Donne imprenditrici: boom negli ultimi mesi

Non è una novità: di fronte alla crisi economica ma più in generale ai problemi di tutti i giorni, dopo un primo momento di sconforto, le donne alzano la testa e combattono senza esclusione di colpi. Questo permette loro di essere sempre vincenti. Se la voglia di fare non manca, anche quando la poltrona più interessante è sempre e comunque occupata da un uomo, le italiane prendono incentivi e agevolazioni al volo e si improvvisano imprenditrici. Certo è chiaro che deve esserci una idea e un talento di fondo e poi la propria azienda può vedere la luce.

Donne medico: meglio lavorare in azienda?

 Le ragazze che lavorano dentro ad una azienda spesso si sentono stanche del proprio impiego e sognano una carriera ben diversa, che regali un certo spessore, credibilità e denaro. Un pò come le donne medico. Si, ma queste ultime oggi hanno perso il loro smalto stressate al massimo e non di rado molestate in modo più o meno esplicito dai colleghi. Per non parlare delle offese di tipo sessuale, dei “sorpassi” di poltrona ingiustificati e delle ore di straordinario mal pagato. Una realtà difficile da immaginare per chi non la vive, ma è quanto viene fuori da un recente studio ultimamente reso noto al grande pubblico.

Internet e imprenditoria femminile, un binomio che cresce

 Nell’epoca moderna, alzi la mano chi non utilizza il computer o non conosce il magico e indispensabile mondo di internet. Certo chi è avanti con l’età o svolge un lavoro prettamente manuale, potrebbe in effetti non essere un esperto in materia, ma in linea di massima tutti, indipendentemente da sesso, età o condizione economica vivono a perenne contatto con il pc. Non va in modo diverso per le donne, lanciatissime ormai nel settore delle aziende ed, infatti, l’imprenditoria femminile e l’utilizzo del web ormai vanno di pari passo.

L’Italia e l’economia: aziende ancora troppo indietro

 L’Italia è uno tra i Paesi più evoluti al mondo, ma se si confronta la sua realtà economico-aziendale, ci si rende conto che troppe sono ancora le cose da fare. All’estero, per esempio, nelle altre grandi capitali europee le cose si muovono diversamente, anche rispetto a città industrialmente avanti come Roma e, soprattutto, Milano. Un esempio su tutti? Gli asili nido aziendali, che da noi rappresentano un fenomeno circoscritto e neppure tanto in crescita. Quelle rare volte che le grandi aziende provano a realizzarne uno, c’è proprio da festeggiare e si tratta di un evento assolutamente raro. Fuori dai confini nazionali non è così e le mamme non vengono lasciate sole, ma anzi aiutate a lavorare con più serenità con il loro bimbo accanto.

Tre donne su quattro rinuncerebbe ai figli per la carriera

 Se bisogna proprio decidere, loro hanno le idee piuttosto chiare : tre donne su quattro visto che ormai conciliare le due cose diventa quasi impossibile, rinuncerebbero ad avere figli per la carriera. Questo però non cambia del tutto le cose, visto che le aziende restano prettamente maschiliste e concedono poltrone di successo, soprattutto agli uomini e più difficilmente o comunque solo dopo molto tempo, alle rappresentanti del sesso femminile.

Aziende: finanziamenti per le “quote rosa”

 Donne che vorrebbero realizzarsi sul lavoro e, in moltissimi casi, sono costrette a guardare i colleghi maschietti, magari meno meritevoli, assumere il comando e prendere la poltrona più comoda. Ragazze talentuose che, obbligate a scegliere tra famiglia e impiego preferiscono un marito e i figli, ma rimpiangono per tutta la vita l’aver dovuto rinunciare ad una carriera perchè la società è ancora poco impegnata a proteggere il ruolo di maternità e impiego. Eppure forse qualcosa si muove e nei prossimi mesi, potrebbero arrivare dei fondi al sud per aiutare le “rappresentanti del sesso debole” a fare impresa o, almeno, a portare a casa uno stipendio a fine mese.

Imprese: spazio a donne, giovani e over 50

 In un periodo in cui tra crisi economica ancora imperante, guerre, uccisioni, terremoti e disordini interni il mondo intero è scosso, anche l’Italia ovviamente ne risente pure a livello economico. Le aziende continuano a limitare il personale che è perennemente in esubero rispetto alle disponibilità monetarie e in troppi sono a casa dopo anni di onorata carriera. L’obiettivo delle imprese per i prossimi anni e anche delle istituzioni anche se in minima parte, è di dare spazio alle tre categorie maggiormente disagiate che pagano il conto più salato: le donne, i giovani e gli over 50.

Donne ai vertici aziendali inclini al tradimento?

