Luxottica, patto generazionale e 600 nuove assunzioni


Sono molti gli elementi di innovazione introdotti nel nuovo Contratto Integrativo Aziendale siglato tra il gruppo Luxottica e le organizzazioni sindacali. In vigore dal prossimo primo dicembre ed esteso per tre anni, il contratto vede l’applicazione per la prima volta nel settore privato di un patto generazionale che favorirà l’ingresso di giovani lavoratori nell’azienda.

Giovani e aziende: poche assunzioni per tutto il 2011?

 L’allarme disoccupazione non accenna a finire e si calcola che almeno per tutto il 2011 le cose saranno destinate a restare uguali: poche assunzioni e tanti giovani alla ricerca almeno di un piccolo lavoro che poco rispecchia il proprio titolo di studio e le aspettative. L’economia italiana resta troppo debole e la richiesta di occupazione è largamente più vasta di quanto il mercato attuale possa offrire e il problema resta. La crescita registrata è fra lo 0.5 e l’1% del Pil, ma la flessione continuerà ad avvertirsi e il tasso di disoccupazione potrebbe non modificarsi per qualche mese ancora.

Aziende: molte cercano tecnici specializzati

 Non è facile capire se la crisi economica sia solo un incubo passato o se è ancora fin troppo presente, tuttavia in qualche azienda sembrano essere ripresi i primi contratti.  E’ vero, i datori di lavoro raramente nelle imprese vogliono rischiare e solo qualche volta scelgono un lavoratore che non conoscono personalmente ma, in ogni caso, la ricerca ormai è puntata quasi esclusivamente sulle figure specializzate per cui la richiesta diventa troppo settoriale e moltissimi giovani continuano a restare a casa.

Aziende: si assume quasi esclusivamente per conoscenza diretta del candidato

 Non è proprio una novità in effetti e del resto la recente crisi economica non ha fatto altro che rende più esasperata una tendenza, per meglio dire un problema dell’Italia intera. Una azienda su due assume solo per conoscenza diretta del candidato e, in linea di massima, è molto complesso altrimenti trovare lavoro se non c’è almeno un amico che “ci mette la buona parola”. Si tratta di una sottile quanto fastidiosa sfumatura che è differente dalla classica raccomandazione. Qui chi desidera essere assunto ha delle buone capacità ed anche il curriculum ma i capi delle imprese che cercano personale non si fidano e non hanno voglia di sperimentare sulla propria pelle e, soprattutto, sul proprio budget.

107mila aziende in più in tre mesi

 Se è vero che le aziende nascono e muoiono quasi alla velocità della luce, è altrettanto sicuro che molti imprenditori tentano ancora di dare scacco matto alla crisi economica. Ecco, quindi, che dopo tanti sforzi qualcosa si muove in positivo e la natalità e mortalità delle imprese subisce dei sensibili cambiamenti. Gli ultimi dati li ha confermati Unioncamere su dati InfoCamere, parlando del trimestre aprile-maggio-giugno del 2011. Il bilancio demografico delle imprese, infatti, controllato grazie ad attente osservazini dei registri camerali, ha segnato un saldo positivo complessivo per 38.959 unità. Nello specifico, quindi, il numero di iscrizioni è stato pari a 107mila e in linea con lo stesso periodo del 2010.

Toscana: ancora in crescita le imprese femminili

 Una tendenza positiva in continua crescita: le donne in Toscana sanno quello che vogliono e decidono di fare impresa da sole con o senza le agevolazioni del caso. Se la poltrona migliore in ufficio spetta sempre al collega maschio, allora meglio prendere la situazione in mano e aprire una impresa al femminile. Questo ovviamente non significa affatto che altrove le ragazze siano meno sveglie ma di certo in questa regione i dati raggiunti sono veramente incredibili nel giro di poco tempo. Secondo i numeri raccolti, in particolare, a marzo 2011 le imprese in rosa arrivano a rappresentare il 23,9% del totale delle imprese regionali, pari a 416.622 unita’. La media nazionale, insomma, è stata superata del 23,4%.

Imprese ferraresi: aumentano le assunzioni degli stranieri

 Se è un periodo in cui ancora la crisi non ci ha lasciati del tutto e l’economia stenta a ripartire e con essa pure il lavoro e le possibilità di stipulare un contratto, uno spiraglio potrebbe aprirsi per gli stranieri che si sono stabiliti nel Belpaese e soprattutto nella zona del ferrarese. Si perchè da qualche tempo si assiste ad un vero e proprio boom di assunzioni. Nelle prossime settimane, ad esempio, saranno 24.405 coloro che dopo aver fornito il proprio consenso cominceranno a svolgere la nuova attività nella zona e il periodo migliore in questo senso va dalla fine di luglio a settembre. C’ è chi va in ferie e chi trova un lavoro, insomma, sfruttando il periodo di allontanamento di parecchio personale.

