Bilanci aziendali, Logitech taglia le stime sui profitti

 Logitech, uno dei principali produttori al mondo di accessori per il mondo dei personal computer, nell’attesa di pubblicare il bilancio aziendale ha affermato di dover rivedere al ribasso le proprie stime sull’anno in corso, sia per quanto concerne gli utili netti che per quanto riguarda i ricavi.

Più nel dettaglio, sul fronte dei ricavi Logitech attende dei fatturati da vendite annui compresi tra un minimo di 2,35 miliardi di dollari e un massimo di 2,37 miliardi di dollari. Un anno fa lo stesso elemento veniva stimato tra i 2,4 miliardi di dollari e i 2,42 miliardi di dollari.

Nel proprio bilancio aziendale, Logitech si attende pertanto una flessione della prima riga di conto economico, con un fatturato che – nella migliore delle ipotesi – subirà una contrazione pari a 300 milioni di dollari rispetto alle precedenti stime.

Bilanci aziendali: nuove stime su quelli Toyota

 Nuove indiscrezioni sui bilanci aziendali di Toyota. La società giapponese, come altre grandi compagnie operanti nel Paese asiatico, sarà infatti costretta a rivedere al ribasso i propri auspici consuntivi per l’esercizio fiscale conclusosi il 31 marzo 2011, e quello che si concluderà in uguale data nel 2012.

La società ha infatti sofferto delle conseguenze del terremoto che ha colpito la nazione l’11 marzo 2011, e che ha costretto gran parte delle società giapponesi a chiudere le fabbriche presenti soprattutto nell’area settentrionale del Paese asiatico, nell’attesa di una risoluzione della grave crisi nucleare e al ripristino della continuità energetica.

Lo stesso presidente di Toyota, Akio Toyoda, si è detto molto incerto sul futuro dei bilanci aziendali, affermando che al momento è molto difficile prevedere quali saranno le conseguenze nel breve e nel medio periodo.

Istat: disoccupazione, più donne a casa nel Sud

I dati Istat sono precisi e preoccupanti allo stesso tempo. Se, infatti, la disoccupazione in Italia sembra calare e questo rallegrerebbe gli animi, in realtà le ragazze soprattutto al Sud restano sempre più spesso senza lavoro. I dati riguardano la media del 2010, periodo in cui il tasso di cittadini senza contratto di nessun tipo è passato all’8,4% dal 7,8% del 2009.Si tratta del dato medio annuo più alto dall’inizio del 2004, senza contare che nel quarto trimestre del 2010 i numeri hanno evidenziato quota 8,7%, mentre si era parlato di 8,6% nello stesso periodo del 2009. Il piccolo aumento, secondo quanto ha dichiarato l’Istituto, sarebbe dovuto fondamentalmente a molte persone che hanno perso il precedente lavoro.Se si volge lo sguardo ai giovani, invece, il tasso di disoccupazione cresce di 2,4 punti percentuali, portandosi, nella media del 2010 al 27,8%, con un massimo del 40,6% per le donne residenti nel Mezzogiorno. Ancora una volta, insomma, parliamo di difficoltà per le donne ad inserirsi nel mondo dell’impiego, con problemi ancora maggiori rispetto agli uomini, una tendenza che si spera presto si possa invertire.

Infortuni sul lavoro, spesso riguardano le donne

Si parla molto spesso di infortuni sul lavoro, eppure raramente si rende nota la notizia che buona parte di essi riguardano anche le donne. E’ vero che, rispetto ai dati  che il Belpaese registra tragicamente ogni anno, sono gli uomini a pagare il prezzo più alto tutt’ora. Questo però non vuol dire che non si debba puntare l’attenzione sul “sesso debole”, proprio perchè considerato ancora tale e fare in modo che viva molte ore della sua giornata in un ufficio confortevole e, soprattutto, privo di pericoli. E’ stato calcolato che, solo nel 2009, gli incidenti sul lavoro nelle aziende con protagoniste “l’altra metà del cielo”, sono stati il 28,4%, secondo i dati raccolti e resi noti dall’Inail ed emersi nel corso del seminario organizzato dalla Cisl di Puglia, in collaborazione con il Coordinamento Donne del sindacato. Le cifre sono state comunicate durante un incontro che si è tenuto a Bari nelle scorse ore.

