Aziende in Borsa, Nintendo spera di rientrare nel Nikkei 225

 Nintendo, negli scorsi giorni, ha compiuto un importante balzo in avanti durante le negoziazioni alla Borsa di Osaka: la ragione principale di questo apprezzamento della capitalizzazione di mercato della società giapponese risiede nell’auspicio, da parte dei mercati finanziari e dei vertici societari, che la società possa rientrare nell’indice Nikkei 225 una volta che la fusione della Borsa di Osaka con quella di Tokyo sarà diventata realtà.

Così come altre società che sono quotate ad Osaka, infatti, la speranza dei principali titoli di questa piazza finanziaria nipponica è che possa essere presto prevista l’inclusione degli stessi all’interno dell’indice di riferimento Nikkei 225, della Borsa di Tokyo, la quale sta cercando di concludere le trattative che dovrebbero portare la società di gestione di tale piazza azionaria a fondersi con la Osaka Securities Exchange.

Energie rinnovabili: le aziende investono

 Le energie rinnovabili, finalmente, potrebbero avere un futuro roseo e dopo anni di indecisione cominciano a muoversi spiragli di investimenti. Se i costi restano elevati, con il tempo si riesce ad ammortizzare la spesa e in più, dato da non sottovalutare, si rispetta anche l’ambiente ottenendo i medesimi risultati. A cominciare dai cittadini, attenti al loro futuro e a quello dei figli e interessati a queste potenzialità dal carattere inesauribile. Capita sempre più spesso, quindi, di vedere sui tetti degli impianti fotovoltaici per la produzione e il consumo in proprio di energia elettrica.

Giappone: ancora in crisi il settore dell’auto

 Ancora problemi in Giappone, dopo il terremoto che l’ha messo veramente a dura prova lo scorso 11 marzo 2011. Il disagio più grande, come è noto, è stato causato dallo tsunami successivo all’onda sismica e da allora molti stabilimenti che si trovavano dalle parti dell’area colpita a Fukushima, sono bloccati. Qui sorgevano le sedi principali dei maggiori brand di tutto il mondo, soprattutto nel settore fotografio e, ancora di più, automobilistico. In più, parecchie industrie producevano per entrambi i campi, i piccoli pezzi di ricambio che ora mancano e la produzione non può proseguire. Già, perché il Paese del Sol Levante in questo senso era l’unico che era in grado di dare vita a minuscoli componenti per il corretto funzionamento di sofisticati dispositivi e, adesso, non si può fare altro che attendere che qualcosa si muova. Intanto, il giro di miliardi intorno alla vendita di vetture giapponesi, è quasi bloccato.

Terremoto in Giappone: produzione ancora a rilento

Sembra calato il sipario quasi del tutto sul Giappone, eppure le cose non sono proprio completamente migliorate. Continuano ad esserci zone contaminate, case distrutte e, ovviamente, stabilimenti chiusi o che producono a rilento. Questo soprattutto nel settore automobilistico e, ancora di più, fotografico. Ecco perchè l’intero Paese è in ginocchio e il mondo intero rischia una crisi settoriale. Le aziende che producevano piccoli pezzi hanno dovuto chiudere e persino i più grandi brand di macchine fotografiche che sorgevano in loco e che hanno spostato la produzione all’estero, rischiano di avere dei disagi. Del resto, come è immaginabile le conseguenze della tragica calamità naturale, si faranno sentire nel breve e lungo termine e, nonostante gli sforzi, le cose torneranno come prima soltanto con il tempo.

