E’ una notizia curiosa, eppure sembra che l’azienda dove la gran parte degli italiani vorrebbe lavorare è la Ferrero. Lo rivelano una serie di sondaggi, rivolti a lavoratori di tutte le età, giovani e meno giovani e con qualunque titolo di studio. Dai neolaureati ai professionisti senior, l’impresa che attrae di più è proprio questa, nota nel Belpaese al pari di molte altre e non soltanto nel campo gastronomico dolciario. A rilevare tale tendenza in continua crescita, è stato l’osservatorio di Employer Branding Positioning Survey (EPBS), in un’indagine promossa da Monster.it in collaborazione con Anthea Consulting, giunta alla terza edizione e condotta un questionario online a 10.729 job seekers.
Analisi Mercato Imprenditoriale
Salute e aziende: quando l’ufficio fa ammalare
Gli ambienti di lavoro, anche i più moderni, non sempre sono adeguati alle esigenze del dipendenti e, in ogni caso, restare per troppe ore al giorno davanti al pc o in un ufficio magari in spazi ristretti può far male a chi è assunto in una azienda. Per questo sembra che 7 lavoratori europei su 10 soffrono o hanno sofferto negli ultimi tre anni di disturbi fisici dovuti ad una postura scorretta o comunque alla permanenza fra le quattro mura della propria ditta.
Sony: in Giappone le aziende bloccano la produzione
Aveva annunciato con entusiasmo la riapertura delle fabbriche che si trovano nell’area colpita dal terremoto in Giappone, la Sony, ma alla fine ha dovuto arrendersi. Se ancora non è chiaro se e come sono state danneggiate le sue strutture dallo tsunami dello scorso undici marzo e dalla discontinuità della corrente elettrica, di sicuro mancano le materie prime e non si può in alcun modo lavorare. La sicurezza dei dipendenti, inoltre, è fondamentale e il pericolo di radiazioni nella zona vicino a Fukushima è piuttosto alta.
Il futuro delle aziende è verso l’ebusiness
I social network sono ancora troppo poco utilizzati nelle aziende, che invece ne cercano di bloccare l’accesso ai dipendenti con il timore che possa diminuire la produttività. Eppure sono alla base del futuro delle medie e grandi imprese, come confermano i numeri venuti fuori dalla terza edizione dell’osservatorio di eBit Innovation e Demoskopea. Questo fa ben sperare per un cambiamento tutto lanciato verso l’ebusiness, ma bisogna tenere conto del fatto che è stato preso ad esempio un limitato campione di soggetti interessati. Nello specifico, coloro che si sono occupati dello studio, hanno messo in esame 423 imprese con un fatturato medio di 385 milioni di euro. Si tratta di strutture che stanno prendendo da tempo in esame i vantaggi degli strumenti forniti dal digitale tanto che l’investimento medio previsto per gli strumenti di ebusiness per i prossimi anni è stimato nel 25%.Non tutta la realtà è però così evoluta e lanciata verso questi orizzonti, non del tutto prevedibili e conosciuti.
Imprese a Londra, tasse dimezzate
Le tasse ci saranno, ovviamente, ma incideranno in misura nettamente inferiore sull’impresa anche perchè Londra ha bisogno di dare nuova linfa alla sua economia. Un problema scottante che prova a spiegare George Osborne con il Piano per la crescita, punto fondamentale del Budget 2011, la finanziaria che il Cancelliere dello scacchiere ha illustrato ai Comuni. Quest’ultimo ha, infatti, ribadito: “La verità è stata ignorata troppo a lungo: la Gran Bretagna ha perduto terreno nell’economia mondiale e deve risalire. Nell’ultimo decennio altri Paesi hanno ridotto la tassazione sulle imprese, riformato il sistema scolastico e universitario, cambiato il welfare e consolidato le esportazioni. In Gran Bretagna è accaduto il contrario”. L’azienda diventa il fulcro nel mercato locale, perchè il governo ritiene che solo un rilancio in positivo possa far restare un ricordo lontano i disagi sociali seguiti all’annuncio, lo scorso autunno di tagli radicali alla spesa pubblica.
Istat: nelle aziende raddoppiano i posti vacanti
Se la mancanza di lavoro è un problema che affligge gli italiani da sempre, peggio ancora negli ultimi anni con l’arrivo della crisi economica, ultimamente un altro fantasma fa capolino all’orizzonte: i posti vacanti. Si perchè per moltissime mansioni oggi non è più possibile ottenere “raccomandazioni” visto che servono titoli di studio particolari e, soprattutto, lunghi anni di esperienza. La professionalità è tutto quasi sempre e non ci si può permettere di assumere personale non qualificato, con il risultato che in molti restano a casa e le aziende cercano lavoratori invano. Questo problema è stato evidenziato, negli ultimi tempi, dall’Istat con delle stime provvisorie, relative al quarto trimestre del 2010. Il tasso dei posti vacanti nelle imprese è stato calcolato nelle strutture con almeno 10 dipendenti dell’industria e dei servizi privati, a esclusione di quelli sociali e personali.
Imprese: sono troppe quelle che legano l’Italia alla Libia
E’ comunque una situazione molto delicata quella che sta attraversando, non solo la Libia dove da un paio di giorni è scoppiata una vera e propria guerra, ma anche l’Italia, divisa a metà tra “nazioni amiche” e interessi importanti nel territorio nordafricano. Il governo sta tentando di aiutare i civili a sperare in un futuro migliore, ma sono tante, troppe, le aziende aperte in loco e comunque legate allo Stivale, per cui un rischio anche pesante a livello economico non è da escludere. Intanto si dichiara a pieno titolo disposta a partecipare alla gestione del dopo-Gheddafi.L’asse Roma-Tripoli è strettamente connessa da sempre e in entrambi i lati da anni viaggiano, informazioni, progetti, denaro e rapporti diplomatici. Per tutti la convenienza è grande e le opportunità di sviluppo pure.
