Italia fanalino di coda in quanto a istruzione

L’istruzione in Italia rischia di tornare ad essere un appannaggio dei privilegiati visto che si spende davvero il minimo per il settore scolastico, lo stesso che forma gli uomini di domani, qulli che poi dovranno dirigere le aziende. Non va meglio in merito agli stipendi degli insegnanti, per non parlare del numero dei laureati che diminuisce, anche perchè tanto non si trova lavoro comunque. Questi gli allarmanti dati dell’Ocse che mostra i numeri sull’educazione mostrando un Paese, il nostro, che pur dichiarandosi fra le grandi potenze e attento al futuro, alla fine si rivela in basso alla classifica proprio su uno dei punti cardine della forza di una Nazione. Nello Stivale, in particolare, si riserva alla scuola il 4,8% del Pil, mentre in media i paesi Ocse le garantiscono il 6,1%.

Lavoro: in tempi di crisi quali figure professionali servono?

Premesso che in tempi di crisi parlare di figure professionali ricercate può sembrare un affronto visto che sono più i lavoratori licenziati che quelli assunti, ci limitiamo a riportare i risultati di recenti indagini legate al mercato dell’impiego in questi ultimi mesi. Sembra, quindi, che in testa alle ricerche ci siano economisti e ingegneri e attualmente prima di iscriversi all’università, se si è giovanissimi, forse è il caso di tenere conto anche delle tendenze dei prossimi anni. E’ chiaro che le cose possono sempre cambiare ed evolversi, ma di sicuro adesso sarebbe perfetto seguire questi studi superata la scuola superiore, almeno secondo quanto evidenziato da Unioncamere.

Giovani e aziende: poche assunzioni per tutto il 2011?

 L’allarme disoccupazione non accenna a finire e si calcola che almeno per tutto il 2011 le cose saranno destinate a restare uguali: poche assunzioni e tanti giovani alla ricerca almeno di un piccolo lavoro che poco rispecchia il proprio titolo di studio e le aspettative. L’economia italiana resta troppo debole e la richiesta di occupazione è largamente più vasta di quanto il mercato attuale possa offrire e il problema resta. La crescita registrata è fra lo 0.5 e l’1% del Pil, ma la flessione continuerà ad avvertirsi e il tasso di disoccupazione potrebbe non modificarsi per qualche mese ancora.

Torino: finanziamenti per baby imprese

 Aiutare i giovani, ora che la crisi sembra scongiurata e fare in modo che possano costruirsi un futuro se non troppo roseo, almeno dignitoso. E’ il Piemonte a guidare una tendenza che si avvia verso una inversione di marcia e potrebbe portare a nuove assunzioni e, soprattutto, alla creazione di baby imprese frutto di agevolazioni e finanziamenti vantaggiosi. I titolari di partite Iva non troppo avanti con l’età e ricchi di idee e talento potranno in questo modo “ammortizzare i costi fissi e presentarsi sul mercato con una variegata tipologia di servizi”.

Imprese, italiani e lavoro: quasi la metà sono preoccupati

L’Italia fatica a riprendersi dopo la crisi che per un paio di anni ha peggiorato una situazione economica già di fondo precaria e adesso giovani e non, si preoccupano per il  proprio futuro lavorativo a rischio. Insomma nessuno può dirsi sicuro perchè chi ha un impiego teme di restare senza e chi non ce l’ha non riesce a trovarlo e si dispera. Il quadro generale è stato confermato da un’indagine su un campione di 800 lavoratori italiani condotta da Panel Data, un istituto di sondaggi di Padova.

Lavoro giovani: in Toscana solo stage retribuiti

 Se tutte le regioni prendessero esempio dalla Toscana e si spera lo facciano a breve, in Italia si muoverebbe un piccolo ma interessante passo in merito al lavoro dei giovani. In questo angolo di Italia, infatti, a partire dal prossimo settembre, tutti gli stage saranno retribuiti. Una rivoluzione per il popolo dei ragazzi che hanno terminato gli studi ma sono ancora in cerca di occupazione e di specializzazione, non indifferente. Ovviamente si tratta di una vera e propria legge che va rispettata con una soglia minima del compenso che è stata fissata dalla Regione Toscana in 400 euro, di cui 200 a carico dell’ente regionale stesso e il resto dovuto dagli stessi datori di lavoro.

Aziende: giovani e donne con i salari dimezzati

Sei una donna o un giovane laureato? Nella maggior parte dei casi il tuo stipendio sarà inferiore a quello dei colleghi uomini, anche dimezzato. Non è una esagerazione ma la conferma di uno studio appena effettuato. Moltissime ragazze, soprattutto del sud si devono accontentare di salari bassi e hanno maggiori difficoltà ad inserirsi facendo parte delle cosiddette ‘3G’. Si tratta di discriminazione in 3 aree, genere generazione e geografiche.Una immagine tragica della condizioni di lavoro nel mondo degli studi professionali resa nota da una ricerca realizzata dall’Università Politecnica delle Marche con Fondoprofessioni (Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua dei dipendenti degli studi professionali) e presentata ad Ancona in occasione del forum ‘Dalle pari opportunità alle opportunità di sviluppo’, organizzato da Fondoprofessioni in collaborazione con Confprofessioni (Confederazione italiana libere professioni).

