Il difficile 2014 del turismo italiano


Non c’è particolare ottimismo nelle valutazioni che da più parti cercano di inquadrare il settore del turismo in questa estate 2014. Difficoltà economiche diffuse, periodi di vacanza sempre più brevi ed una situazione meteorologica poco favorevole rischiano infatti di pesare significativamente sui bilanci aziendali del settore.

In Italia operano 1,6 milioni di aziende agricole


Sono circa 1,6 milioni le aziende agricole che operano in Italia e che complessivamente occupano 969 mila unità di lavoro (Ula). Questi numeri riferiti al 2012 sono tra i dati più significativi sull’agricoltura italiana contenuti nel recente report dell’ISTAT relativo ai “risultati economici delle aziende agricole

Consumi ancora in calo anche a marzo


Se l’arrivo si una significativa fase di ripresa economica è accompagnato da una crescita dei consumi, allora i dati dell’economia italiana nel primo trimestre suggeriscono che l’uscita dalla crisi sarà ancora lenta. Secondo i dati diffusi da Unioncamere infatti i primi tre mesi dell’anno si caratterizzano per consumi ancora in deciso calo.

Turismo, più stranieri che italiani nel 2013


Nel 2013 il settore del turismo per l’economia italiana segna ancora un calo per numero totale di presenze e mostra un nuovo punto di equilibrio tra utenza straniera ed utenza nazionale. Lo riporta uno studio della società di studi economici Nomisma riferita ai dati dei primi dieci mesi dello scorso anno.

Le aziende rosa non conoscono crisi

Continua l’ottimo momento delle imprese rosa che, per la verità, non ha proprio conosciuto crisi in questi anni. La creatività e la determinazione delle aziende al femminile, alla fine, pagano e una azienda su quattro, soprattutto in Toscana, è guidata proprio da una donna. E’ in particolare questa regione a farla da padrone in questo senso e a fare la differenza, facendo segnare un vero e proprio boom italiano. A livello di numeri si parla di oltre 100mila strutture aziendali, con un più 24,2 per cento rispetto al passato.

Buyer aziendale: quanto è importante?

Quanto è importante la figura del buyer aziendale e, soprattutto, quali sono i suoi compiti principali? A lui tocca in particolare pianificare gli acquisti di una ditta, ma anche collaborare con l’area commerciale e, ovviamente, non lasciarsi scappare offerte e promozioni vantaggiose che possano fare risparmiare sul budget. Ancora, deve concordare con i clienti i prezzi di acquisto ed essere bravo a negoziare i termini dei contratti, in modo da far risparmiare denaro alla struttura per la quale lavora. Un compito delicato, insomma, che solo qualcuno possiede, anche perché la responsabilità non è poca. Deve fare attenzione, inoltre, che i tempi di consegna e i termini degli accordi vengano perfettamente rispettati.

Aziende: le pagine social, valgono più dei siti

 

I tempi cambiano si sa e la tecnologia non aspetta. Capita così che  qualche azienda ancora continua a curare il proprio sito, scordandosi o ignorando che sono le pagine social le vere protagoniste della nostra vita adesso. Quelle che garantiscono visite, interazioni e pubblicità, persino a costi inferiori rispetto al solito. Chi non è esperto, poi, dovrebbe affidarsi a chi è specializzato nel settore, visto che rischia di non sapere usare i vari Facebook, Twitter a dovere e fare più danni che benefici. Negli Usa. ad esempio, bisogna fare molta attenzione a ciò che si scrive visto che la diffusione di informazioni sensibili ai fini borsistici con un solo “cinguettio”, può costare caro.

Investimenti aziendali, si accende la lotta nell’advertising online

 Microsoft, il principale produttore di software al mondo, una delle compagnie che più di altre ha contraddistinto la storia industriale degli ultimi due decenni, ha dichiarato di voler incrementare la gamma di funzionalità dei propri prodotti pubblicitari. Lo scopo sembra essere quello di recuperare quote di mercato, recentemente perse a favore di Facebook e di Google.

La rinnovata attenzione di Microsoft verso il segmento dell’advertising online è d’altronde tutt’altro che ingiustificata: questo comparto del mercato pubblicitario viene valutato, negli soli Stati Uniti, oltre i 12 miliardi di dollari. Un’importantissima torta che Microsoft cerca di far sua in buona parte, contribuendo in tal modo a migliorare la diversificazione del proprio fatturato.