 La domanda è sempre la stessa e i due sessi se la pongono costantemente e ad ogni nuova fase della vita: è sicuro che a tradire siano di più gli uomini? Cambiano partner più facilmente anche le donne?Una discussione che, in realtà, non ha mai trovato delle conferme, almeno fino a quando l’indagine non ha cominciato ad interessare pure le aziende. Nonostante una sorta di atavica tradizione parli di maggiori infedeltà da parte dei maschietti, sembra che non sia proprio così per le donne imprenditrici tutte votate alla carriera.

Imprenditoria rosa: incentivi in Senegal

 Chi lo ha detto che lo sviluppo industriale è possibile soltanto nei Paesi più ricchi e non si possa cambiare altrove, anche in Africa ad esempio, con il solo impegno delle risorse locali? E’ quanto sta avvenendo in Senegal, dove l’imprenditoria femminile, ultimamente, sta vivendo una nuova primavera. L’argomento, infatti, è in grado di riscuotere un forte interesse anche in uno dei Paesi in via di sviluppo più interessante in tal senso, dove le donne cercano una propria indipendenza e il lavoro sta diventando sempre più importante, come strumento di benessere e indipendenza.

Le aziende Usa puntano alle donne

 Se è vero che l’America anticipa tendenze e stili, possiamo tirare un sospiro di sollievo, perchè adesso come non mai sta puntando sulle donne, spianando, si spera, la strada agli altri Paesi del mondo. L’imprenditoria femminile è in forte crescita, grazie pure a finanaziamenti ed agevolazioni interessanti e alla solidarietà delle rappresentanti dello stesso sesso. Come dire, poi, di no a ragazze che sono stanche di restare a casa o di farsi superare dai colleghi maschi e sono pronte a combattere senza esclusione di colpi, per avere la poltrona più comoda e per raggiungere gli obiettivi aziendali nel più breve tempo possibile.

Consulenti per l’imprenditoria femminile: l’Europa investe

 Una forza lavoro che, probabilmente, è unica e che rappresenta la vera risorsa imprenditoriale in Italia: viene definito così il settore delle donne in carriera da più parti in Italia. Un tesoro che oggi, più che ieri, anche a fronte di una crisi economica che non accenna a finire, andrebbe sfruttato nel migliore dei modi. Del resto, proprio le imprese rosa hanno sofferto di più della mancanza di sbocchi nel mercato in questi ultimi anni, ma adesso qualcosa sta cambiando e i finanziamenti e le agevolazioni nei confronti di chi vuole fare impresa, cominciano a moltiplicarsi.

Aziende in rosa: arrivano nuovi prestiti e agevolazioni

In tempi di crisi diventare un imprenditore di successo, diventa un obiettivo sempre più complesso da raggiungere, ma le donne sembrano davvero essere agguerrite e dopo mesi di disoccupazione vogliono tornare alla carica. Il problema, però, è che bisogna iniziare da un investimento e non tutte hanno una disponibilità immediata di somme ingenti di denaro e, in questo modo, ogni progetto viene inevitabilmente bloccato. Tuttavia, pochi giorni, fa, la Cisl ha messo in luce le difficoltà che spesso le donne devono affrontare per tentare di avere un futuro più sicuro nel mondo del lavoro.

Imprenditoria femminile: in Calabria aziende sempre più “rosa”

Si chiama  “Donna è impresa. Il volto delle imprese femminili a Reggio Calabria”, il nuovo rapporto sull’imprenditoria femminile in Calabria, organizzato dalla Fondazione Bellisario, ente per lo studio e la progettazione di interventi per l’imprenditoria e il management femminile, e la Camera di Commercio di Reggio Calabria. Nel corso dell’evento, sono stati resi noti tutti i dati del settore dal 2006 al 2010.Ad aprire i lavori e le collateriali manifestazioni così come gli incontri, è stato Lucio Dattola, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, il quale ha commentato: “Le donne oggi si mettono in proprio, non aspettano più il posto fisso. Sono più attente, più tenaci degli uomini; vogliono ottenere risultati. Esistono alcuni settori che sono ancora baluardi maschili, come la rappresentanza sindacale e in essi la partecipazione femminile deve essere sicuramente maggiore”.

Asilo nido aziendale: vantaggi

 La possibilità di poter contare su di un asilo nido aziendale è il sogno di tutte le donne, sia di quelle che hanno già dei figli piccoli che di quelle che ancora non sono madri ma che sperano di diventarlo a breve. In Italia purtroppo, si tratta poco più di un miraggio e, nonostante in qualche impresa se ne presenti un timido esempio, parliamo sempre di strutture enormi che, nel nostro Paese, non sono la maggioranza. Le ragazze con bambini si sentirebbero in questo modo più tranquille per la vicinanza con il proprio tesoro, renderebbero maggiormente e non rischierebbero di vedersi soffiare il posto in quanto certamente tornerebbero ancora più volentieri alla propria scrivania. Ma il momento sembra non essere ancora quello giusto e non resta che guardare con un pizzico di invidia la differenza con gli altri Paesi europei.