Il futuro delle aziende è verso l’ebusiness

I social network sono ancora troppo poco utilizzati nelle aziende, che invece ne cercano di bloccare l’accesso ai dipendenti con il timore che possa diminuire la produttività. Eppure sono alla base del futuro delle medie e grandi imprese, come confermano i numeri venuti fuori dalla terza edizione dell’osservatorio di eBit Innovation e Demoskopea. Questo fa ben sperare per un cambiamento tutto lanciato verso l’ebusiness, ma bisogna tenere conto del fatto che è stato preso ad esempio un limitato campione di soggetti interessati. Nello specifico, coloro che si sono occupati dello studio, hanno messo in esame 423 imprese con un fatturato medio di 385 milioni di euro. Si tratta di strutture che stanno prendendo da tempo in esame i vantaggi degli strumenti forniti dal digitale tanto che l’investimento medio previsto per gli strumenti di ebusiness per i prossimi anni è stimato nel 25%.Non tutta la realtà è però così evoluta e lanciata verso questi orizzonti, non del tutto prevedibili e conosciuti.

Imprese a Londra, tasse dimezzate

 Le tasse ci saranno, ovviamente, ma incideranno in misura nettamente inferiore sull’impresa anche perchè Londra ha bisogno di dare nuova linfa alla sua economia. Un problema scottante che prova a spiegare George Osborne con il Piano per la crescita, punto fondamentale del Budget 2011, la finanziaria che il Cancelliere dello scacchiere ha illustrato ai Comuni. Quest’ultimo ha, infatti, ribadito: “La verità è stata ignorata troppo a lungo: la Gran Bretagna ha perduto terreno nell’economia mondiale e deve risalire. Nell’ultimo decennio altri Paesi hanno ridotto la tassazione sulle imprese, riformato il sistema scolastico e universitario, cambiato il welfare e consolidato le esportazioni. In Gran Bretagna è accaduto il contrario”. L’azienda diventa il fulcro nel mercato locale, perchè il governo ritiene che solo un rilancio in positivo possa far restare un ricordo lontano i disagi sociali seguiti all’annuncio, lo scorso autunno di tagli radicali alla spesa pubblica.

Aziende imbottigliatrici: affari in rialzo

 Un settore che si muove silenzioso sul mercato, cha passa quasi inosservato ai non addetti ai lavori ma che, in realtà, registra numeri da capogiro e porta a termine affari d’oro. In più negli ultimi due lustri, in poco meno di dieci anni le bollette sono praticamente raddoppiate, a fronte di un servizio sempre uguale. Nello stesso tempo, sono anche aumentati coloro che preferiscono le minerali, regalate dalle Regioni alle società che lavorano nell’ambito in questione. Nel corso del tempo, si  sono fatte strada leggende metropolitane e informazioni reali sull’acqua che esce dai nostri rubinetti e, per andare sul sicuro, quasi tutti sono corsi a comprare le bottiglie, dando vita ad un business come pochi in passato.

Lombardia: le imprese investono nella responsabilità sociale

 400mila imprese lombarde impegnate in pratiche virtuose per un giro economico ad azienda che si attesta intorno ai 10mila euro annui. Una spesa media, di certo non indifferente, ma che le strutture del Nord sono più propense e preparate ad affrontare rispetto al Sud e al Centro, con un ritorno di immagine piuttosto interessante. In questo senso sono in prima linea Milano, Brescia e Bergamo, ma molte altre grandi città settentrionali sono pronte a seguirle in un prossimo futuro.

L’organigramma e l’organizzazione in una azienda

 Quando si pensa ad una azienda ben strutturata, l’organigramma è una delle prime cose che balzano subito alla mente. Si tratta della classica rappresentazione grafica della struttura organizzativa prodotta in un dato momento per mostrare a dipendenti interni e a professionisti esterni, l’andamento dell’impresa. Durante le riunioni importanti o anche semplicemente quando si comunicano via mail determinati successi della struttura, questi schemi non mancano praticamente mai anche perchè sono chiari, mirati e di veloce acquisizione.

Analisi di bilancio aziendale e il controllo dell’impresa

 Un controllo periodico e mirato sulla gestione economica, finanziaria e patrimoniale di una azienda è assolutamente auspicabile e non soltanto nelle grosse strutture. In questo modo, si scongiurano in tempo rischi di fallimento e spese eccessive e si tengono sotto controllo le spese e i gli introiti, anche a maggior beneficio dei dipendenti, che saranno sempre pagati in tempo. Ovviamente l’analisi di bilancio aziendale è basata su logiche molto più complesse e complete e si divide, fondamentalmente, in un tipo di verifica statica e in una dinamica. Senza entrare troppo nel merito di complicati termini tecnici, si può però affermare che il numero di informazioni che si possono reperire permette di effettuare uno studio più accurato. Se, ad esempio, l’analisi di controllo viene richiesta ad una azienda esterna, sarà più complesso che riesca ad entrare in tempi relativamente brevi in tutte le problematiche dell’impresa e a spiegarsi come mai sono state effettuate delle determinate transazioni o perchè si è deciso di agire in una data maniera. Molto più semplice è, invece, dotarsi di un analista interno.