il neonato network sperimenta ogni giorno problemi di gestione non indifferenti anche se dal suo lancio sono già presenti più di 20 milioni di utenti. Il problema più grande riguarda soprattutto le aziende che al momento proprio perchè non si tratta della versione definitiva del social, non sarebbero ammesse. Si parlava di un profilo creato da qualche impresa, ma voci di corridoio confemano di un nome falso che quindi è stato cancellato.

Ricavi aziendali, Google batte le stime degli analisti

 Google, il motore di ricerca più importante del mondo, ha ottenuto interessanti incrementi in Borsa successivamente alle notizie diffuse in merito ai dati di ricavi conseguiti nel recente periodo. Dati di ricavi da vendite e da prestazioni che hanno superato le stime degli analisti, e che confermano i positivi progressi compiuti nei segmenti alternativi al core business del bilancio societario, l’advertising online.

I ricavi di vendita sono infatti giunti a quota 6,92 miliardi di dollari, come confermato in un comunicato della compagnia californiana. Il risultato è stato giudicato positivamente sia dai mercati finanziari che dai principali analisti di Borsa, con Bloomberg che ad esempio prevedeva ricavi lordi per 6,57 miliardi di dollari, come frutto della media delle stime degli osservatori cui si è rivolta per formulare tale proiezione.

Google+: perfetto per le aziende?

 Ha da poco fatto il suo ingresso in un mondo super tecnologico che è in continua evoluzione, eppure Google+ sembra già essere un successo ed apprezzato parecchio da moltissimi ammiratori che innanzitutto hanno prestato attenzione al lato “consumer”. In realtà, comunque, potrebbe avere un enorme richiamo e potenzialità ancora non del tutto scoperte, pure nei confronti delle aziende, ma probabilmente è ancora troppo presto per iniziare a lavorare in questo senso, almeno per molte imprese. Altre, invece, hanno già gli occhi puntati su quello che rappresenta un chiaro investimento che può fornire risultati interessanti in pochissimo tempo.