Aziende in Giappone in crisi: parte l’effetto domino

Il Giappone sembra essere veramente in ginocchio, una situazione che non si ripeteva dalla Seconda Guerra Mondiale. Lo yen sempre più forte a fronte di una diminuzione industriale pesante e dovuta al terribile terremoto dell’11 marzo scorso, portano l’intero Paese a rischio recessione. La crisi aziendale c’è e si fa sentire e se dovessero avverarsi le negative previsioni, scatterebbe un effetto domino pericoloso. Soprattutto nel settore fotografico e ancora di più, automobilistico, infatti, lo Stato del Sol Levante si trova ad essere ancora leader e spesso l’unico produttore mondiale o quasi, di sofisticati pezzi di ricambio. Microchip e schede minuscole trovavano qui il loro centro maggiore per poi essere esportare all’estero. In alcuni casi, le fabbriche chiuse bloccano di fatto la lavorazione di interi stabilimenti in Europa e in America.

Giappone, aziende automobilistiche bloccate da un microchip

 Le aziende automotive giapponesi, purtroppo, sono pronte loro malgrado ad incassare un altro duro colpo che potrebbe ritardare anche di molto la produzione. A registrare problemi con conseguenti disagi per le imprese che vi si affidano costantemente, è la Renesas Electronics, il più grande produttore al mondo di microcontroller automotive, cioè dei cervelli elettronici che controllano i sistemi di milioni di veicoli costruiti dalle grandi case automobilistiche. Quest’ultima a seguito del devastante terremoto dello scorso 11 marzo, con conseguente tsunami ha preso delle decisioni drastiche in merito alla sua organizzazione interna. Sposterà a breve la produzione da un impianto distrutto dal sisma al altre due fabbriche e questo causerà un ritardo ulteriore, lungo anche mesi, nella spedizione dei componenti. Un problema che interessa, ovviamente, non soltanto il Paese del Sol Levante ma praticamente tutto il mondo.

Aziende: c’è pessimismo dopo il terremoto in Giappone

 I problemi maggiori ovviamente riguardano direttamente il Paese interessato, ma un pò in tutto il globo una sorta di motivato sconforto ha colpito a seguito del terremoto dello scorso 11 marzo in Giappone, con conseguente tsunami estremamente potente e distruttivo. Mentre tutti tremano per le acque vicino a Fukushima altamente radioattive e si interrogano sul futuro delle centrali nucleari, molte imprese non riescono a riprendere la propria produzione e se lo fanno solo altamente limitate. Questo comporta rallentamenti eccessivi ovunque, anche perchè soprattutto nel settore tecnologico e automobilistico, la gran parte dei pezzi più piccoli venivano proprio esclusivamente dal Paese del Sol Levante.

Giappone: le aziende rassicurano sul pesce in scatola radioattivo

 Nessuno ci fa mai caso del tutto, ma quando si esce a far la spesa nel carrello degli italiani, raramente manca il pesce in scatola e, soprattutto il tonno. Il panico adesso è del tutto giustificato e in molti pensano che ci sia il rischio di nutrirsi con dei prodotti radioattivi, perchè il Belpaese anche se in misura irrilevante, acquista tali alimenti pure dal Giappone. Le aziende, però, tranquillizzano sulla fonte più economica di preziosi acidi grassi Omega-3, o almeno ci provano. Del resto, non dimentichiamo che lo Stivale è uno dei più importanti mercati mondiali per il tonno in scatola e il secondo più grande produttore in Europa.Tuttavia, non esiste a tutt’oggi una legge europea sull’etichettatura del pesce inscatolato e si conosce solo il luogo di confezionamento, senza menzione alcuna sulla zona specifica di cattura. Se si trattasse proprio del Giappone?

Aziende: settore telefonini e computer in crisi

 Il problema è sempre lo stesso: il terremoto in Giappone sta trascinando con sè, in un baratro, l’economia già traballante di gran parte del mondo. In un periodo in cui si fatica a risalire dopo la crisi recente, nessuno aveva tenuto conto della possibilità che una calamità naturale potesse causare un ulteriore disastro. Le imprese nel Paese non riescono a riprendere a pieno ritmo la produzione e mancano le materie prime per dei pezzi che si producevano quasi esclusvamente nel Sol Levante. Risultato? Adesso anche il settore dei telefonini è in crisi, dopo quello automobilistico.

