Una volta era un problema prettamente femminile: nasceva un bambino e la madre, sia perché aveva bisogno di tempo per restare con il neonato e sia perché non trovava più quell’ambiente di lavoro favorevole a gestire il suo nuovo ruolo, si dimetteva. La curiosa novità è che adesso questo processo interessa pure i padri, a tutto danno delle aziende. Questo, in un periodo di crisi economica e di budget bassi,costringe ad una continua riorganizzazione aziendale soprattutto al Nord Italia, dove il fenomeno sembra essere più presente. Solo lo scorso anno, ad esempio, sono stati 55 i lavoratori in Lombardia a prendere questa decisione, sicuramente non facile. L’incremento generale, è stato quindi del 1000 per cento rispetto al 2011.
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L’ospedale perfetto? Quello con i migliori software aziendali
Non ci avete pensato mai probabilmente, eppure anche un ospedale in fondo è una grande azienda e deve dotarsi dei migliori e più moderni sistemi tecnologici non solo per curare i pazienti, ma anche per archiviare le loro cartelle cliniche o visionare gli esami diagnostici, prenotare visite specialistiche e gestire le liste d’attesa. Negli ultimi anni, poi, pure la somministraziione di un farmaco piuttosto che un altro avviene tramite un semplice click. E’ fondamentale per l’ottima gestione di un nosocomio, che vengano acquistati e prodotti software sviluppati per le esigenze del settore sanitario, creati ad hoc per le varie esigenze ospedaliere e soprattutto funzionali.
Aziende italiane: solo il 9 per cento spera nel futuro
C’è uno sconforto imperante fra le aziende italiane, si percepisce già nell’aria senza che ci sia bisogno di confessioni eclatanti e, comunque la crisi economica ha dato un’altra bella botta all’insicurezza della maggior parte degli imprenditori. Se buona parte di essi, infatti, prosegue con sfrontatezza alla ricerca di obiettivi raggiungibili a breve e lungo termine, sembra che un buon numero di imprese del Belpaese non riesca a credere che la nuvola nera della recessione possa passare senza lasciare squilibri e distruzione eccessivi. In questo senso, soltanto il nove per cento delle strutture dello Stivale ha fiducia che le cose cambieranno in meglio lasciando questo come un momento brutto dell’economia globale.
Artigianato: a rischio le aziende della Toscana
La speranza è che si tratti di una tendenza momentanea e che presto la situazione verrà totalmente ribaltata dall’impegno quotidiano di quanti hanno fatto del lavoro la loro ragione di vita. In Toscana, quasi la metà delle aziende artigiane, quelle che realizzano prodotti fatti a mano con tecniche ancora originali, rischiano il collasso. Il mercato in questo senso è molto competitivo e tiene conto solo delle produzioni di una certa orioginalità e la crisi è alle porte.
Gestione aziendale: in ripresa le spese per l’IT
In tema di gestione aziendale, è facile notare come la spesa per i sistemi IT stia tornando lentamente a crescere, trainata dalle richieste di server e di componenti per il cloud computing.
A dedurre quanto sopra è l’analisi sui bilanci trimestrali delle principali società operanti nel settore, come IBM, che ha chiuso il primo trimestre dell’anno con dei ricavi in crescita di quasi 8 punti percentuali a quota 24,6 miliardi di dollari.
Come sopra anticipato, il merito andrebbe principalmente attribuito all’ottima performance del mercato dei server e dei servizi di cloud computing, oltre a una buona tenuta del segmento dei data center.
Il fisco blocca il 32% delle aziende
Quotidiano sempre più delicato per le aziende italiane che, ormai, rischiano giornalmente di chiudere a causa del fisco che preme su una situazione già precaria. La crisi economica degli ultimi due anni, poi, ovviamente, non ha fatto bene e in un momento di poco equilibrio le tasse rappresentano la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso. A denunciare ripetutamente il perdurare di questo rischio, è anche l’associazione dei contribuenti italiani che parlano di pericolo crisi per le piccole e medie aziende italiane, per il il 31,8% costrette a chiudere a causa di un accertamento fiscale.
Imprenditoria giovanile: Emilia Romagna sul podio
Non è ancora in testa ma, continuando così potrebbe propria arrivarci in tempi medio-brevi: L’Emilia Romagna, si trova attualmente al terzo posto in Italia in merito al settore dell’imprenditoria giovanile. I ragazzi, soprattutto coloro che si sono da poco laureati, sanno che al momento nel Belpaese le opportunità lavorative non sono moltissime e allora decidono di aprire qualche piccola azienda, contando su fondi e agevolazioni dedicate proprio alle fasce di età meno elevate.
Controllo di gestione aziendale per una impresa sempre vincente
Chi possiede una impresa e, ogni giorno, combatte per restare in equilibrio in un mercato in perenne evoluzione e sempre a rischio, per via della crisi economica e della concorrenza, è più che mai fondamentale un controllo di gestione aziendale corretto. Quest’ultimo rappresenta un vero e proprio sistema operativo che serve a guidare dipendenti e progetti interni verso il conseguimento degli obiettivi stabiliti in sede di pianificazione, cercando di arrivare al traguardo nel più breve lasso di tempo possibile.
