Oltre 255 mila aziende agricole, inserite verso settori come il biologico, le produzioni di “nicchia” Dop e Igp, la vitivinicoltura.Tutte aree di riferimento moderne per le tante donne che vogliono fare impresa e raggiungere in breve tempo gli obiettivi, guadagnanto pure parecchio. Vanno bene anche campi come gli agriturismi, gli agriasili, le fattorie sociali e le fattorie didattiche: insomma tutte aziende per le quali è necessario scommettere in quanto si tratta di fette di mercato piuttosto nuove ma in continua crescita.
Imprenditoria Femminile
Lombardia: regione preferita dalle imprenditrici straniere
Sono sempre di più le imprenditrici straniere che decidono di investire in Italia e che trovano nel nostro Paese terreno fertile per il crescere e il progredire di una azienda, anche medio-grande. Tuttavia, come è facile immaginare non tutte le regioni sono adatte ad un tipo di investimento importante e, in questo senso, è sempre il Nord a vincere e ad attirare un maggior numero di imprese. Le strutture vengono perciò aperte con più facilità soprattutto in Lombardia, in particolare se parliamo di imprese in rosa. La tenacia e la grinta di ragazze che magari poco conoscono la nostra lingua, ma combattono ogni giorno per sopravvivere in un settore difficile, è pari se non superiore a quella maschile.
Donne, mamme e lavoro: un problema attuale
Se ne comincia a parlare ma l’informazione dovrebbe essere continua e mirata, proprio per permettere alle cose di cambiare: le donne che hanno anche dei figli, spesso faticano a mantenere il proprio posto di lavoro e, comunque, non vengono aiutate e agevolate come invece bisognerebbe. Il più delle volte, anzi, vengono sorpassate da colleghi uomini magari meno capaci che però, non presentano questo “inconveniente”. In tal modo per una rappresentante del sesso femminile, fare carriera diventa un obiettivo quasi irraggiungile e questo non è giusto. Del resto, il quadro totale mostrato dai dati raccolti da Eurostat non lascia spazio ad inutili ottimismi. Il “sesso debole” lavora molto meno di quello “forte” e adesso con la crisi economica ancora molto presente, la situazione è anzi peggiorata. In più, questo non avviene solo in Italia, ma in tutta Europa. Dal 1999 al 2009, l’occupazione è calata in media dello 0,6%. In Italia, poi, questo dato scende ancor di più fino a toccare il -1,2%.
Roma:una donna su due con contratto precario
La Cgil conferma: in Italia e, in particolare, a Roma dove è avvenuto un preciso monitoraggio della situazione, una donna su due è senza posto fisso. Sarà l’effetto della crisi economica o la difficile posizione che, da sempre si trovano ad affrontare le esponenti del sesso femminile, ma la situazione non è certo delle migliori. Questo anche perchè oggi non è più come una volta: il “sesso debole” vuole vivere la doppia esperienza della maternità e della carriera e, poi, con un solo stipendio in famiglia, non è possibile arrivare a fine mese quasi mai. Ciò porta, ultimamente, ad accontentarsi di contratti a tempo, poco affidabili o, peggio, del tutto inesistenti. Eppure spesso il contributo delle ragazze è importante, seppure ancora troppo limitato a settori particolari e occupazioni specifiche, come l’insegnamento, la ristorazione e i servizi.
Maternità e lavoro: una sfida possibile
Le donne sono chiamate a svolgere più di un ruolo e, se aiutate, riescono ugualmente ad essere produttive e geniali come sempre: è chiaro con variabili dosi di talento a seconda della persona in questione. Troppo spesso, però, le aziende non vengono incontro alle ragazze che stanno per avere un bambino e ad avanzare con la carriera sono i colleghi maschi, anche se a volte hanno qualche merito in meno. Eppure conciliare questo delicato compito affidato dalla natura e, oggi, troppo spesso ritardato proprio a favore delle carriera, si può con l’impegno delle dirette interessate, ma anche delle istituzioni e delle stesse imprese.
Forbes: in 15 lavori le donne guadagnano di più
Sembra impossibile, eppure ci sono ben 15 lavori dove le donne battono gli uomini in quando a stipendio, almeno secondo quanto afferma Forbes. A sostenerlo con convinzione è ormai da tempo Jenna Goudreau, laureata in giornalismo e sociologia che si occupa della sezione “woman” del magazine e risponde in questo modo al recente rapporto “women at work” Bureau of Labour Statistics. Quest’ultima è la principale agenzia del Governo americano per quanto riguarda la verifica dei fatti in campo lavorativo-economico-statistico. Diventa quindi sempre meno vera la credenza che il portafoglio delle esponenti del sesso femminile sia più leggero dei colleghi maschi, perchè tutto dipende, in fondo, dal tipo di mansione.
Roma la città dell’imprenditoria femminile
Lo confema la Camera di Commercio: a Roma l’imprenditoria femminile sta vivendo un vero e proprio boom e le aziende in rosa aperte ultimamente sono addirittura superiori alle imprese gestite da uomini. Le cifre parlano chiaro e si attestano su un 6,2% contro lo 0,6 tra il 2009 e il 2010. Anche la provincia tiene bene, segno che gli incentivi e le agevolazioni funzionano e le esponenti del sesso femminile si danno da fare con idee e creatività per riuscire a riunire i ruoli di madre, moglie e imprenditrice. Al 30 giugno del 2010, si parlava di una cifra pari a 95.465 società presenti nella Capitale.
