E’ un quadro globalmente negativo quello tracciato dai recenti dati ISTAT sulle imprese con dipendenti attive in Italia nel 2013. Per effetto di un quadro economico generale ancora molto debole lo scorso anno si è registrato un significativo calo nel numero delle imprese con dipendenti e dei relativi livelli occupazionali.
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Conoscenze del personale da rafforzare per un terzo delle imprese
In un mercato che cambia rapidamente l’aggiornamento delle competenze professionali del personale di una azienda è spesso un elemento cruciale per una corretta gestione d’impresa. Su questo complesso tema è stato da poco reso noto uno studio Isfol commissionato dal Ministero del Lavoro che mostra come una parte consistente delle aziende italiane esprima un forte fabbisogno di nuove conoscenze.
Lavoro: in tempi di crisi quali figure professionali servono?
Premesso che in tempi di crisi parlare di figure professionali ricercate può sembrare un affronto visto che sono più i lavoratori licenziati che quelli assunti, ci limitiamo a riportare i risultati di recenti indagini legate al mercato dell’impiego in questi ultimi mesi. Sembra, quindi, che in testa alle ricerche ci siano economisti e ingegneri e attualmente prima di iscriversi all’università, se si è giovanissimi, forse è il caso di tenere conto anche delle tendenze dei prossimi anni. E’ chiaro che le cose possono sempre cambiare ed evolversi, ma di sicuro adesso sarebbe perfetto seguire questi studi superata la scuola superiore, almeno secondo quanto evidenziato da Unioncamere.
Auto aziendali: le immatricolazioni restano stabili
I dati raccolti a inizio estate non sono stati confortanti: sono calate le immatricolazioni e il settore, in generale ha vissuto l’ennesimo momento delicato. Ancora una volta, però, a salvarsi è stato il mercato delle flotte aziendali, stabile e in grado di dare lustro alle vendite anche quando la crisi continua a farsi sentire.
Istat: aziende agricole in mano a laureati trentenni
Giovanissimi e laureati, possibilmente con una età che non supera i trenta anni: è la figura tipo di chi oggi dirige una azienda agricola secondo quanto riferito dall’Istat. Nella maggior parte dei casi, il motivo è presto spiegato: questo tipo di attività in linea di massima si tramanda direttamente di generazione in generazione e viene affidata ai ragazzi direttamente dai propri genitori, ma non sono rare le situazioni diverse in cui i ragazzi mostrano una vera e propria passione per il settore, attualmente un pò in crisi.
Lombardia aziende: calano le assunzioni dei diversamente abili
La Lombardia resta una delle regioni dove più difficilmente vengono assunti, almeno in maniera stabile, le persone che soffrono di qualche disturbo cronico più serio. In particolare i diversamente abili sono calati di numero nelle aziende, secondo quanto riferisce l’ultimo report risalente però al 2009. Per loro sarebbe anche molto complesso trovare lavoro, non ultimo per le imprese che non hanno servizi adatti alla loro condizione. Sembra che solo il 2 per cento abbia un contratto regolare. Le cose poi vanno peggio a Pavia, dove nemmeno le leggi e gli incentivi fiscali sembrano in grado di cambiare le cose.
Flotte aziendali e auto elettriche
Le flotte aziendali, in linea di massima, vivono un momento di totale rinnovamente in Italia. La crisi economica degli scorsi anni, infatti, aveva di fatto bloccato un processo in grado di muovere in qualche modo l’economia del Belpaese. Si perchè che siano in noleggio o facciano parte dell’impresa, le vetture destinate ai dirigenti e anche ai dipendenti nelle ore lavorative, rappresentano comunque una forma di immagine aziendale e quindi devono essere sempre nuove e soprattutto sicure. Questo specialmente se i chilometri consumati sono tanti, richiede un cambiamento periodico che non può conoscere proroghe.
Produzione e dipendenti: spesso orari di lavoro disumani
Le grandi aziende, quelle stesse che producono oggetti di fama mondiale, sono spesso nell’occhio del ciclone perchè non rispetterebbero i dipendenti. Non stiamo parlando di piccole e medie strutture, ma di quelle imprese di respiro mondiale che tutti i giorni sfornano sul mercato gioiellini di natura telefonica o tecnologica, ai quali nessuno ormai sa più rinunciare. Già da mesi, ad esempio, circola la voce che costosi beni di consumo come ad esempio l’iPad 2, sono frutto di disumane condizioni di lavoro. A balzare agli onori della cronaca tutti i brand del settore, ma da tempo ormai si parla anche di Apple, che se da un lato viene elogiataper la completezza dei suoi prodotti e per la cura dei dettagli, tanto da aver battuto anche Google in quanto a successo, dall’altro non vive certo un buon momento.
