Da tempo si cerca di inserire dei prodotti più sani e genuini nei pasti delle mense aziendali, ma fino ad oggi i risultati sembrano piuttosto scarsi ed, inoltre, non tutti gli uffici adottano scelte che li portano alla preferenza di cibo davvero legato alla nostra tradizione e non carico di grassi. Il risultato è che, oltre ad ingrassare e a lungo andare accusare disturbi, i dipendenti si appesantiscono troppo e il ritorno al lavoro appare traumatico. Al momento, sembra farsi strada una nuova opzione, che sarebbe quella di introdurre meno carne e più uova bio soprattutto nelle strutture legate alla pubblica amministrazione. Si tratta del “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale sui consumi della PA”, con cui il ministero dell’Ambiente promuove un menu più vegetariano. In tal modo, accoglie anche le richieste della LAV, la Lega Antivivisezione che da tempo chiedeva maggior rispetto per il benessere animale, pure per limitare l’impatto ambientale prodotto dagli allevamenti intensivi. Il documento dovrà essere tradotto in un decreto ministeriale nelle prossime settimane.
Mense Aziendali
Mense aziendali e cibi più sani
Frutta e verdura sono alla base di una sana alimentazione e lo sanno tutti, anche coloro, e sono in tanti, che vorrebbero potersi abbuffare tutto il giorno di patatine fritte e grassi, senza subirne alcuna conseguenza. Per questo nel cibo delle mense aziendali, piano piano, si sta iniziando ad introdurre i due alimenti sempre più di frequente, anche se non tutti i dipendenti poi li scelgono. Quando ci si trova in ufficio, del resto, anche per evitare una fastidiosa sonnolenza causata dallo stomaco troppo pieno, si tende a preferire un pasto veloce ma poco nutriente o, al contrario, troppo carico anche se si pensa di avere ingerito poca roba. Le verdure, invece, hanno dei valori nutrizionali indispensabili ed equilibrati e non fanno”sentire in colpa” dopo, come invece succede se ci si arrende di fronte ad un dolce o ad un piatto ricco di calorie.
Buoni pasto per i dipendenti
In effetti la maggior parte dei buoni pasto oggi ha un importo ancora piuttosto basso e permette al dipendente di risparmiare ben poco sulla scelta del proprio pranzo durante la pausa. Tuttavia quando nell’impresa non è prevista una mensa aziendale e la struttura è medio grande o può permetterselo, ai lavoratori assunti viene erogata questa forma di ticket per evitare loro di spendere ulteriori soldi per il pasto. In realtà, non sono pochi ormai coloro che portano da casa qualcosa da sgranocchiare quando ci si ferma dal lavoro, anche per una maturata coscienza alimentare, ma non si può negare che facciano comodo. Non ultimo per fare la spesa che durante il mese, in una famiglia, può intaccare in modo non indifferente il budget già magro.
Mense aziendali: cibo sempre di qualità?
Se dovessimo tenere testa a tutto quello che viene detto in giro sui principali media in merito ai cibi-veleno che consumiamo ogni giorno, l’unica soluzione sarebbe quella di coltivare un proprio orticello in un luogo isolato da città, smog e inquinamento. Ma, in questo caso, come raggiungere il proprio posto di lavoro? Nel mirino ci sono adesso, ma non è la prima volta, le mense aziendali che, in verità, costituiscono un pò il valore aggiunto di una impresa perchè ancora non troppo diffuse in Italia. All’interno delle strutture dove si lavora ed è previsto questo servizio il cibo è sempre di qualità? In più, come per tutto ciò che consumiamo quotidianamente, quanti prodotti nocivi rimangono sugli alimenti e, soprattutto, sono più pericolosi quelli cotti o quelli crudi? Domande che ci poniamo ogni giorno e che difficilmente trovano risposta.
Mense aziendali: valore aggiunto di una impresa
Non tutte le aziende vantano un budget o una organizzazione tale da poter dare vita ad una vera e propria mensa, dove i dipendenti possono scegliere a prezzi convenienti il proprio pasto durante la pausa pranzo. In linea di massima, la presenza di un servizio di tale tipo, di solito entusiasma chi firma un contratto con l’ente, ma ovviamente come in ogni cosa non mancano le controindicazioni. Nei piccoli uffici, infatti, dove ogni beneficio del genere resta limitato, si è costretti ad uscire fuori per acquistare il cibo quotidiano oppure si decide di portare da casa qualcosa preparata la sera precedente. In entrambi i casi è favorito maggiormente il contatto con i colleghi, ma soprattutto è più facile staccare la spina e passeggiare all’area aperta, mentre con le mense aziendali, spesso, si finisce per poltrire all’interno delle quattro pareti lavorative, soprattutto in inverno. Un’altra alternativa, molto più comune e non meno gradita dai lavoratori, è quella dei tickets restaurant che possono essere utilizzati anche in famiglia fuori dal lavoro. I buoni pasto, soprattutto in tempi di crisi economica, sempre più spesso vengono conservati per poi spenderli nei supermercati convenzionati.