Una tendenza positiva in continua crescita: le donne in Toscana sanno quello che vogliono e decidono di fare impresa da sole con o senza le agevolazioni del caso. Se la poltrona migliore in ufficio spetta sempre al collega maschio, allora meglio prendere la situazione in mano e aprire una impresa al femminile. Questo ovviamente non significa affatto che altrove le ragazze siano meno sveglie ma di certo in questa regione i dati raggiunti sono veramente incredibili nel giro di poco tempo. Secondo i numeri raccolti, in particolare, a marzo 2011 le imprese in rosa arrivano a rappresentare il 23,9% del totale delle imprese regionali, pari a 416.622 unita’. La media nazionale, insomma, è stata superata del 23,4%.
Imprenditoria Femminile
Toscana e Arezzo: crescono le aziende rosa
Agevolazioni, maggiore intuizione o momento favorevole: ognuno proverà a dirvi la sua, ma il risultato è che dopo anni di situazioni di stallo, ora è il momento della rivincita delle donne. Ecco perchè sorgono come funghi le imprese in rosa e, nonostante la crisi, riescono a mantenersi anche piuttosto bene e ad andare avanti.
Lavoro: sfruttare maggiormente i talenti “in rosa”
Prendono l’auto o la metro, accompagnano il figlio a scuola e poi arrivano in ufficio. Lavorano con amore e dedizione, quella stessa che dedicano alla famiglia. Tornano a casa, stanche, e solo qualche volta si concedono un’ora il palestra o dedicata al benessere, poi, cena, piatti e lavori di casa arretrati. No, non è il ritratto di donna ideale, ma di quasi tutte le ragazze che non rinunciano per necessità o piacere, alla propria indipendenza economica. Per loro tutto è più complesso, non perchè non abbiano complicità dai compagni, ma perchè comunque hanno maggiore responsabilità familiare. E’ proprio ora di dare un aiuto concreto, con orari di lavoro più flessibili o asili aziendali e, soprattutto, con posizioni concesse quando meritate.
Donne in carriera: l’azienda stressa
Le donne si stressano facilmente e non perché siano esseri viventi troppo delicati, ma a causa della loro tendenza a svolgere più compiti insieme, cosa che del resto a volte è proprio un obbligo. Una ragazza, non di rado, deve essere moglie, madre e se aspira alla carriera, deve lavorare il doppio degli uomini per ottenere la metà, in una società che continua ad essere prettamente maschilista. Molte ricerche sono state condotte sul fenomeno, in particolare, ultimamente gli studiosi si sono soffermati sulla stanchezza e le ansie causate dal proprio impiego alle rappresentanti del sesso femminile, ruolo in cui le aziende sono sempre protagoniste.
Imprenditrici straniere: in Italia quasi 100mila
Sono quasi 100mila in Italia le imprenditrici straniere che con una idea vincente e grande intuizione, sono riuscite velocemente a farsi strada anche lontano dal proprio Paese. Questo dato dimostra, inoltre, che le esponeneti del sesso femminile, dopo qualche periodo di sconforto, sono riuscite a superare la crisi economica e la mentalità di una società ancora prettamente maschilista con una formula personale e in grado di dare veloci risultati. Mettersi in proprio è stata la mossa giusta e, comunque, sono in continuo aumento agevolazioni e prestiti per tale tipo di attività. A fornire dati e certezze sulla nuova situazione è stato l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Confcommercio e Censis. Le ragazze in questione sono tutte giovani e in gran parte cinesi, impiegate per il 70 per cento nel terziario.
Imprese in rosa: bene in Toscana, Lazio e Puglia

Donne imprenditrici: boom negli ultimi mesi
Non è una novità: di fronte alla crisi economica ma più in generale ai problemi di tutti i giorni, dopo un primo momento di sconforto, le donne alzano la testa e combattono senza esclusione di colpi. Questo permette loro di essere sempre vincenti. Se la voglia di fare non manca, anche quando la poltrona più interessante è sempre e comunque occupata da un uomo, le italiane prendono incentivi e agevolazioni al volo e si improvvisano imprenditrici. Certo è chiaro che deve esserci una idea e un talento di fondo e poi la propria azienda può vedere la luce.
Internet e imprenditoria femminile, un binomio che cresce
Nell’epoca moderna, alzi la mano chi non utilizza il computer o non conosce il magico e indispensabile mondo di internet. Certo chi è avanti con l’età o svolge un lavoro prettamente manuale, potrebbe in effetti non essere un esperto in materia, ma in linea di massima tutti, indipendentemente da sesso, età o condizione economica vivono a perenne contatto con il pc. Non va in modo diverso per le donne, lanciatissime ormai nel settore delle aziende ed, infatti, l’imprenditoria femminile e l’utilizzo del web ormai vanno di pari passo.
