La Commissione Europea ha annunciato una serie di misure del valore complessivo di oltre 6 miliardi di euro a sostegno della così detta ‘economia circolare’. Le misure adottate intervengono in vari settori economici ed si pongono l’obiettivo di favorire il riciclo ed il riutilizzo dei prodotti con effetti positivi sia sul tessuto produttivo che sull’ambiente.
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Sostenibilità aziendale, le soluzioni green di TIM
Nei propri spazi ad Expo 2015, TIM ha recentemente illustrato gli impegni ed in progetti della società attorno ai temi della sostenibilità aziendale, dell’efficienza energetica e della riduzione dei consumi. Un quadro quindi complesso e su ampia scala che si intreccia sempre più strettamente con la visione di TIM di una nuova società digitale.
Sei aziende tessili con Greenpeace per eliminare le sostanze tossiche
Una svolta importante per il tessile italiano che apre ad un futuro di innovazione tecnologica e maggiore attenzione ai temi dell’ambiente. Stiamo parlando dell’impegno che sei grandi aziende tessili italiane hanno assunto di eliminare l’uso di sostanze chimiche pericolose dalla loro filiera produttiva.
Fiat: una azienda sempre più green
I cambiamenti climatici preoccupano gli esperti da decenni e nonostante gli avvisi, hanno fatto più la parte del grillo parlante, odiato e snobbato, ottenendo i risultati contrari. In molti non li hanno ascoltati considerandoli esagerati, ma adesso che il tempo stringe e si cominciano a contare i primi reali danni dell’inquinamento molti imprenditori hanno preso coscienza del bisogno immediato di impegnarsi in prima persona. E’ il caso di molte grandi aziende che oltre al guadagno pensano pure ad investire in impianti che abbiano meno impatto possibile sull’ambiente.
Aziende italiane sempre più attente all’ambiente
Una cattiva notizia e una buona: quale volete sapere per prima? Allora di negativo c’è e già lo sapete che la crisi economica sta trascinando nel baratro moltissime imprese italiane medie, grandi e piccole, mentre quelle che restano in piedi, seppure con un budget limitato si scoprono attentissime all’ambiente. Lo conferma il rapporto annuale stilato dal britannico Carbon Disclosure Project (CDP), a seguito di attenti studi sul tema che presenta dati che non lasciano spazio a dubbi e fanno ben sperare.
Aziende eco-certificate crescono: in testa la Lombardia
Ciao crisi economica, è ora di investire: non è proprio così che vanno le cose, non si cancella un periodo buio in un secondo, però la volontà degli imprenditori c’è tutta ed, infatti, le imprese italiane sono sempre più attente a migliorare le condizioni di budget interne ed esterne, al fine di poter riprendere ad inseguire obiettivi ambiziosi. In tutto questo diventa sempre più importante la certificazione ambientale, sia per rispettare in pieno la legge, che per convinzioni personali legate al rispetto della natura che ci circonda da parte di chi ne è a capo. In testa, in questo senso, si piazzano regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. Se queste restano, quindi, le più eco-certificate al Nord, nel Mezzogiorno ecco vincere Toscana e Campania. L’analisi è di Accredia, l’Ente Unico Italiano di Accreditamento.
Tutela ambientale solo per una azienda su tre
Vivere in un Paese “pulito” è un sogno al momento irraggiungibile. Non si parla solo di valori quali l’onestà e la fratellanza, ma anche e soprattutto di ecosostenibilità. Si calcola che l’Italia per questioni di budget, ma anche di volontà non è ancora impegnata in prima linea in tal senso. L’economia del Belpaese, infatti, si fonda su moltissime piccole e medie imprese che all’ambiente poco si rivolgono ed, infatti, l’attenzione verso questa problematica così fondamentale e moderna, interessa soltanto una azienda su tre. Chi vuole vedere il cosiddetto bicchiere mezzo pieno allora dice che si tratta di un segno positivo ma, in realtà, bisognerebbe fare molto di più per la natura anche al lavoro, che occupa la maggior parte delle ore delle nostre giornate.
Tutela ambientale e aziende di moda: un sodalizio in aumento
La Tutela ambientale è indispensabile per la vita dell’uomo sulla Terra e l’impegno a favore del rispetto della natura deve partire da ognuno di noi. Un concetto recepito in maniera sempre più consistente dalle aziende, medio grandi, che adesso puntano tutto sul fare impresa in modo green. Ancora di più le strutture di moda, come la Nike che si avvia verso una totale sostenibilità del lavoro interno in tutte le sue fasi. A guidare la struttura di respiro internazionale è una “stella polare” speciale detta North Star la prossima meta di un gruppo che vuole lavorare a favore della natura al 100 per cento.
Aziende e ambiente: entro il 2020 carburante alle alghe
Se è vero che il rispetto per l’ambiente deve partire da ognuno di noi e che abbiamo ancora poco tempo prima che l’intero Pianeta Blu si rivolti contro quell’uomo che lo sta distruggendo, è altrettanto sicuro che anche su larga scala si deve fare il possibile. In questo modo, sono proprio le medie e grandi aziende che si schierano in primo piano per cominciare a rispettare la natura che ci circonda nel quotidiano. Ecco perchè, si inizia dal carburante che non inquinerà più come una volta. Dal 2020, infatti, potrebbe arrivare quello “alle alghe“. Benzina e diesel davvero verdi, per una creazione utile a tutto il globo. La strategia e gli obiettivi ci sono, i partner sembrano giusti e allora è quasi certo che riusciranno a passare dal progetto pilota alla fase commerciale, già prestissimo.
Ricerca per l’impresa e imprenditoria
Mai come in quest’epoca in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante, il settore sanitario è ad un passo dal far decollare soluzioni alternative per curare molte malattie e il futuro sembra essere nelle nostre mani, 2012 a parte, sono diventati necessari i fondi utili a poter proseguire gli studi. La ricerca per l’impresa, di qualunque argomento si occupi è fondamentale e gli investimenti permettono non solo di effettuare incredibili scoperte, ma anche di evitare il triste fenomeno della “fuga dei cervelli” all’estero. Tantissimi giovani soprattutto, che non hanno nessuna colpa se sono finiti in un decennio sfortunato a livello lavorativo, sono costretti ad andare fuori dai confini nazionali per poter essere ben pagati ed essere messi in condizione di svolgere meglio la propria mansione.