Occupazione in calo nelle grandi imprese

 I dati economici recentemente diffusi riguardo la situazione nel mese di giugno rafforzano le preoccupazioni, riguardo le prospettive del sistema produttivo italiano: la produzione appare sostanzialmente in stallo, così come il mercato del lavoro, mentre le retribuzioni sono in calo.

Nel mese di giugno l’occupazione nelle grandi imprese è scesa dello 0,1 per cento rispetto a maggio e dello 0,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2010, secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dall’ISTAT. Il dato è al lordo della cassa integrazione; nelle grandi imprese con oltre 500 dipendenti, al netto della cig, l’occupazione resta invariata rispetto a maggio e scende dello 0,2 per cento rispetto al giugno 2010.

Lavoro: in tempi di crisi quali figure professionali servono?

Premesso che in tempi di crisi parlare di figure professionali ricercate può sembrare un affronto visto che sono più i lavoratori licenziati che quelli assunti, ci limitiamo a riportare i risultati di recenti indagini legate al mercato dell’impiego in questi ultimi mesi. Sembra, quindi, che in testa alle ricerche ci siano economisti e ingegneri e attualmente prima di iscriversi all’università, se si è giovanissimi, forse è il caso di tenere conto anche delle tendenze dei prossimi anni. E’ chiaro che le cose possono sempre cambiare ed evolversi, ma di sicuro adesso sarebbe perfetto seguire questi studi superata la scuola superiore, almeno secondo quanto evidenziato da Unioncamere.

Giovani e aziende: poche assunzioni per tutto il 2011?

 L’allarme disoccupazione non accenna a finire e si calcola che almeno per tutto il 2011 le cose saranno destinate a restare uguali: poche assunzioni e tanti giovani alla ricerca almeno di un piccolo lavoro che poco rispecchia il proprio titolo di studio e le aspettative. L’economia italiana resta troppo debole e la richiesta di occupazione è largamente più vasta di quanto il mercato attuale possa offrire e il problema resta. La crescita registrata è fra lo 0.5 e l’1% del Pil, ma la flessione continuerà ad avvertirsi e il tasso di disoccupazione potrebbe non modificarsi per qualche mese ancora.

Tagli aziendali, altri licenziamenti nel settore bancario

 Proprio ieri avevamo anticipato una maxi riduzione delle risorse umane programmata dalla HSBC, una delle principali banche europee. Ebbene, oggi non possiamo far altro che tornare sullo stesso argomento, in seguito alla diffusione, sui media, della notizia secondo la quale un altro istituto di credito di principale riferimento nell’ambito del vecchio Continente, starebbe ragionando in simili termini al fine di risparmiare i costi.

Il “protagonista” di questa scelta è stavolta la Barclays, la seconda banca britannica per volume di attività, che dovrebbe eliminare circa 3 mila risorse umane entro la fine dell’anno. La motivazione è sempre la stessa: la redditività di alcune proprie divisioni (in particolar modo, quella dell’investment banking) non è più elevata come un tempo, e di conseguenza occorre tagliare la voce del costo del personale per poter mantenere soddisfacenti gli utili.

Tagli aziendali, maxi riduzione delle risorse umane

 HSBC Holdings, una delle principali banche del vecchio Continente, sta per dare il via a uno dei più importanti piani di riduzione delle risorse umane che si siano mai visti negli ultimi tempi. L’istituto di credito ha infatti in mente di tagliare il proprio organico di circa 30 mila unità entro la fine del 2013, per un volume complessivo di dipendenti che – stando all’attuale composizione dell’organigramma, equivale a un 10% del totale.

L’obiettivo dichiarato di HSBC è ovviamente quello di tenere sotto controllo i costi. Viste e considerate le straordinarie difficoltà nello sviluppare i ricavi da vendite e da prestazioni, l’azione più diretta per incrementare gli utili di periodo sembra quella di tagliare il costo del personale, che in HSBC (e non solo) rappresenta una delle voci più onerose: la Borsa ha gradito questi tagli aziendali, riportando in aumento le azioni HSBC.

Aziende: crescono i finanziamenti alle imprese

Le imprese tornano, seppure in modo molto cauto, ad investire e per riportare agli antichi splendori le strutture e i mezzi a disposizione, ma mai gli stipendi, chiedono prestiti alle banche che in tal modo hanno ricominciato ad erogarli con una certa costanza. In particolare, il calcolo legato allo scorso aprile secondo gli ultimi studi parla di una cessione che ammontava ad una cifra pari a 172.451 milioni di euro, se parliamo di strutture con meno di 20 addetti.

Ristrutturazioni aziendali, Cisco potrebbe licenziare 10 mila risorse

 Secondo quanto riporta la stampa americana, Cisco System, il leader mondiale nella produzione di elementi per il networking, potrebbe ridurre le proprie risorse umane di circa 10 mila unità. Si tratterebbe, se confermato nella pratica, di una riduzione del proprio organico che è pari a circa il 14% dell’attuale forza lavoro, e che pertanto passerebbe alla storia aziendale come una decisione davvero storica.

