Chiuse più di 14 mila aziende nel 2013


Che il 2013 sia stato un anno molto difficile per l’economia italiana non è certo una novità. A volte però alcune cifre aiutano a comprendere meglio l’entità e la reale portata della crisi e dei suoi effetti. E’ questo il caso dello studio “Analisi dei fallimenti in Italia” realizzato da CRIBIS D&B.

Reporting aziendale analisi dei fattori interni all’impresa

 La tua azienda non riesce ancora a riprendersi dal terribile scossone causato dalla recessione economica, in un mercato che già era piuttosto provato dall’ingresso dell’euro? Sei davvero sicuro di essere sulla strada giusta, di perseguire gli obiettivi di impresa nel modo esatto e di puntare su aspetti competitivi di beni e servizi richiesti nel tuo settore? Per scoprirlo, probabilmente, il metodo più efficace deve arrivare dall’interno piuttosto che dall’esterno e sia che tu possa avvaleri del tuo stesso personale, o piuttosto chiedere a ditte private specializzate, è urgente un reporting aziendale.

Reporting aziendale e scenario economico moderno

 I tempi cambiano e anche le realtà imprenditoriali si modificano come, del resto, è normale che sia: le strutture diventano assai grandi e complesse e, più che mai, diventa necessario un controllo deciso e concreto nelle varie aree, dove differenti sono le competenze e le mansioni. Dimensioni moltiplicate per le imprese e un ben più complesso scenario economico comportano a volte serie difficoltà di coordinamento interno per riuscire a raggiungere nel più breve tempo possibile, tutti gli obiettivi prescelti. Per un imprenditore a capo di una struttura, soprattutto se medio grande è indispensabile saper scegliere e per andare avanti nel migliore dei modi, tentando di restare a galla in un mercato che mostra sempre degli equilibri precari, non può contare soltanto sulle proprie forze e, spesso nemmeno solo su quelle dei propri dipendenti. Un aiuto esterno può fare la differenza soprattutto in un periodo di tempo medio lungo, quando tutte le altre aziende mostreranno dati stagnanti e chi riuscirà a farsi strada sarà solo il gruppo che avrà lavorato duramente e investito sul futuro. Ecco che nasce non tanto come scelta, ma praticamente come vera e propria esigenza il reporting aziendale, di natura periodica e costante. Una pratica che richiese assolutamente l’intervento di professionisti per poter cambiare il corso delle cose in ufficio.

Bilanci aziendali: 2010 in perdita per l’US Città di Palermo

 L’Unione Sportiva Città di Palermo Spa ha chiuso il 2010 in perdita. I dati che emergono dal bilancio aziendale dell’esercizio al 30 giugno 2010 riferiscono infatti di un risultato netto negativo pari a 17.225.998 euro, influenzati dal trend dei ricavi pubblicitari televisivi.

Nel bilancio aziendale dell’Unione Sportiva siciliana, infatti, i diritti televisivi hanno un peso maggioritario, con una quota pari al 58,28% del valore della produzione riscontrata nell’esercizio ora in esame.

Altre operazioni principali all’interno del bilancio aziendale sono inoltre la prosecuzione dell’operazione di lease back, con la quale la società cedette il marchio a una società di leasing per 30 milioni di euro, potendolo riacquistare tra quattro anni a un prezzo di 300 mila euro, a fronte dei canoni di leasing e di un maxicanone iniziale.

Bilanci aziendali: CapeLive approva progetto per l’esercizio 2010

 La scorsa settimana avevamo pubblicato il calendario dei principali appuntamenti di questi giorni in materia di approvazione dei bilanci aziendali e dei progetti di bilancio degli esercizi chiusi al 31 dicembre 2010.

Uno degli appuntamenti maggiormente in evidenza era l’approvazione, da parte del consiglio di amministrazione di CapeLive, del progetto di bilancio della società per l’anno fiscale chiusosi a fine dello scorso dicembre, approvazione che ha visto la luce in data 12 aprile 2011.

Secondo quanto si legge in una nota diramata dalla società, l’esercizio si è chiuso con un risultato netto negativo per circa 30 milioni di euro, con un portafoglio investimenti attualmente valutabile intorno ai 38 milioni di euro, e una liquidità positiva per 13 milioni di euro.

Reporting aziendale e cambiamenti climatici

Come riesce una azienda in un periodo di tempo medio o lungo a raggiungere il successo? Quali sono i fattori interni ed esterni che contribuiscono ad eleggerla fra le migliori presenti sul mercato e, soprattutto, in che modo può intervenire un imprenditore? In verità le variabili che concorrono a tali risultati positivi sono parecchi e non sempre facili e immediati da controllare. In ogni caso quello che conta è mantenere il vantaggio competitivo nel tempo e non inanellare successi su successi di natura effimera e temporanea, altrimenti si tratta più di fortuna e meno di impegno. Nasce l’esigenza, quindi, di prevedere un reporting aziendale e di determinare, periodicamente, quegli indicatori chiave che segnalano al management come si sta comportando l’azienda.

Reporting aziendale e controllo della struttura

Il reporting aziendale è un fondamentale strumento di controllo in una moderna impresa, in quanto permette di analizzare tutti i fattori di debolezza interna e quelli che possono portare ad un veloce raggiungimento dei propri obiettivi per valutare in che modo aiutare i propri dipendenti ad orientarsi verso delle strategie vincenti.

Termini questi che sembrano semplici a dirsi, ma sono estremamente complessi da mettere in pratica, anche perchè variano a seconda delle esigenze e, talvolta, le strutture aziendali si affidano anche a ditte specializzate che svolgono azioni continue di monitoraggio.

Reporting aziendale:

Come detto è un fondamentale strumento di controllo esercitato da un’impresa moderna, che può così analizzare nel migliore dei modi le proprie caratteristiche.

Lo scenario macroeconomico, oggi, è talmente variegato che richiede soluzioni ad hoc e un coordinamento efficace se si vuole incanalare la produttività dei lavoratori verso un piano di marketing realmente efficace e di qualità.