Giappone: riapre la Honda

 Nonostante i livelli di radioattività molto alta in mare, preoccupino il mondo intero, il Giappone prova piano piano a ritornare alla normalità dopo quel terribile 11 marzo che ha cancellato una immagine di produttività perfetta e di uno stile di vita invidiabile. Le aziende devono riaprire, soprattutto quelle di respiro internazionale per evitare che collassino interi sistemi a livello internazionale, come il settore delle auto o quello della tecnologia, per citare i più importanti. Ecco, quindi, che la Honda prova ad aprire e a riprendere l’attività quotidiana nella speranza di non dover chiudere ancora.

Apple aiuta le aziende in difficoltà

Il titolo ovviamente è provocatorio e la Apple non sarà in grado di aiutare tutte le aziende in difficoltà, altrimenti ci vorrebbe tempo e denaro a dismisura, ma una piccola grande azione la sta facendo già per venire incontro alle imprese del Giappone vittime del tremendo terremoto dell’11 marzo scorso. Se a livello mondiale, ha rimandato il lancio del suo nuovo tablet nel Paese nipponico proprio per i problemi attuali, sempre più gravi, si prodiga ad aiutare i suoi fornitori. E’ chiaro che non si tratta solo di una mossa caritatevole, ma ovviamente ci sono grandi interessi di mezzo perchè come in moltissimi altri ambiti, soprattutto in quello tecnologico il dramma giapponese sta pesando incredibilmente. Una serie di  piccoli pezzi, infatti, venivano costruiti soltanto negli stabilimenti nei pressi delle centrali nucleari adesso in avaria e, quindi, con i cancelli sono serrati. E’ difficile, inoltre, prevedere quando potranno riprendere a lavorare a pieno ritmo, anche perchè mancano quasi del tutto le materie prime.

Metrologia, aziende automobilistiche e pericolo radiazioni

 Continua a preoccupare e a tenere in ansia tutto il mondo la centrale nucleare di Fukushima in Giappone, dalla quale evidentemente fuoriescono livelli di radiazioni che stanno contaminando in modo significativo l’area circostante. Non sono solo i rischi diretti sulla salute umana a tenere in allarme gli esperti in questo campo, ma anche gli alimenti che sarebbero contaminati, così come l’acqua e persino molti beni materiali. Questi costituiscono un dettaglio molto insidioso perchè in pochi riflettono sul fatto che anche un piccolo contatto potrebbe essere nocivo. Se solo pensiamo che la maggior parte dei prodotti giapponesi, dove l’11 marzo si è verificato un devastante terremoto, vengono esportati, è comprensibile il timore in ogni angolo del globo. E’ compito delle aziende che si occupano di acquisire tali prodotti dichiarare quali siano i reali pericoli, mentre per la misurazione dei livelli di radioattività e per le valutazioni del caso potrebbe entrare in scena proprio la metrologia.

Aziende automobilistiche: mercato in crisi dopo terremoto Giappone

 Meno trenta per cento di vendite: il mercato delle auto è in crisi e il motivo principale è legato a quel terribile terremoto in Giappone che l’11 marzo ha sconvolto non soltanto l’area di Tokyo, ma un pò tutto il mondo. Se i morti e la distruzione sono ancora incalcolabili, con la paura costante delle radiazioni, non si può non gettare un occhio pure ai danni materiali che in una angosciante reazione a catena stanno intaccando vari settori, a partire da quelli dela tecnologia e delle auto. Un  numero parecchio inferiore di immatricolazioni e una flessione per la produzione, quindi, con dati che adesso sono a due cifre, ma potrebbero causare una vera catastrofe economica, se non si riuscirà ad intervenire subito. Gli stabilimenti restano chiusi, le vernici metallizzate non vengono prodotte, gli operai vengono allontanati dall’area di lavoro per preservare la loro salute dopo l’avaria delle centrali nucleari: insomma al momento la via di uscita dalla situazione sembra lontana.