Lavoro: sfruttare maggiormente i talenti “in rosa”
Prendono l’auto o la metro, accompagnano il figlio a scuola e poi arrivano in ufficio. Lavorano con amore e dedizione, quella stessa che dedicano alla famiglia. Tornano a casa, stanche, e solo qualche volta si concedono un’ora il palestra o dedicata al benessere, poi, cena, piatti e lavori di casa arretrati. No, non è il ritratto di donna ideale, ma di quasi tutte le ragazze che non rinunciano per necessità o piacere, alla propria indipendenza economica. Per loro tutto è più complesso, non perchè non abbiano complicità dai compagni, ma perchè comunque hanno maggiore responsabilità familiare. E’ proprio ora di dare un aiuto concreto, con orari di lavoro più flessibili o asili aziendali e, soprattutto, con posizioni concesse quando meritate.
Comunicazione aziendale ed epoca moderna
Come si comunica in una azienda oggi? In un periodo in cui spuntano come i funghi social nework, chat aziendali, programmi appositi per le imprese e canali preferenziali, c’è davvero più il tempo per un sano rapporto sociale classico, come quelli che si coltivavano in ufficio un tempo? L’andamento della situazione per ora appare in continua evoluzione: i colleghi hanno il tempo di scambiarsi qualche parere nelle pause e durante il pranzo ma quando lavorano più che alzarsi si scambiano messagggi tramite rete aziendale e controllano le novità su intranet.
Aziende: giovani e donne con i salari dimezzati
Sei una donna o un giovane laureato? Nella maggior parte dei casi il tuo stipendio sarà inferiore a quello dei colleghi uomini, anche dimezzato. Non è una esagerazione ma la conferma di uno studio appena effettuato. Moltissime ragazze, soprattutto del sud si devono accontentare di salari bassi e hanno maggiori difficoltà ad inserirsi facendo parte delle cosiddette ‘3G’. Si tratta di discriminazione in 3 aree, genere generazione e geografiche.Una immagine tragica della condizioni di lavoro nel mondo degli studi professionali resa nota da una ricerca realizzata dall’Università Politecnica delle Marche con Fondoprofessioni (Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua dei dipendenti degli studi professionali) e presentata ad Ancona in occasione del forum ‘Dalle pari opportunità alle opportunità di sviluppo’, organizzato da Fondoprofessioni in collaborazione con Confprofessioni (Confederazione italiana libere professioni).
Aziende italiane e crisi economica: riduzione organico ma non salari più leggeri
Le aziende italiane hanno un metodo tutto loro per combattere la crisi economica che non si capisce bene se sia finita del tutto o meno, ma in ogni caso meno adesso e più nei mesi e negli anni passati, la tecnica per aggirare il problema e restare in equilibrio sul mercato era particolare. Si riduce, infatti l’organico, si mandano con dispiacere a casa molti talenti pur di non fallire prima del tempo, ma non si riducono i salari. Del resto quelo provocherebbe davvero una rivolta interna e i lavoratori dipendenti finirebbero per lavorare di meno, male e con un senso di ripicca.
La sicurezza aziendale prima di tutto
No, decisamente gli ultimi anni non sono stati molto favorevoli per le aziende e, soprattutto, per i lavoratori. Se le strutture per non veder finire il loro budget e rimanere in equilibrio in un difficile mercato hanno dovuto licenziare parecchio personale, per i dipendenti mandati a casa non è stato poi facile trovare lavoro. Questo però è uno dei tanti problemi subito visibili dentro una impresa, in una tendenza che si è tragicamente moltiplicata dopo l’arrivo dell’euro e, soprattutto, della recessione economica. Tuttavia, come si dice, ci troviamo di fronte alla punta dell’iceberg di disagi molto più seri e nascosti. Ogni giorno si continuano ad ascoltare tristi fatti di cronaca che raccontano di decessi sul lavoro, le cosiddette “morti bianche” e questo vuol dire che in molte strutture, anche grandi, la sicurezza aziendale non è tenuta in grande considerazione. L’incidente può avvenire, ma si tratta di una rara eccezione, mentre in Italia in particolare ormai si tratta quasi di una regola.
Aziende e budget: il digitale costa troppo
Se una volta i cittadini erano piuttosto ignoranti in tema di innovazione e contenuti digitali, nel giro di una manciata di anni le cose sono cambiate. Abituati ad osservare interessanti geometrie multimediali hanno acquisito un ottimo gusto e la pretesa che ogni impresa possa offrire sempre di meglio, in questo senso. Voi stessi, quando vi ritrovate ad un convegno o ad un incontro pubblicitario, quanto ci rimanete male se vi forniscono i contenuti esclusivamente su formato cartaceo e un relatore parla solo con l’aiuto di una classica lavagna per gli schemi? Oggi tutto deve muoversi velocemente, seguire la tendenza del digitale, ma la crisi economica ha di fatto bloccato un processo che era in continuo divenire, anche se i clienti, i normali fruitori, non sembrano volere sentire ragioni.