Torna anche quest’anno il ‘Giro d’Italia delle donne che fanno impresa‘. L’iniziativa è organizzata da Unioncamere, Camere di commercio e Comitati per l’imprenditoria femminile e giunge nel 2016 alla sua nona edizione con eventi organizzati lungo tutta la Penisola.
Imprenditoria Femminile
A gennaio 50 milioni per le imprese femminili e giovanili
Sono in arrivo nuove risorse finanziarie a sostegno delle nuove imprese femminili e giovanili. A partire dal prossimo 13 gennaio 2016 infatti sarà possibile richiedere attraverso una procedura online nuovi finanziamenti a sostegno dell’attività di impresa per un ammontare complessivo di circa 50 milioni di euro.
1,3 milioni le imprese femminili in Italia
A giugno le imprese femminili in Italia hanno superato la soglia di 1,3 milioni. Il dato deriva da un recente studio dell’Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere che ha registrato complessivamente 1.306.214 imprese registrate guidate da una donna o con una partecipazione femminile maggioritaria.
L’imprenditoria femminile nell’agricoltura in Campania
E’ una presenza forte e radicata quella dell’imprenditoria femminile nelle aziende agricole in Campania. Il 6° Censimento Generale dell’Agricoltura condotto dall’Assessorato Agricoltura della regione Campania e dall’ISTAT mostra infatti come la presenza dell’imprenditoria femminile nel settore agricolo campano sia spesso superiore ai valori medi delle regioni del sud e dell’intero Paese.
Commercio, crescono le vendite a domicilio
In un contesto in cui le imprese commerciali soffrono pesantemente gli effetti della crisi, alcuni settori si muovono in contro-tendenza e riescono a crescere sia in fatturato che in livelli occupazionali. E’ il caso delle vendite a domicilio che registrano un andamento molto positivo nel primo trimestre 2014.
Imprenditoria femminile: per una donna è difficile fare carriera?
Per una donna fare carriera è davvero più difficile? La risposta, in linea di massima, è purtroppo affermativa in un mondo, quello lavorativo, ancora fin troppo in mano agli uomini. L’imprenditoria femminile, negli ultimi anni, però, è riuscita nel miracolo a fare un poco la differenza. Si perché grazie ad una serie di finanziamenti ad hoc molte imprese in rosa, create sulla base di donne talentuose e creative, sono riuscite ad andare avanti. Questo almeno fino all’arrivo della crisi nera, che è quella che stiamo vivendo.
Banche: pochi prestiti alle imprese rosa
Ci sarebbero novità nel settore delle imprese in rosa. Si perché le donne che negli ultimi anni tanta strada avevano fatto verso la parità aziendale con gli uomini, ora potrebbero trovarsi in un momento di maggiore difficoltà. Il motivo? Le banche sarebbero meno generose del solito, pure con le aziende di tale tipo che in una manciata di mesi, in linea generale, avevano moltiplicato i loro utili.
Quote rosa in azienda: il no della Germania
La Germania difende le sue idee e conferma il suo no assoluto alle quote rosa in azienda. Per spiegare meglio il concetto, non sarà approvata la legge che vedeva questo passaggio come un obbligo. Saranno invece le ditte a potenziare, a loro discrezione, il personale in tal modo. Con con 320 voti contrari e 277 favorevoli la coalizione del Cancelliere Angela Merkel ha bloccato di fatto al possibilità che si introducesse una percentuale fissa di donne nei consigli di amministrazione e di sorveglianza.
Imprenditoria femminile ancora in crescita?
In questi ultimi mesi il settore dell’imprenditoria femminile ha subito un piccolo stop soprattutto al nord e in zone di Italia dove invece aveva fatto notizia segnando con la presenza massiccia un vero e proprio record. Attualmente comunque resta in grado da sola di risollevare quasi l’economia italiana, piazzando una bella e netta rivincita per le esponenti del sesso femminile che troppo continuano a sopportare a tutto vantaggio dei colleghi maschietti.
Imprese rosa in crisi in Molise
Che l’ascesa delle imprese femminili che nei mesi scorsi aveva fatto diventare verdi di rabbia i colleghi uomini e preoccupato molte aziende anche grandi, stia per vivere un tragico stop? Ovviamente speriamo di no, ma quella che rappresentava praticamente l’unica tendenza positiva in un periodo di crisi economica che continua a causare licenziamenti sembra aver perso parecchio del suo smalto. Al momento le cifre in negativo, si registrano soprattutto in una regione di Italia, il Molise ma è possibile che presto altri luoghi dello Stivale denunceranno la stessa sorte. Un momento delicato quindi, per un settore che andava bene e aiutava quasi l’intera economia del Belpaese e favoriva le stesse rappresentanti del sesso femminile che troppo spesso snobbate da una piramide aziendale fin troppo maschilista, avevano trovato il modo per fare bene da sole senza l’aiuto di nessuno.
Imprese in rosa: il boom è online
Famiglia, figli, capi uomini che promuovono prima persone dello stesso sesso e riservano alle donne poltrone meno prestigiose: i problemi sembrano essere sempre gli stessi in fondo e allora, le esponenti del sesso femminile non ci stanno e non solo annunciano lotta dura ma fanno di tutto per vincere definitivamente la battaglia. Il segreto sta nell’aprire aziende online o comunque lavorare attraverso internet una soluzione che va bene riguardo a moltissime professioni, non necessariamente super moderne.
Due imprese in rosa per ogni azienda fallita
Quando si dice “una buona notizia e una cattiva”. Voi quale volete sapere per prima? Del resto sono l’una la curiosa conseguenza dell’altra e si calcola che per ogni impresa fallita, nel frattempo nascano due aziende in rosa. Che l’imprenditoria femminile viva un ottimo momento lo sappiamo già da tempo e, in effetti, dopo anni di sorpassi verso la poltrona più importante e mesi interi in casa a cullare i propri figli, per le donne è l’ora di tornare seriamente in campo.
Chieti: sempre più donne a capo di una impresa
A Chieti il lavoro è in mano alle donne: sembra una provocazione invece è una felice tendenza che interessa la zona. L’imprenditoria femminile qui ha subito un incremento dello 0,4%e le esponenti del sesso femminile in questione operano nel terziario, in primo luogo nel commercio. Tutte sono laureate e la città resta tra le prime dieci di Italia più sviluppata da questo punto di vista. I dati arrivano da uno studio effettuato da Terziario Donna, l’associazione a marchio Confcommercio che rappresenta l’imprenditoria al femminile in una serie di ambiti. Parliamo soprattutto oltre che di vendite pure di servizi, turismo e piccole e medie imprese.
Aziende in rosa, per fare uscire l’Italia dalla crisi
Le donne oggi desiderano più che mai raggiungere il giusto successo dopo una carriera lavorativa sempre in salita, nonostante evidente talento. E’ chiaro che non tutte le esponenti del sesso femminile vantano una mente da genio e felici intuizioni, ma la regola vale per buona parte di esse che tutt’ora fanno fatica a farsi largo in una società comunque maschilista. Se il Paese invecchia perchè per impegnarsi duramente il proprio lavoro si rimanda il più possibile il momento di fare figli, è altrettanto sicuro che affidabilità, precisione e capacità di svolgere più compiti sono qualità presenti in una ragazza di solito. L’aumento costante di aziende in rosa, dunque, potrebbe davvero fare uscire il Paese dalla crisi ma occorrono ancora agevolazioni e situazioni che possano incrementare una positiva tendenza.