A maggio 2014 i dati ISTAT rivelano una ripresa delle retribuzioni orarie che risultano in leggera crescita rispetto al mese precedente ed in progresso significativo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Particolarmente significativa la crescita delle retribuzioni nel settore delle telecomunicazioni.
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Lavoro nero, grigio e irregolare: di cosa si tratta?
Tutti probabilmente conoscono il termine lavoro nero e quello che è peggio è che la maggior parte degli italiani ha provato sulla propria pelle di cosa si tratta. Non di rado, se si vuole guadagnare, si deve ancora sopportare tale situazione. Si verifica tutte le volte che si svolge una qualsiasi prestazione lavorativa, negli ambiti più diversi e ci si trova privi di un contratto di lavoro o qualunque “foglio di carta” che attesti che il dipendente sta svolgendo un servizio per quella azienda. Lo stesso vale per chi non ha una busta paga e viene pagato in contanti risultando disoccupato.
Reporting aziendale e scenario economico moderno
I tempi cambiano e anche le realtà imprenditoriali si modificano come, del resto, è normale che sia: le strutture diventano assai grandi e complesse e, più che mai, diventa necessario un controllo deciso e concreto nelle varie aree, dove differenti sono le competenze e le mansioni. Dimensioni moltiplicate per le imprese e un ben più complesso scenario economico comportano a volte serie difficoltà di coordinamento interno per riuscire a raggiungere nel più breve tempo possibile, tutti gli obiettivi prescelti. Per un imprenditore a capo di una struttura, soprattutto se medio grande è indispensabile saper scegliere e per andare avanti nel migliore dei modi, tentando di restare a galla in un mercato che mostra sempre degli equilibri precari, non può contare soltanto sulle proprie forze e, spesso nemmeno solo su quelle dei propri dipendenti. Un aiuto esterno può fare la differenza soprattutto in un periodo di tempo medio lungo, quando tutte le altre aziende mostreranno dati stagnanti e chi riuscirà a farsi strada sarà solo il gruppo che avrà lavorato duramente e investito sul futuro. Ecco che nasce non tanto come scelta, ma praticamente come vera e propria esigenza il reporting aziendale, di natura periodica e costante. Una pratica che richiese assolutamente l’intervento di professionisti per poter cambiare il corso delle cose in ufficio.
Contratti aziendali ai 50enni e non ai giovani
Se la crisi economica ha peggiorato la situazione e gettato nello sconforto milioni di giovani, è pur vero che le aziende sono ancora meno disposte a rischiare. Perchè assumere un ragazzo con poca esperienza con il quale si deve perdere del tempo per insegnargli a svolgere bene la propria mansione e non scegliere una persona più matura, magari un cinquantenne che sa già dove mettere le mani? Dopo i controlli di rito, per verificare come mai l’aspirante lavoratore non si trova più nella precedente ditta, sembra che adesso sia il momento della rivincità di chi è più maturo a discapito di chi ancora deve costruirsi una vita.
Aziende e giovani: aumentano stress e infortuni
I giovani, soprattutto se appena laureati e con la voglia di crearsi una famiglia, cercano un lavoro e trovano solo precarietà e bassi stipendi. Scelgono ugualmente di svolgere la propria
Aziende: solo 4 dipendenti su 10 stabili
Se si parla di crisi economica che si allontana e di aziende che ricominciano ad assumere, con un codice etico acquisito e senza favoritismi in vista, è pur vero che non è tutto oro quello che luccica, come si suol dire. Le imprese con meno di 250 dipendenti firmano nuovamente qualche contratto, ma solo pochissimi sono davvero degni di nota. Se è vero, però, che la speranza è l’ultima a morire, allora si può dire che quest’anno l’incremento è legato soprattutto all’industria manifatturiera e alle costruzioni. A tempo indeterminato, però, sono solo 4 dipendenti su 10 e questo scoraggia soprattutto i più giovani che devono costruirsi un futuro. Non è troppo diverso, comunque, per le altre generazioni, che si sono ritrovate a casa dopo una vita di lavoro e adesso stentano a trovare un impiego che duri più di qualche mese e che sia adatto alla propria qualifica.
Piccole e medie imprese: ripartono le assunzioni
Se la crisi economica non si capisce bene se stia terminando o meno e, in ogni caso, come si sa, porterà con sè degli strascichi, la buona notizia non tarda ad arrivare. Le piccole e medie imprese, stanno ricominciando ad assumere e si riscontra una maggiore disponibilità a riprendere con qualche contratto più lungo, rispetto agli ultimi anni. Si assiste, qualche volta, persino all’effetto contrario: non sempre le aziende riescono a trovare personale qualificato a coprire i posti vacanti. L’indagine sull’argomento, è stata portata avanti da Unioncamere e ministero del Lavoro sulle Pmi con meno di 250 dipendenti, relativa al primo trimestre 2011. Una ricerca, quindi, attualissima che fa bene sperare per il futuro, soprattutto i più giovani.
Controllo contratti: sicurezza per aziende e consumatori
