Buoni pasto aziendali: per gli americani sono fondamentali

 

Un tempo il “sogno americano” serviva a cullare i desideri di chi non riusciva, nella propria terra, ad arrivare a fine mese, ma oggi sono tempi duri per tutti. Dopo le cattive notizie a livello economico degli ultimi tempi, altri fattori più che negativi si fanno strada ultimamente e sono quelli della difficoltà delle famiglie degli Usa di continuare ad avere un tenore di vita discreto. Secondo quanto ha riferito il Dipartimento dell’Agricoltura, insomma, un americano su sette per poter mangiare come si suol dire, deve affidarsi al governo e spera di ricevere i buoni pasto. Questi ultimi nelle aziende in crisi, invece, sono spesso i primi a saltare.

Buoni pasto: il no delle aziende

 Tempi duri per i dipendenti che a fine mese oltre allo stipendio ricevono anche i ticket da utilizzare al ristorante nella pausa pranzo. Se è vero che una buona percentuale di lavoratori, in tempi di crisi, preferisce portare da casa il pasto e usare i buoni pasto per la spesa familiare, è altrettanto sicuro che tra commissioni alte e ritardi nei pagamenti, gli esercizi commerciali cominciano a dire no. Di conseguenza il braccio di ferro tra il settore della ristorazione e le aziende che li forniscono sta diventando un problema insostenibile. Bisognerebbe forse pensare ad un sistema di pagamento alternativo, magari sullo stipendio? In molti sperano che piuttosto che togliere del tutto questo piccolo privilegio, si possa trovare un giusto compromesso valido per tutti.

Buoni pasto aziendali: si va verso il ticket elettronico?

 Continua ad essere in grande subbuglio il mercato dei buoni pasto aziendali e non mancano ancora adesso le polemiche tra imprese e associazioni. L’una accusa le altre e viceversa: ritardi nei pagamenti, mancata ricezione dei ticket e il litigio è praticamente sempre dietro l’angolo. Un sistema giunto al collasso che non può proprio durare più di tanto. Proprio le stesse società, allora, hanno deciso di correre ai ripari.

Buoni pasto aziendali: un problema da risolvere

La situazione in merito ai buoni pasto aziendali è ancora piuttoso ferma in un braccio di ferro invisibile, eppure ben presente, tra esercenti, dipendenti e datori di lavoro. Tre gruppi diversi con esigenze differenti e ragioni che vogliono farsi valere. Nella maggior parte delle imprese una serie di ticket vengono elargiti ai lavoratori assunti mensilmente, per far fronte alle spese giornaliere per il pranzo. Inutile dire che quasi tutti il pasto se lo portano da casa e li scelgono per la spesa e, quindi, per integrare uno stipendio sempre troppo limitato. Adesso, da un pò di tempo, però il rischio è che possano sparire e l’unica possibilità sembra quella di trovare valide soluzioni alternative.

Buoni pasto: ora alla spesa ci pensa l’iPhone

 Inutile negare, quasi tutti i lavoratori che ricevono i buoni pasto non li spendono durante la pausa pranzo, ma per motivi di comodità e risparmio preferiscono portare il pasto pronto da casa. Con i ticket, invece, fa la spesa tutta la famiglia con un valido aiuto comunque per arrivare meglio a fine mese, senza inutili stress pure per il cibo. In un periodo in cui sono sempre più detestati da esercenti e ristoratori che ricevono il rimborso in ritardo e pagano commissioni esagerate, arriva una applicazione degna probabilmente di cambiare le cose o, almeno, di fare notizia e regalare popolarità a questi piccoli fogli di carta che hanno lo stesso valore del denaro.

Buoni pasto aziendali: sono davvero convenienti?

 I buoni pasto aziendali, sono davvero convenienti? Probabilmente per i dipendenti si, ma non sempre per esercenti ed esercizi commerciali che devono accettare la maggior parte dei tagliandi sostitutivi della mensa aziendale. Il malcontento si respira nell’aria già da parecchio tempo e, probabilmente, tutto il settore che gira intorno al mondo di questi ticket che sostituiscono i contanti, andrebbe rivisto prima che scoppino le proteste come una bomba.