Torino: finanziamenti per baby imprese

 Aiutare i giovani, ora che la crisi sembra scongiurata e fare in modo che possano costruirsi un futuro se non troppo roseo, almeno dignitoso. E’ il Piemonte a guidare una tendenza che si avvia verso una inversione di marcia e potrebbe portare a nuove assunzioni e, soprattutto, alla creazione di baby imprese frutto di agevolazioni e finanziamenti vantaggiosi. I titolari di partite Iva non troppo avanti con l’età e ricchi di idee e talento potranno in questo modo “ammortizzare i costi fissi e presentarsi sul mercato con una variegata tipologia di servizi”.

Imprese e lavoro: diminuisce la disoccupazione?

 Sembra che il mese scorso sia stato piuttosto felice per chi è in cerca di una occupazione o teme di perdere quella che ha. A guidare questa tendenza positiva, però, è la Svizzera e le aree al confine con una sensibile diminuzione di coloro che non hanno un lavoro. Ad essere tenuto sotto stretta osservazione è stato maggio, in cui la maggior parte dei cantoni latini, Ticino in testa, hanno guidato una classifica ben notevole con punte in eccellente calo rispetto alla media nazionale.

Aziende e giovani laureati: solo il 66% è occupato

 Una laurea con il massimo dei voti e una carriera folgorante davanti: si pensa sempre in grande per i propri figli e poi ci si accorge che sono in casa a guardare la tv depressi perchè non trovano lavoro. Dopo una vita di sacrifici, tra l’altro, non di rado ci si accorge che chi ha una quantità inferiore di titoli ma con il tempo è riuscito a crearsi una attività, vive molto meglio. Insomma terminare gli studi con successo, non sempre garantisce un impiego ed, infatti, solo poco più della metà dei giovani riesce ad entrare in una azienda medio grande e a rincorrere il proprio sogno lavorativo. Il resto, invece, resta smarrito e non sa come muoversi.

Aziende: difficile trovare dipendenti

 Sembra un controsenso, in un periodo in cui molti lavoratori, soprattutto giovani, non riescono a trovare un impiego e la disoccupazione si moltiplica, esasperata anche dalla recente crisi economica, eppure molte aziende fanno fatica a trovare dipendenti. Se i ragazzi a casa, in Italia, sono attualmente circa il 30 per cento, anche per gli under 40 le cose non sembrano andare meglio ed è altrettanto sicuro che molte imprese che cercano una figura professionale particolare, hanno serie difficoltà a far firmare un contratto a qualcuno.

Lavoro 2011: va meglio ai laureati

 I laureati hanno sempre avuto, in fondo, la tendenza a lavorare più facilmente e a poter cogliere opportunità maggiormente interessanti sia a livello economico che di mansioni. In questo 2011, però, sembra che le cose, in tal senso, vadano ancora meglio e chi ha completato con risultati eccellenti il proprio corso di studi, alla fine, riesce quasi a sistemarsi. Certo siamo ben lontani da stipendi adeguati e contratti da sogno, però rispetto ad un mercato in profonda crisi diciamo che riescono a tirare avanti meglio fino alla fine del mese. In qualche raro caso, poi, la mansione è perfetta per i propri titoli e si può contare su un posto sicuro, ma non è la regola.

Istat: disoccupazione, più donne a casa nel Sud

I dati Istat sono precisi e preoccupanti allo stesso tempo. Se, infatti, la disoccupazione in Italia sembra calare e questo rallegrerebbe gli animi, in realtà le ragazze soprattutto al Sud restano sempre più spesso senza lavoro. I dati riguardano la media del 2010, periodo in cui il tasso di cittadini senza contratto di nessun tipo è passato all’8,4% dal 7,8% del 2009.Si tratta del dato medio annuo più alto dall’inizio del 2004, senza contare che nel quarto trimestre del 2010 i numeri hanno evidenziato quota 8,7%, mentre si era parlato di 8,6% nello stesso periodo del 2009. Il piccolo aumento, secondo quanto ha dichiarato l’Istituto, sarebbe dovuto fondamentalmente a molte persone che hanno perso il precedente lavoro.Se si volge lo sguardo ai giovani, invece, il tasso di disoccupazione cresce di 2,4 punti percentuali, portandosi, nella media del 2010 al 27,8%, con un massimo del 40,6% per le donne residenti nel Mezzogiorno. Ancora una volta, insomma, parliamo di difficoltà per le donne ad inserirsi nel mondo dell’impiego, con problemi ancora maggiori rispetto agli uomini, una tendenza che si spera presto si possa invertire.

Roma:una donna su due con contratto precario

La Cgil conferma: in Italia e, in particolare, a Roma dove è avvenuto un preciso monitoraggio della situazione, una donna su due è senza posto fisso. Sarà l’effetto della crisi economica o la difficile posizione che, da sempre si trovano ad affrontare le esponenti del sesso femminile, ma la situazione non è certo delle migliori. Questo anche perchè oggi non è più come una volta: il “sesso debole” vuole vivere la doppia esperienza della maternità e della carriera e, poi, con un solo stipendio in famiglia, non è possibile arrivare a fine mese quasi mai. Ciò porta, ultimamente, ad accontentarsi di contratti a tempo, poco affidabili o, peggio, del tutto inesistenti. Eppure spesso il contributo delle ragazze è importante, seppure ancora troppo limitato a settori particolari e occupazioni specifiche, come l’insegnamento, la ristorazione e i servizi.