Giappone: quasi finite scorte di vernici metallizzate

 Un terremoto si porta dietro non solo morte e distruzione, ma anche uno stravolgimento totale dell’economia interna che può causare pesanti ricadute a lungo termine. In Giappone, poi, dove si poggiava gran parte della produzione di oggetti tecnologici, quasi tutti realizzati solo dalle parti di Tokyo, il problema è molto serio e sta già coinvolgendo il mondo intero. Se stabilimenti legati a Canon, Sony, Panasonic e Nikon stentano a riprendere la produzione, adesso un altro fantasma si avvicina a grandi passi all’orizzonte: stanno per finire le scorte di vernici metallizzate. Sembra un problema da nulla e, invece, si tratta di un vero disastro, perchè  se non verranno riaperte in tempi bravissimi queste aziende, tutta l’industria automobilistica ne risentirà.

Sony: in Giappone le aziende bloccano la produzione

Aveva annunciato con entusiasmo la riapertura delle fabbriche che si trovano nell’area colpita dal terremoto in Giappone, la Sony, ma alla fine ha dovuto arrendersi. Se ancora non è chiaro se e come sono state danneggiate le sue strutture dallo tsunami dello scorso undici marzo e dalla discontinuità della corrente elettrica, di sicuro mancano le materie prime e non si può in alcun modo lavorare. La sicurezza dei dipendenti, inoltre, è fondamentale e il pericolo di radiazioni nella zona vicino a Fukushima è piuttosto alta.

Le imprese italiane in aiuto del Giappone

 Il Giappone era il fulcro dell’economia mondiale a livello soprattutto di fotografia e tecnologia, nonchè riguardo al settore delle auto. In questo momento, basti pensare che quasi tutti gli stabilimenti in questione sono chiusi e il globo è in crisi. Piccoli pezzi sono introvabili e venivano prodotti solo in tale tratto di Asia, che si spera possa riprendersi presto, visto che con il terremoto ha già pagato troppo in termini economici e, ancora più, di vittime. A tentare di aiutare il Giappone in questo difficile momento, ci pensano le aziende italiane che ne intrattengono da tempo affari. Queste ultime, incontreranno il prossimo 5 aprile alla Farnesina il governo per discutere di una raccolta di risorse da destinare al Paese. Ad annunciarlo, nelle scorse ore, è stato proprio il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi presso Palazzo Chigi nel corso di una conferenza stampa.

Aziende di tutto il mondo in crisi dopo terremoto Giappone

Chi crede ancora che il terremoto dello scorso 11 marzo in Giappone e il conseguente tsunami, abbiano causato dei gravi danni soltanto al Paese del Sol Levante, si sbaglia di grosso. L’onda anomala che ha messo fuori uso e in pericolo le centrali nucleari, sta paralizzando mezzo mondo, soprattutto nel settore fotografico e automobilistico. A partire dalla General Motors in Louisiana, che ha già tagliato di un quarto lo stipendio ai suoi dipendenti. Si passa, poi, a Peugeot e Citroen che non possono al momento realizzare i motori diesel perché manca un pezzo prodotto in Giappone che non arriverà a breve. La Toyota, poi, primo produttore al mondo di automobili, vive il momento più buio della sua esistenza.

Giappone: terremoto ferma produzione videogiochi

Gli amanti dei videogiochi, forse per qualche tempo non vedranmno tra gli scaffali dei negozi specializzati troppe nuove uscite, perchè i fornitori principali che avevano le loro sedi più grandi in Giappone, sono fermi per via del disastroso terremoto che ha colpito il Paese. Tra l’altro, molte strutture si trovavano proprio a breve distanza dall’area in cui il pericolo nucleare è tutt’altro che remoto. In territorio nipponico, la situazione è molto grave e il livello di radiazioni intorno a Tokyo e Fukushima ha portato pure diverse imprese note di fotografia a chiudere i battenti o rallentare il lavoro. Tra di esse pure Canon, Panasonic e Nikon.

Terremoto Giappone: le aziende investono nelle rinnovabili

 La paura per un secondo disastro nucleare dopo Chernobyl in Giappone, sta spingendo le aziende di tutto il mondo a ripensare seriamente ai rischi che può provocare una calamità naturale improvvisa su queste strutture. Le imprese stanno, quindi, mettendo su un piatto della bilancia i pro e i contro di investimenti di questo genere, ipotizzando di puntare maggiormente sulle rinnovabili. Una idea che da tempo stuzzica le grandi aziende, ma il budget richiesto non di rado è fin troppo elevato.

Giappone: aziende di videogiochi stanziano fondi per aiuti

 La catastrofe in Giappone, non ha riguardato soltanto il terremoto di qualche giorno fa, con il conseguente tsunami e le scosse di assestamento ma si teme per un rischio nucleare tutt’altro che remoto. In realtà, infatti, le centrali che si trovavano a qualche centinaio di chilometri da Tokyo, sono state danneggiate pesantemente dalla scossa e adesso moltissimi residenti sono stati evacuati per evitare un contatto prolungato con eventuali radiazioni. Una Nazione in ginocchio ha bisogno di aiuti internazionali e tutti si sono prestati, anche se in realtà, è più dall’interno che le manifestazioni di vicinanza si fanno commuoventi. Come quella delle aziende di attività ludiche, soprattutto quelle che producono videogiochi, che stanno davvero tendendo la mano ai giapponesi.