Torino: finanziamenti per baby imprese

 Aiutare i giovani, ora che la crisi sembra scongiurata e fare in modo che possano costruirsi un futuro se non troppo roseo, almeno dignitoso. E’ il Piemonte a guidare una tendenza che si avvia verso una inversione di marcia e potrebbe portare a nuove assunzioni e, soprattutto, alla creazione di baby imprese frutto di agevolazioni e finanziamenti vantaggiosi. I titolari di partite Iva non troppo avanti con l’età e ricchi di idee e talento potranno in questo modo “ammortizzare i costi fissi e presentarsi sul mercato con una variegata tipologia di servizi”.

I giovani, le aziende e la “fuga di cervelli”

 Le cose non cambiano, se non fosse per il trascorrere del tempo tutto sarebbe immobile in un angoscioso limbo e ai ragazzi non resterebbe che aspettare, con poche speranze che qualcosa si modifichi. I giovani non ci stanno più da parecchio tempo, ma è difficile per loro rassegnarsi. Per tutta la vita hanno amato un Paese che ora non da un futuro, ne hanno conosciuto scorci suggestivi, imparato la lingua, frequentato le scuole, seguito le abitudini ma sono costretti a cambiare tutto e dire addio ad affetti e territorio per un serio lavoro in azienda.

Aziende: è ancora tempo di economia

 Nessun esperto del settore ne ha dato conferma ufficiale, eppure sembra che la crisi economica che gli anni scorsi tanti problemi ha creato, si stia piano piano allontanando. Magari è soltanto una visione troppo positiva di quello che circonda il mondo aziendale e del lavoro, ma in fordo tutti hanno bisogno di crederci. Nonostante questo è ancora tempo di grande economia nelle imprese, sia per non rischiare di ritrovarsi improvvisamente senza budget e poi perchè  bisogna riprendersi dopo una manciata di mesi fin troppo duri.

Giovani e lavoro: servono idee e creatività

 Sembrano forse parole buttate al vento, eppure sono assolutamente vere e, soprattutto, attualissime. In tempi di crisi i giovani fanno ancora fatica a trovare lavoro, anche se pare che la nuvola nera della recessione possa allontanarsi al più presto. Verità reale o presunta, speranza o certezza le aziende ricominciano a far firmare dei contratti ma non di rado fanno persino fatica a trovare i dipendenti ideali, che abbiano esperienza o formazione adeguate al settore che poi andranno a ricoprire. Se si fanno strada lavori per i quali non tutti hanno i titoli giusti, è altrettanto vero che dato il folto numero di ragazzi a casa, come si fa a selezionare i migliori?

Imprese: spazio a donne, giovani e over 50

 In un periodo in cui tra crisi economica ancora imperante, guerre, uccisioni, terremoti e disordini interni il mondo intero è scosso, anche l’Italia ovviamente ne risente pure a livello economico. Le aziende continuano a limitare il personale che è perennemente in esubero rispetto alle disponibilità monetarie e in troppi sono a casa dopo anni di onorata carriera. L’obiettivo delle imprese per i prossimi anni e anche delle istituzioni anche se in minima parte, è di dare spazio alle tre categorie maggiormente disagiate che pagano il conto più salato: le donne, i giovani e gli over 50.

Aziende confiscate per mafia: Sicilia al primo posto

Una piaga sociale che non si riesce a debellare e che anzi continua a moltiplicarsi, ma è innegabile che i risultati ci sono e, anzi, da anni ormai si combatte ad armi pari una organizzazione ben radicata nel territorio. Parliamo delle aziende in odor di mafia che, in realtà, non interessano soltanto la Sicilia ma un pò tutta Italia, anche se purtroppo proprio nella Trinacria si registrano tutt’ora numeri molto più alti che altrove.

Contratti aziendali ai 50enni e non ai giovani

 Se la crisi economica ha peggiorato la situazione e gettato nello sconforto milioni di giovani, è pur vero che le aziende sono ancora meno disposte a rischiare. Perchè assumere un ragazzo con poca esperienza con il quale si deve perdere del tempo per insegnargli a svolgere bene la propria mansione e non scegliere una persona più matura, magari un cinquantenne che sa già dove mettere le mani? Dopo i controlli di rito, per verificare come mai l’aspirante lavoratore non si trova più nella precedente ditta, sembra che adesso sia il momento della rivincità di chi è più maturo a discapito di chi ancora deve costruirsi una vita.