Imprenditoria femminile in arrivo nuovi finanziamenti
L’imprenditoria femminile, potrebbe vivere una nuova primavera per un settore che, comunque, ultimamente è abbastanza seguito e agevolato. Sono in arrivo, infatti, dei finanziamenti a favore delle imprese “in rosa”, validi però non per le strutture di prossima apertura, ma per quelle già esistenti. Del resto i dati parlano chiaro e, se da sempre non sono pochi a lodare le qualità sul lavoro delle donne, vittime però, troppo spesso, di discriminazioni in una mentalità qualche volta prettamente maschilista, i numeri le piazzano sul podio dei successi a livello industriale. A questo punto gli incentivi sono necessari per favorire lo sviluppo e la crescita di esempi ancora timidi di aziende guidate dall'”altra metà del cielo”.
Le imprese in rosa resistono alla crisi
Lo studio è stato effettuato, in particolare, in Toscana, ma il risultato è comunque lo stesso anche nelle altre giorni di Italia: l’imprenditoria femminile, vive un momento positivo e le aziende in rosa vincono anche sulla crisi economica imperante. Una tendenza così in forte crescita che ha portato le strutture gestite da esponenti del sesso femminile ad aumentare del 2,6% (in assoluto +2.459 unità) solo in questo angolo del Belpaese, al contrario delle ditte maschili rovinosamente diminuite dello 0,4%, per una perdita di 1.136 unità.Volgendo lo sguardo al 2010 da poco trascorso, nel periodo di giugno, le imprese femminili della Toscana erano 98.660 unità, circa il 23,7% del totale delle imprese, pari a 415.930 unità. Insomma, la media era e continua ad essere questa: una azienda su quattro è gestita da donne.
Festa della donna: più aiuti all’imprenditoria femminile
E’ un giorno speciale questo 8 marzo del 2011, perchè le donne non riceveranno soltanto mimose e inviti a cena, ma se vorranno seguire la strada dell’imprenditoria femminile, potranno contare su una serie di aiuti e agevolazioni maggiori del solito. E’ chiaro che la strada è ancora lunga e tortuosa, ma soprattutto in Lombardia, conciliare lavoro e famiglia sarà più semplice. Fino ad oggi, infatti, i servizi nelle imprese in rosa spesso sono stati carenti e la flessibilità neglio orari di lavoro praticamente inesistente, peggio ancora nei classici uffici dove lavorano anche gli uomini, in particolare nelle strutture medio piccole. Ora arrivano nuovi progetti e finanziamenti che potrebbero davvero cambiare le cose: vediamo nello specifico di cosa si tratta.
Aziende: in Emilia Romagna quelle agricole gestite soprattutto da donne
Il lavoro e le donne: una accoppiata vincente ma non sempre facile. Se è vero che viviamo in una società ancora in buona parte maschilista, come mentalità, che pone in maggioranza uomini al potere, è altrettanto sicuro che “l’altra metà del cielo” riesce a gestire benissimo il settore imprenditoriale. Abituata a far convivere famiglia e impegni fuori dalle pareti domestiche, una donna sa organizzarsi benissimo, puntando verso obiettivi a volte difficili da raggiungere e volando ad un successo quasi insperato. Una regola che sembrano aver capito bene almeno in Emilia Romagna, dove ben 26 aziende agricole sono gestite da donne.
Imprenditoria femminile: mamme e negozi in franchising
Le donne di oggi vogliono avere una famiglia si, ma non smettere di certo di lavorare e, dopo tanti anni di fatica e superate non sempre a merito dagli uomini, vogliono assumere posti di rilievo. Ecco che, in questo senso, l’imprenditoria femminile è sempre in costante aumento, aiutata pure da finanziamenti ed agevolazioni per venire incontro a chi ha una idea e vuole svilupparla nel settore imprenditoriale. Il sesso femminile, confermato pure dalle statistiche, ha ottime capacità di gestione di una azienda anche se i figli e gli impegni fra le pareti domestiche spesso limitano non poco. Una serie di imprevisti che, però, forniscono un’ottima palestra “all’altra metà del cielo”che, tal modo, riesce a misurarsi con orari impossibili e ruoli sempre diversi.
Imprenditoria femminile: in Italia cresce
L’imprenditoria femminile è un concetto relativamente nuovo che è diventato di uso comune negli ultimi anni, a fronte di una società in continuo cambiamento dove le donne cercano di farsi largo spazio nelle imprese e di acquisire posti di lavoro di rilievo. Al di là di qualunque valutazione personale, purtroppo, ancora oggi, lavorare fianco a fianco con gli uomini non è semplice in ambienti dove troppo spesso la mentalità maschilista dura a morire, tende a mettere a capo delle aziende molti maschi e poche femmine. Per questo, i finanziamenti a quei gruppi di ragazze, anche giovani, che vogliono mettere in piedi una società o lavorare in proprio, non sono troppo difficili da ottenere e si moltiplicano di mese in mese, con un solo stand by relativo, registrato a causa della crisi economica. Eppure proprio l’aumento di quote “rosa” dentro gli uffici e l’assunzione di altre menti creative, potrebbe aiutare molte strutture a uscire dall’impasse della recessione.