Donne ai vertici aziendali inclini al tradimento?
La domanda è sempre la stessa e i due sessi se la pongono costantemente e ad ogni nuova fase della vita: è sicuro che a tradire siano di più gli uomini? Cambiano partner più facilmente anche le donne?Una discussione che, in realtà, non ha mai trovato delle conferme, almeno fino a quando l’indagine non ha cominciato ad interessare pure le aziende. Nonostante una sorta di atavica tradizione parli di maggiori infedeltà da parte dei maschietti, sembra che non sia proprio così per le donne imprenditrici tutte votate alla carriera.
Imprenditoria rosa: incentivi in Senegal
Chi lo ha detto che lo sviluppo industriale è possibile soltanto nei Paesi più ricchi e non si possa cambiare altrove, anche in Africa ad esempio, con il solo impegno delle risorse locali? E’ quanto sta avvenendo in Senegal, dove l’imprenditoria femminile, ultimamente, sta vivendo una nuova primavera. L’argomento, infatti, è in grado di riscuotere un forte interesse anche in uno dei Paesi in via di sviluppo più interessante in tal senso, dove le donne cercano una propria indipendenza e il lavoro sta diventando sempre più importante, come strumento di benessere e indipendenza.
Le aziende Usa puntano alle donne
Se è vero che l’America anticipa tendenze e stili, possiamo tirare un sospiro di sollievo, perchè adesso come non mai sta puntando sulle donne, spianando, si spera, la strada agli altri Paesi del mondo. L’imprenditoria femminile è in forte crescita, grazie pure a finanaziamenti ed agevolazioni interessanti e alla solidarietà delle rappresentanti dello stesso sesso. Come dire, poi, di no a ragazze che sono stanche di restare a casa o di farsi superare dai colleghi maschi e sono pronte a combattere senza esclusione di colpi, per avere la poltrona più comoda e per raggiungere gli obiettivi aziendali nel più breve tempo possibile.
Consulenti per l’imprenditoria femminile: l’Europa investe
Una forza lavoro che, probabilmente, è unica e che rappresenta la vera risorsa imprenditoriale in Italia: viene definito così il settore delle donne in carriera da più parti in Italia. Un tesoro che oggi, più che ieri, anche a fronte di una crisi economica che non accenna a finire, andrebbe sfruttato nel migliore dei modi. Del resto, proprio le imprese rosa hanno sofferto di più della mancanza di sbocchi nel mercato in questi ultimi anni, ma adesso qualcosa sta cambiando e i finanziamenti e le agevolazioni nei confronti di chi vuole fare impresa, cominciano a moltiplicarsi.
Aziende in rosa: arrivano nuovi prestiti e agevolazioni
In tempi di crisi diventare un imprenditore di successo, diventa un obiettivo sempre più complesso da raggiungere, ma le donne sembrano davvero essere agguerrite e dopo mesi di disoccupazione vogliono tornare alla carica. Il problema, però, è che bisogna iniziare da un investimento e non tutte hanno una disponibilità immediata di somme ingenti di denaro e, in questo modo, ogni progetto viene inevitabilmente bloccato. Tuttavia, pochi giorni, fa, la Cisl ha messo in luce le difficoltà che spesso le donne devono affrontare per tentare di avere un futuro più sicuro nel mondo del lavoro.
Imprenditoria femminile: in Calabria aziende sempre più “rosa”
Si chiama “Donna è impresa. Il volto delle imprese femminili a Reggio Calabria”, il nuovo rapporto sull’imprenditoria femminile in Calabria, organizzato dalla Fondazione Bellisario, ente per lo studio e la progettazione di interventi per l’imprenditoria e il management femminile, e la Camera di Commercio di Reggio Calabria. Nel corso dell’evento, sono stati resi noti tutti i dati del settore dal 2006 al 2010.Ad aprire i lavori e le collateriali manifestazioni così come gli incontri, è stato Lucio Dattola, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, il quale ha commentato: “Le donne oggi si mettono in proprio, non aspettano più il posto fisso. Sono più attente, più tenaci degli uomini; vogliono ottenere risultati. Esistono alcuni settori che sono ancora baluardi maschili, come la rappresentanza sindacale e in essi la partecipazione femminile deve essere sicuramente maggiore”.