Uno studio rivela che in Italia i lavori manuali in azienda non sono affidati ai giovani: i dati sono stati confermati dal Censis, che ha portato avanti una ricerca in merito. Solo nel 2010, ad esempio, erano 8 milioni 357mila gli occupati di questi impieghi. C’è però da notare che negli ultimi cinque anni tali mansioni sono stati affidate soprattuto agli stranieri e non certo ai meno esperienti. E’ vero altrettanto, però, che certi lavori soprattutto se particolarmente pesanti, gli abitanti del Belpaese proprio non vogliono svolgerli.
Mercato del Lavoro
Grande azienda e posto fisso: il sogno dei giovani
Cosa sognano i giovani laureandi per il loro futuro? Che cosa sperano di realizzare nel corso della loro carriera lavorativa i ragazzi che la laurea l’hanno già conseguita da un pò? E i loro familiari? Il pensiero è unico: posto fisso in una grande azienda. Il sondaggio che rivela tale tendenza, del resto prevedibile e mai mutata del tutto, è stato portato avanti dalla rivista Metro su 2 mila giovani italiani. Se la crisi ha enfatizzato tale speranza, la realtà non è poi così positiva e l’unica possibilità è quella di darsi da fare e sperare in un colpo di fortuna.
Aziende e lavoro: va male in Abruzzo, Molise e Umbria
I nuovi dati Istat elaborati dal Centro Studi di Confartigianato sull’andamento dell’occupazione relativa all’anno 2010, confermano ancora una volta che al Sud il lavoro diminuisce sensibilmente. Cresce, invece, la disoccupazione e a pagare il prezzo più alto sono sempre i giovani. I ragazzi che arricchiscono di talento e preparazione il Belpaese sono ricercatori, laureati con ottimi voti che hanno difficoltà ad accedere nel mondo dell’impiego e che non intravedono alcuno spiraglio per il futuro. Stessa sorta tocca anche a chi ha superato i 30 anni.
Donne: carriera in azienda o figli?
In Italia, come si sa, le donne raramente vengono aiutate e incoraggiate in un momento particolare della loro esistenza che è quella della gravidanza. La tendenza oggi è rimandare a lungo, soprattutto perchè una ragazza che magari può contare su un lavoro non troppo stabile, sa bene che allontanandosi dalle scena aziendale rischierà di vedersi soffiare il posto o lasciarsi superare da una collega o, più spesso, da un uomo. Se poi il suo obiettivo è avanzare a livello di mansione e stipendio, la faccenda si complica perchè il quesito nasce spontaneo anche nell’animo meno sensibile: figli o carriera?
Come avanzare di carriera?
E’ una domanda ricorrente, che un dipendente pone a se stesso prima che ai vertici aziendali, sempre piuttosto freddi e sfuggenti su un argomento dal quale dipendono molteplici aspetti della vita di un individuo. Come avanzare di carriera? Come riuscire a svolgere la propria mansione a livelli più alti e, possibilmente con uno stipendo più alto? Di certo la crisi economica non ha aiutato a trovare risposte in merito e, anzi, è già fortunato chi quel posto di lavoro può tenerselo ancora stretto. Vediamo quali sono le mosse giuste per tentare di ribaltare la propria posizione in ufficio e lavorare con un ritrovato sorriso sule labbra.
Il telelavoro: il sogno di molti italiani
La sveglia non suona, la colazione, non è pronta, i figli vogliono essere accompagnati a scuola, il traffico è assurdo e i mezzi di trasporto scioperano. Cronaca di una classica mattina come tutte le altre, le stesse che fanno sognare all’88 per cento degli italiani di lavorare da casa. Se prima capitava quasi sempre solo alle donne che in tal modo, potevano meglio seguire la famiglia, oggi tutti indipendentemente da età, stipendio e mansione sono arrivati al limite dello stress e con tutte le tecnologie presenti, si chiedono perchè devono ancora recarsi in ufficio.
Aziende, il part-time è in aumento
Una serie di problematiche e coincidenze, non ultimo la crisi economica e la mancanza di fondi da parte delle aziende, stanno facendo aumentare di anno in anno il popolo dei lavoratori part-time, con stipendi, ovviamente, il più delle volte dimezzati. Piuttosto che la disoccupazione, soprattutto i più giovani, ma anche i più grandi da poco licenziati, non è possibile far altro che accettare condizioni che non sono perfette ma che permettono almeno di guadagnare qualcosa. La soluzione, è quella di trovare un altro piccolo lavoretto ma far coincidere orari e resistenza fisica, non sempre è semplice.
Aziende: Milano, capitale degli imprenditori
Si sa da sempre che Milano può essere considerata a diritto come la città italiana industriale, dove società e imprese sono in crescita esponenziale e dove gira gran parte dell’economia dello Stivale. Un primato che, da sempre, divide con Roma ma, adesso, il suo piccolo podio l’ha agguantato. Il capoluogo lombardo, infatti, sembra essere la “capitale” degli imprenditori del Belpaese. Per questo motivo, chi sceglie di aprire una impresa fuori dalla propria area di nascita e appartenenza, è proprio qui che decide di spostarsi, ritenendo che le possibilità di successo siano maggiori.
Mercato del lavoro: stipendio dei giovani scende a 800 euro
Se una volta i giovani che si affacciavano per la prima volta al mercato del lavoro, facevano parte della cosiddetta “generazione 1000 euro“, adesso le cose se è possibile vanno ancora peggio. Se, infatti, la crisi economica si è fatta sentire su larga scala, portando le aziende al fallimento e alla riduzione del personale, non è andata meglio a chi mantiene il proprio impiego, soprattutto se molto giovane, che ha dovuto accettare dei compromessi economici al limite della fame. Cresce, in questo modo, la necessità di restare più tempo in casa con i genitori e chiedere loro aiuto, in attesa di potersi sposare, avere figli o comunque di cercare la propria indipendenza.
Il mercato del lavoro e la crisi economica
Il mercato del lavoro è un concetto mai come ora scottante e attuale, perchè riguarda quell’equilibrio che lega i posti vacanti e in cerca di essere occupati e le persone che stanno cercando un impiego. Da quando la crisi economica ha colpito gran parte del mondo, non risparmiando nemmeno l’Italia, in realtà, i giovani che cercano un lavoro sono tantissimi e, purtroppo, anche i più grandi che hanno dovuto subire un licenziamento. Non esiste più sicurezza neppure con un contratto a tempo indeterminato, perchè nelle aziende stesse viene a mancare improvvisamente il giusto mix fra spese e guadagni e, alla fine il personale è sempre in esubero. Coloro che si sono appena laureati, poi, devono accontentarsi di stage o di corsi di formazione, certamente utili ma che non prevedono quasi mai un pagamento.