Cambiare l’azienda per prosperare: come sfruttare i consulenti

La pandemia da Coronavirus ha portato alla luce una serie di problematiche correlate allo sviluppo di impresa nel nostro Paese. Da un lato le realtà che già mostravano problemi a vario titolo si sono trovate a doverli fronteggiare rapidamente, per non soccombere alla pessima situazione economica del momento. Dall’altro lato i ritardi dal punto di vista che riguarda il commercio elettronico, la difficoltà nei rapporti con i clienti, la necessità di comporre dissidi interni alla singola realtà sono affiorati con prepotenza. Questo fa oggi comprendere a molti imprenditori l’importanza di rivolgersi a consulenti esterni, scegliendo ovviamente quello più indicato alla singola situazione contingente.

Cambiare l’azienda

Crisi aziendale: il flop della Saab

 Negli scorsi giorni il quotidiano La Repubblica ha avuto modo di interessarsi al caso Saab. La società automobilistica svedese, che non troppo tempo fa era sinonimo di produzione di auto di lusso e di elevata qualità, con un successo internazionale diffuso nel vecchio Continente e negli Stati Uniti, oggi è infatti in preda a una consolidata crisi, che potrebbe condurla addirittura verso una procedura fallimentare.

La società svedese, in piena crisi aziendale, ha infatti dichiarato di non avere liquidità necessaria per pagare gli stipendi dei propri operai e dei propri impiegati. Gli impianti di produzione invece continuano a rimanere chiusi, in rispetto di una cessazione temporanea delle attività produttive che dovrebbe perdurare fino al 4 luglio. Una data che, tuttavia, potrebbe essere inutile da raggiungere, se la chiusura definitiva dovesse essere deliberata prima.

Comunicazione aziendale, come variare la ragione sociale

 Se una società si trova nella situazione di dover variare la propria ragione sociale, è costretta a rispettare alcuni requisiti in termini di comunicazione aziendale, non molto gravosi per l’organizzazione della società.

La variazione va infatti effettuata, dopo apposita delibera assembleare, mediante deposito della decisione nel Registro delle Imprese, dove occorrerà predisporre la modulistica opportuna per consentire la modifica del “nome” della società in questione.

Discorso a parte, invece, è quello relativo agli aspetti e ai rapporti più frequenti e commerciali della gestione societaria.

Bilancio aziendale, la società di revisione non certifica

 Anche se non capita spessissimo, può accadere che una società di revisione decida di non certificare il bilancio aziendale. E’ quanto è successo al documento contabile di Cape Live, che Deloitte – ovvero, la società di revisione prescelta a suo tempo per tali attività – si è rifiutata di abbinare a un proprio giudizio.

Deloitte si è in altri termini servita di una possibilità che il legislatore concede a tutte le società di revisione, che di fronte a un bilancio aziendale incompleto o influenzato da elementi di rilevante incertezza, può rifiutarsi di esprimere un giudizio, con o senza rilievi.

In un comunicato, è stato infatti affermato che il presupposto della continuità aziendale è soggetto a “molteplici significative incertezze”, con effetti potenzialmente rilevati sul bilancio consolidato, cioè sul bilancio dell’intero gruppo.

Continuità aziendale, quasi pronto il piano Aicon

 Predisporre dei piani di continuità aziendale è elemento essenziale per poter garantire una corretta e idonea programmazione degli step successivi in caso di comparsa di elementi nocivi per il perseguimento di un idonea strada di sviluppo.

In questi giorni analizziamo l’esempio di quanto sta accadendo all’interno di Aicon, società che ha deciso di approvare entro i prossimi 10 giorni un piano di ristrutturazione industriale e finanziaria che possa giovare al mantenimento della continuità aziendale.

L’approvazione del piano – predisposto con l’assistenza e la consulenza della Meridie – si è reso necessario a causa di un elemento pregiudizievole quale l’annullamento di cinque commesse da parte di un cliente egiziano, e la crisi finanziaria in atto.

Bilancio sociale, l’esempio di Ansaldo

 Il bilancio sociale è uno dei documenti societari più importanti per promuovere all’esterno l’immagine aziendale sul fronte dell’impegno ecosostenibile e degli sforzi compiuti nell’arco di un periodo solitamente coincidente all’anno, in materia di tutela ambientale e sociale.

Considerato quanto sopra, sono sempre di più le società che periodicamente pubblicato tale documento, rendendo disponibile al mercato l’informativa riferibile agli sforzi effettuati per migliorare l’impatto delle varie strutture aziendali nei confronti della società.

In un comunicato stampa molto recente, Ansaldo STS ha reso noto di aver approvato il primo bilancio sociale di sostenibilità 2010, che è divenuto oggetto di certificazione da parte della società PricewaterhouseCoopers.

Bilanci aziendali, Zucchi chiude 2010 in perdita

 Il consiglio di amministrazione di Zucchi ha approvato il bilancio aziendale che riassume quanto accaduto contabilmente nel corso del 2010, esercizio che si è concluso con una perdita pari a 20,2 milioni di euro, rispetto al risultato negativo di quasi 49 milioni di euro dell’anno precedente.

Buoni i dati relativi al fatturato: i ricavi derivanti da vendite e da prestazioni sono infatti incrementate di 9,5 punti percentuali per un livello assoluto pari a 188,2 milioni di euro, con un’Ebitda pari a 13,9 milioni di euro contro la flessione di 5,7 milioni di euro dell’anno precedente.

Per quanto riguarda invece l’utile operativo, si è riscontrata una netta controtendenza, visto e considerato che il 2010 si è chiuso con un utile di 5,4 milioni di euro contro la perdita di 17,3 milioni di euro conseguita nell’esercizio precedente.

Il CRM aziendale diventa social

E’ un periodo particolare questo e non solo a livello storico ma, soprattutto, tecnologico. Le innovazioni si susseguono a grandi velocità e, senza accorgersene, anche l’italiano medio sta cambiando e non soltanto coloro che sono dei grandi esperti di internet e “diavolerie ultramoderne”, come le chiamerebbero i più anziani. Il cliente finale per una azienda, come sempre è il fulcro di tutta l’attività sia che si tratti di una impresa che produce dei prodotti che di una struttura che fornisce, invece, un qualunque tipo di servizio. Ebbene, anche tale figura si è modificata e in una manciata di mesi, si è passati dal “cliente consumatore”, al “cliente social” cioè del cliente che si confronta con altri prima di consumare o acquistare un bene. Di solito lo fa proprio grazie social network come facebook e, in questo senso, le esperienze degli altri diventano davvero fondamentali.

Consulenza aziendale e strategie di marketing

Una impresa, soprattutto se medio-grande e se pronta a scalare il mercato con piani di marketing mirati e obiettivi raggiungibili in un lasso di tempo non troppo lungo, non sempre può farcela da sola. Per non rischiare di vedere miseramente fallire ciò per cui per anni ha combattuto, meglio, quindi, ascoltare idee e proposte che arrivano dall’esterno, dove esperti nel campo di strategie di vendita o produzione di servizi, sanno quando muoversi e soprattutto come, per sbaragliare la concorrenza. Ecco che diventa importante, per non dire indispensabile la cosiddetta consulenza aziendale e, in queto caso, l’imprenditore sceglie di rivolgersi ad un team di consulenti specializzati nel settore di appartenenza, prima di prendere delle decisioni importanti, dalle quali magari poi sarebbe difficile tornare indietro.