Imprese e lavoro: diminuisce la disoccupazione?

 Sembra che il mese scorso sia stato piuttosto felice per chi è in cerca di una occupazione o teme di perdere quella che ha. A guidare questa tendenza positiva, però, è la Svizzera e le aree al confine con una sensibile diminuzione di coloro che non hanno un lavoro. Ad essere tenuto sotto stretta osservazione è stato maggio, in cui la maggior parte dei cantoni latini, Ticino in testa, hanno guidato una classifica ben notevole con punte in eccellente calo rispetto alla media nazionale.

I giovani, le aziende e la “fuga di cervelli”

 Le cose non cambiano, se non fosse per il trascorrere del tempo tutto sarebbe immobile in un angoscioso limbo e ai ragazzi non resterebbe che aspettare, con poche speranze che qualcosa si modifichi. I giovani non ci stanno più da parecchio tempo, ma è difficile per loro rassegnarsi. Per tutta la vita hanno amato un Paese che ora non da un futuro, ne hanno conosciuto scorci suggestivi, imparato la lingua, frequentato le scuole, seguito le abitudini ma sono costretti a cambiare tutto e dire addio ad affetti e territorio per un serio lavoro in azienda.

L’Italia e l’economia: aziende ancora troppo indietro

 L’Italia è uno tra i Paesi più evoluti al mondo, ma se si confronta la sua realtà economico-aziendale, ci si rende conto che troppe sono ancora le cose da fare. All’estero, per esempio, nelle altre grandi capitali europee le cose si muovono diversamente, anche rispetto a città industrialmente avanti come Roma e, soprattutto, Milano. Un esempio su tutti? Gli asili nido aziendali, che da noi rappresentano un fenomeno circoscritto e neppure tanto in crescita. Quelle rare volte che le grandi aziende provano a realizzarne uno, c’è proprio da festeggiare e si tratta di un evento assolutamente raro. Fuori dai confini nazionali non è così e le mamme non vengono lasciate sole, ma anzi aiutate a lavorare con più serenità con il loro bimbo accanto.

Aziende: è ancora tempo di economia

 Nessun esperto del settore ne ha dato conferma ufficiale, eppure sembra che la crisi economica che gli anni scorsi tanti problemi ha creato, si stia piano piano allontanando. Magari è soltanto una visione troppo positiva di quello che circonda il mondo aziendale e del lavoro, ma in fordo tutti hanno bisogno di crederci. Nonostante questo è ancora tempo di grande economia nelle imprese, sia per non rischiare di ritrovarsi improvvisamente senza budget e poi perchè  bisogna riprendersi dopo una manciata di mesi fin troppo duri.

Aziende e giovani laureati: solo il 66% è occupato

 Una laurea con il massimo dei voti e una carriera folgorante davanti: si pensa sempre in grande per i propri figli e poi ci si accorge che sono in casa a guardare la tv depressi perchè non trovano lavoro. Dopo una vita di sacrifici, tra l’altro, non di rado ci si accorge che chi ha una quantità inferiore di titoli ma con il tempo è riuscito a crearsi una attività, vive molto meglio. Insomma terminare gli studi con successo, non sempre garantisce un impiego ed, infatti, solo poco più della metà dei giovani riesce ad entrare in una azienda medio grande e a rincorrere il proprio sogno lavorativo. Il resto, invece, resta smarrito e non sa come muoversi.

Lavoro: il futuro è nell’agricoltura

 L’agricoltura potrebbe essere un importante trampolino di lancio per i giovani nel prossimo futuro: insomma, si tornerà un pò indietro nel tempo come quando i nostri nonni costruivano la propria famiglia e riuscivano a mantenerla benissimo, anche con molti figli, grazie al lavoro della terra. Ovviamente i tempi sono cambiati, ma tutt’oggi sono circa 250.000 i posti di lavoro creati dai campi italiani in una decina di anni. In più, sempre in tema di numeri ci sono oltre 28.000 nuove imprese agricole nate con con 4 miliardi di euro di investimenti.

Giovani e lavoro: servono idee e creatività

 Sembrano forse parole buttate al vento, eppure sono assolutamente vere e, soprattutto, attualissime. In tempi di crisi i giovani fanno ancora fatica a trovare lavoro, anche se pare che la nuvola nera della recessione possa allontanarsi al più presto. Verità reale o presunta, speranza o certezza le aziende ricominciano a far firmare dei contratti ma non di rado fanno persino fatica a trovare i dipendenti ideali, che abbiano esperienza o formazione adeguate al settore che poi andranno a ricoprire. Se si fanno strada lavori per i quali non tutti hanno i titoli giusti, è altrettanto vero che dato il folto numero di ragazzi a casa, come si fa a selezionare i migliori?