Francia, esplosione centrale nucleare: situazione sotto controllo

 

Nel lunghissimo girotondo che vede contrapposti coloro che sono favorevoli al nucleare e coloro che invece lo vedono solo come una pericolosa minaccia per la salute di tutte le specie viventi, intanto c’è da confermare che è accaduto di nuovo e solo poche ore fa. In Francia del Sud, vicino ad Avignone una fornace dell’impianto di trattamento delle scorie nucleari Centraco, a Marcoule (Gard), è esplosa provocando un morto e quattro feriti, di cui uno grave. Non si conosce ancora con esattezza la pericolosità della situazione e si teme una fuga radioattiva anche se al momento per fortuna il pericolo è stato scongiurato. L’agenzia per la sicurezza nucleare (Asn) ha rassicurato tutti ma intanto sono in corso accetamenti e l’area è stata circoscritta per meglio monitorare le evoluzioni del perimetro interessato dall’incidente.

Giovani e aziende: poche assunzioni per tutto il 2011?

 L’allarme disoccupazione non accenna a finire e si calcola che almeno per tutto il 2011 le cose saranno destinate a restare uguali: poche assunzioni e tanti giovani alla ricerca almeno di un piccolo lavoro che poco rispecchia il proprio titolo di studio e le aspettative. L’economia italiana resta troppo debole e la richiesta di occupazione è largamente più vasta di quanto il mercato attuale possa offrire e il problema resta. La crescita registrata è fra lo 0.5 e l’1% del Pil, ma la flessione continuerà ad avvertirsi e il tasso di disoccupazione potrebbe non modificarsi per qualche mese ancora.

Imprese e investimenti: meglio Londra

 E’ una città turisticamente sempre interessante, economicamente di nuovo in crescita e ricca di attrazioni e appuntamenti, come le Olimpiadi 2012. Per questo imprenditori e aziende hanno gli occhi puntati su Londra, soprattutto adesso che le previsioni positive sono state confermate dai dati del nuovo studio del Barometro FDI (Foreign Direct Investments), che tiene conto dell’andamento degli investimenti e delle opinioni delle aziende estere che lavorano nella capitale.

Terremoto in Giappone: produzione ancora a rilento

Sembra calato il sipario quasi del tutto sul Giappone, eppure le cose non sono proprio completamente migliorate. Continuano ad esserci zone contaminate, case distrutte e, ovviamente, stabilimenti chiusi o che producono a rilento. Questo soprattutto nel settore automobilistico e, ancora di più, fotografico. Ecco perchè l’intero Paese è in ginocchio e il mondo intero rischia una crisi settoriale. Le aziende che producevano piccoli pezzi hanno dovuto chiudere e persino i più grandi brand di macchine fotografiche che sorgevano in loco e che hanno spostato la produzione all’estero, rischiano di avere dei disagi. Del resto, come è immaginabile le conseguenze della tragica calamità naturale, si faranno sentire nel breve e lungo termine e, nonostante gli sforzi, le cose torneranno come prima soltanto con il tempo.

Apple aiuta le aziende in difficoltà

Il titolo ovviamente è provocatorio e la Apple non sarà in grado di aiutare tutte le aziende in difficoltà, altrimenti ci vorrebbe tempo e denaro a dismisura, ma una piccola grande azione la sta facendo già per venire incontro alle imprese del Giappone vittime del tremendo terremoto dell’11 marzo scorso. Se a livello mondiale, ha rimandato il lancio del suo nuovo tablet nel Paese nipponico proprio per i problemi attuali, sempre più gravi, si prodiga ad aiutare i suoi fornitori. E’ chiaro che non si tratta solo di una mossa caritatevole, ma ovviamente ci sono grandi interessi di mezzo perchè come in moltissimi altri ambiti, soprattutto in quello tecnologico il dramma giapponese sta pesando incredibilmente. Una serie di  piccoli pezzi, infatti, venivano costruiti soltanto negli stabilimenti nei pressi delle centrali nucleari adesso in avaria e, quindi, con i cancelli sono serrati. E’ difficile, inoltre, prevedere quando potranno riprendere a lavorare a pieno ritmo, anche perchè mancano quasi del tutto le materie prime.

Giappone: quasi finite scorte di vernici metallizzate

 Un terremoto si porta dietro non solo morte e distruzione, ma anche uno stravolgimento totale dell’economia interna che può causare pesanti ricadute a lungo termine. In Giappone, poi, dove si poggiava gran parte della produzione di oggetti tecnologici, quasi tutti realizzati solo dalle parti di Tokyo, il problema è molto serio e sta già coinvolgendo il mondo intero. Se stabilimenti legati a Canon, Sony, Panasonic e Nikon stentano a riprendere la produzione, adesso un altro fantasma si avvicina a grandi passi all’orizzonte: stanno per finire le scorte di vernici metallizzate. Sembra un problema da nulla e, invece, si tratta di un vero disastro, perchè  se non verranno riaperte in tempi bravissimi queste aziende, tutta l’industria automobilistica ne risentirà.

Sony: in Giappone le aziende bloccano la produzione

Aveva annunciato con entusiasmo la riapertura delle fabbriche che si trovano nell’area colpita dal terremoto in Giappone, la Sony, ma alla fine ha dovuto arrendersi. Se ancora non è chiaro se e come sono state danneggiate le sue strutture dallo tsunami dello scorso undici marzo e dalla discontinuità della corrente elettrica, di sicuro mancano le materie prime e non si può in alcun modo lavorare. La sicurezza dei dipendenti, inoltre, è fondamentale e il pericolo di radiazioni nella zona vicino a Fukushima è piuttosto alta.

Giappone: aziende di videogiochi stanziano fondi per aiuti

 La catastrofe in Giappone, non ha riguardato soltanto il terremoto di qualche giorno fa, con il conseguente tsunami e le scosse di assestamento ma si teme per un rischio nucleare tutt’altro che remoto. In realtà, infatti, le centrali che si trovavano a qualche centinaio di chilometri da Tokyo, sono state danneggiate pesantemente dalla scossa e adesso moltissimi residenti sono stati evacuati per evitare un contatto prolungato con eventuali radiazioni. Una Nazione in ginocchio ha bisogno di aiuti internazionali e tutti si sono prestati, anche se in realtà, è più dall’interno che le manifestazioni di vicinanza si fanno commuoventi. Come quella delle aziende di attività ludiche, soprattutto quelle che producono videogiochi, che stanno davvero tendendo la mano ai giapponesi.