Aziende: c’è pessimismo dopo il terremoto in Giappone
I problemi maggiori ovviamente riguardano direttamente il Paese interessato, ma un pò in tutto il globo una sorta di motivato sconforto ha colpito a seguito del terremoto dello scorso 11 marzo in Giappone, con conseguente tsunami estremamente potente e distruttivo. Mentre tutti tremano per le acque vicino a Fukushima altamente radioattive e si interrogano sul futuro delle centrali nucleari, molte imprese non riescono a riprendere la propria produzione e se lo fanno solo altamente limitate. Questo comporta rallentamenti eccessivi ovunque, anche perchè soprattutto nel settore tecnologico e automobilistico, la gran parte dei pezzi più piccoli venivano proprio esclusivamente dal Paese del Sol Levante.
Istat: migliorano i risultati delle aziende
La ripresa è timida ma innegabile: sembra che nel 2010, in barba alla crisi economica che non si capisce bene a quale stadio del suo progradire sia giunta, le aziende abbiano migliorato leggermente i loro profitti. I dati sono stati raccolti dall’Istat, la quale ha confermato la tendenza positiva, che si spera e si pensa possa proseguire con stime ancora più positive per tutto il 2011. I cambiamenti in meglio, riguardano una fetta di mercato molto vasta. Si va, infatti, dai liberi professionisti, alle società di persone e di capitale, fino ad arrivare alle imprese individuali. Sono state prese in esame, però, le aziende con oltre 5 dipendenti che si occupano di settori diversi, rispetto a quello finanziario.
Comunicazione aziendale e cessazione del rapporto di lavoro
Sono diversi i motivi che possono portare all’interruzione del rapporto bilaterale che si instaura tra azienda e lavoratore al momento dell’assunzione. Se un tempo, un evento del genere si verificava molto più spesso quando il dipendente si rendeva protagonista di qualche azione sulla quale proprio non si poteva passare sopra, adesso la crisi economica e i bilanci aziendali sempre in precario equilibrio, hanno portato alla nascita e alla scelta di contratti a termine più o meno lunghi. Se l’impresa non ritiene più necessario, quindi, affidare una determinata mansione ad un singolo, ecco che deve rendere noto quello che pensa al diretto interessato attraverso una comunicazione interna che sia chiara ed efficace e che, soprattutto, non possa dare il via ad azioni legali che distruggerebbero economicamente l’intera struttura.
Comunicazione aziendale, newsletter e web
Comunicare in modo semplice, veloce ed economico anche con i propri dipendenti da qualche anno non è più un problema: tutti possono apprendere in tempo reale di una novità aziendale senza bisogno di telefonate, riunioni o incontri lunghi e noiosi. Questo grazie alla posta elettronica e alla mail che qualunque attività commerciale sfrutta al massimo ogni giorno, così come avviene pure per l’intranet aziendale. Per non parlare dei liberi professionisti che senza tale mezzo di comunicazione probabilmente perderebbero moltissimi contatti di lavoro. Insomma anche il modo di svolgere la propria professione è cambiato, grazie al web che fornisce regole, registri e una serie di strumenti da sfruttare. Molto di moda, poi, vanno le newsletter che annunciano le novità di un settore, di un prodotto o di una struttura, soltanto a chi è interessato e, quindi, decide di iscriversi, ma le regole, di volta in volta, possono cambiare.
Gestione Flotte aziendali: scegliere il noleggio a lungo termine
Sono sempre di più, ogni anno, le aziende che scelgono di noleggiare le auto per conto dell’impresa per un periodo di tempo medio- lungo. Del resto la gestione delle flotte aziendali non è uno scherzo e può pesare anche in modo consistente su una struttura già gravata da mille altri costi. Ancora di più se le vetture sono moltissime perchè utilizzate magari dai dipendenti in trasferta. In questo caso contenere i costi diventa praticamente indispensabile, se non ci si vuole avviare verso debiti e, nei casi peggiori, al fallimento. A tal proposito, in un controllo aziendale oculato si risparmia di più un “affitto” degli strumenti necessari sia per svolgere meglio le mansioni che per rappresentare la ditta di riferimento, in questo caso con le quattro ruote.
Infortuni sul lavoro, spesso riguardano le donne
Si parla molto spesso di infortuni sul lavoro, eppure raramente si rende nota la notizia che buona parte di essi riguardano anche le donne. E’ vero che, rispetto ai dati che il Belpaese registra tragicamente ogni anno, sono gli uomini a pagare il prezzo più alto tutt’ora. Questo però non vuol dire che non si debba puntare l’attenzione sul “sesso debole”, proprio perchè considerato ancora tale e fare in modo che viva molte ore della sua giornata in un ufficio confortevole e, soprattutto, privo di pericoli. E’ stato calcolato che, solo nel 2009, gli incidenti sul lavoro nelle aziende con protagoniste “l’altra metà del cielo”, sono stati il 28,4%, secondo i dati raccolti e resi noti dall’Inail ed emersi nel corso del seminario organizzato dalla Cisl di Puglia, in collaborazione con il Coordinamento Donne del sindacato. Le cifre sono state comunicate durante un incontro che si è tenuto a Bari nelle scorse ore.