L’obiettivo di questa decisione, nell’ottica di una ristrutturazione aziendale più ampia, è facilmente spiegabile: la compagnia vuole rilanciare la crescita dei propri profitti, e per far ciò avrebbe in mente di tagliare le voci di costo più significative. Tra queste, come spesso accade nelle piccole, medie e grandi aziende, quella relativa alle risorse umane sembra occupare un ruolo di primario livello.

Stipendi aziendali, nessuna variazione nel mese di maggio

 Secondo quanto affermato in una recente rilevazione da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica, le retribuzioni del mese di maggio si sarebbero pressoché fermate durante il mese di maggio, mentre l’incremento su base annua sarebbe stato pari a 1,8 punti percentuali, esattamente la stessa percentuale di apprezzamento riscontrata nel mese di aprile, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Il dato di cui sopra è comunque abbastanza negativo. Si pensi infatti che, mentre gli stipendi aziendali crescono con un ritmo consolidato inferiore ai due punti percentuali, l’inflazione sta attualmente incrementando la propria velocità al 2,6% su base tendenziale, con un apprezzamento che invece nel periodo gennaio – maggio 2011, su base annua, è stato limitato a due punti percentuali, comunque oltre la crescita delle retribuzioni.

Lavoro giovani: in Toscana solo stage retribuiti

 Se tutte le regioni prendessero esempio dalla Toscana e si spera lo facciano a breve, in Italia si muoverebbe un piccolo ma interessante passo in merito al lavoro dei giovani. In questo angolo di Italia, infatti, a partire dal prossimo settembre, tutti gli stage saranno retribuiti. Una rivoluzione per il popolo dei ragazzi che hanno terminato gli studi ma sono ancora in cerca di occupazione e di specializzazione, non indifferente. Ovviamente si tratta di una vera e propria legge che va rispettata con una soglia minima del compenso che è stata fissata dalla Regione Toscana in 400 euro, di cui 200 a carico dell’ente regionale stesso e il resto dovuto dagli stessi datori di lavoro.

Aziende e lavoro: si cercano ingegneri, operai e cuochi

 Più della metà dei giovani è senza lavoro e a Bologna in particolare resta a casa uno su tre secondo il nuovo report sul mercato del lavoro della Provincia. Chi ha meno dei 25 anni non trova un impiego nel 27,8%nel caso dei maschi e nel 30,9% nel caso delle femmine. Quesot nonostante sembra che la crisi abbia preso ad allontanarsi e si sia registrato un miglioramento nel mercato del lavoro. In buona parte il cambiamento è partito dalle agenzie di lavoro interinale che, ogni mese, mobilitano oltre 5 mila persone.In questo senso, le persone vengono assunte con contratti di somministrazione che solo nel periodo compreso tra il 2009 e il 2010, hanno fatto registrare un vero e proprio boom con un +24,4% su base annua. L’accordo avviene in questo caso tra il somministratore, (un’agenzia del lavoro autorizzata dal ministero per il lavoro che stipula un contratto con un lavoratore) l’utilizzatore cioè l’impresa e il dipendente potenziale.

Aziende: giovani e donne con i salari dimezzati

Sei una donna o un giovane laureato? Nella maggior parte dei casi il tuo stipendio sarà inferiore a quello dei colleghi uomini, anche dimezzato. Non è una esagerazione ma la conferma di uno studio appena effettuato. Moltissime ragazze, soprattutto del sud si devono accontentare di salari bassi e hanno maggiori difficoltà ad inserirsi facendo parte delle cosiddette ‘3G’. Si tratta di discriminazione in 3 aree, genere generazione e geografiche.Una immagine tragica della condizioni di lavoro nel mondo degli studi professionali resa nota da una ricerca realizzata dall’Università Politecnica delle Marche con Fondoprofessioni (Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua dei dipendenti degli studi professionali) e presentata ad Ancona in occasione del forum ‘Dalle pari opportunità alle opportunità di sviluppo’, organizzato da Fondoprofessioni in collaborazione con Confprofessioni (Confederazione italiana libere professioni).

Sicurezza aziendale: Lazio, imprese e cantieri fuori norma

 No, nel Lazio la situazione regolarità non è tranquilla e la Città Eterna in particolare dovrebbe rivedere il suo piano sicurezza sul lavoro. Si perchè solo a Roma e provincia i controlli, soprattutto nei cantieri hanno evidenziato una situazione più che negativa. Su 255 luoghi visitati molti non erano a norma e costituivano circa l’83, 5 % di quelli controllari nella regione che raggiungono i 310. Esiste, poi, un 16,5 % che riguarda il resto della zona.

Aziende italiane e crisi economica: riduzione organico ma non salari più leggeri

 Le aziende italiane hanno un metodo tutto loro per combattere la crisi economica che non si capisce bene se sia finita del tutto o meno, ma in ogni caso meno adesso e più nei mesi e negli anni passati, la tecnica per aggirare il problema e restare in equilibrio sul mercato era particolare. Si riduce, infatti l’organico, si mandano con dispiacere a casa molti talenti pur di non fallire prima del tempo, ma non si riducono i salari. Del resto quelo provocherebbe davvero una rivolta interna e i lavoratori dipendenti finirebbero per lavorare di meno, male e con un senso di ripicca.