Roma:una donna su due con contratto precario
La Cgil conferma: in Italia e, in particolare, a Roma dove è avvenuto un preciso monitoraggio della situazione, una donna su due è senza posto fisso. Sarà l’effetto della crisi economica o la difficile posizione che, da sempre si trovano ad affrontare le esponenti del sesso femminile, ma la situazione non è certo delle migliori. Questo anche perchè oggi non è più come una volta: il “sesso debole” vuole vivere la doppia esperienza della maternità e della carriera e, poi, con un solo stipendio in famiglia, non è possibile arrivare a fine mese quasi mai. Ciò porta, ultimamente, ad accontentarsi di contratti a tempo, poco affidabili o, peggio, del tutto inesistenti. Eppure spesso il contributo delle ragazze è importante, seppure ancora troppo limitato a settori particolari e occupazioni specifiche, come l’insegnamento, la ristorazione e i servizi.
Emilia Romagna: sostenere l’export è indispensabile
Uno degli obiettivi aziendali più importanti è quello di tentare nel più breve tempo possibile di internazionalizzare le imprese, per permettere una crescita in un mercato che non sia solo nazionale e farsi conoscere e apprezzare pure fuori dai confini territoriali. Un progetto tutt’altro che semplice, che richiede una strategia di marketing pensata a dovere, nella quale non è possibile alcun margine di errore, pena la perdita di credibilità dell’azienda stessa. In Emilia Romagna, in particolare, il concetto è stato preso alla lettera ed, infatti, recentemente sono stati investiti 12 milioni di euro per la piazza estera, soprattutto nelle aree, in questo senso, più in espansione. Si tratta, quindi, di Turchia, Brasile e India.La Regione ha messo in campo tutte le sue risorse per per sostenere l’export e rilanciare possibilmente pure questo tratto di Italia che ha molte potenzialità, a volte non messe del tutto in luce.
Lombardia: volano gli investimenti delle aziende di editoria
E’ un buon momento per la Lombardia, dove gli investimenti sono ripartiti alla grande soprattutto nel settore agricolo e, in generale, la crisi economica seppur forte sembra allonarsi pian piano dal settore delle imprese. Una tendenza che ancora non ha interessato pure le altre regioni italiane ma è possibile che proprio il Nord faccia da traino alle aziende del Centro-Sud. Al momento, un’altra area in forte espansione, a sorpresa è quella dell’editoria proprio quando tra internet e italiani che di leggere proprio non ne vogliono sapere si pensava che l’argomento fosse definitivamente chiuso.
Reputazione aziendale: attenzione alla rete
La reputazione aziendale come anche quella personale, come è facile capire, è fondamentale per ottenere successo e, soprattutto credibilità in qualunque momento.Tutti fattori insomma che permettono all’impresa di muoversi non senza difficoltà nel mercato, tentando però di raggiungere importanti obiettivi attraverso mirate strategie di marketing. Uno dei pericoli più insidiosi oggi, però, è la rete che veicola notizie in tempo reale che però spesso possono essere pubblicate o modificate a favore di qualcuno o a discapito di qualcun altro. Insomma se la vostra struttura straccia la concorrenza, non è impossibile che qualcuno si senta infastidito e possa mettere su internet se non frasi offensive, almeno allusive e capaci di insinuare un dubbio nei potenziali clienti.
Energie alternative: le aziende della Cina puntano all’eolico siciliano
Sono almeno dieci le aziende di origine cinese che stanno puntando alla Sicilia negli ultimi tampi. Il loro interesse non è legato tanto alle bellezze naturalistiche dell’isola, che pure colpiscono chiunque, ma soprattutto al mercato delle energie alternative, soprattutto l’eolico, per il quale la Trinacria ha davvero molto da offrire. Per tal motivo, sempre nella stessa regione sono in corso una serie di incontri bilaterali che dureranno per qualche tempo, al fine di raggiungere un eventuale accordo. Ognuno di questi appuntamenti, è organizzato dall’Istituto per il commercio estero e dalla Presidenza della Regione.
Lombardia: le aziende ricominciano ad investire
La crisi economica si fa sempre più sentire e sono per prime le aziende a trovarsi bloccate in una situazione precaria, in attesa e soprattutto nella speranza che la nuvola nera della recessione si allontani. Eppure, forse, si intravede una luce all’orizzonte e la ripresa parte proprio dal Nord, dalle imprese della Lombardia che ricominciano ad investire.L’analisi approfondita è stata portata avanti negli ultimi tempi da CreditAgriItalia della regione del Belpaese. I risultati sono abbastanza chiari: trascorso un 2009 veramente brutto in cui bisognava assolutamente raccogliere liquidità e affrontare con la maggiore dignità possibile le scadenze, nel 2010 sono state soprattutto le aziende agricole a fornire la scossa che ci voleva nel settore. In questo senso, quindi, si è assistito ad una ripresa degli aquisti di terreni, strutture e fotovoltaico. La nuova tendenza ha portato pure ad una diversificazione delle attivita’, come ad esempio quella agrituristica o le vendite dirette dei prodotti.
Check up aziendale, quando è davvero necessario
L’imprenditore che vuole essere sicuro di riuscire a sfruttare al meglio le risorse dell’impresa e di intervenire in tempo, laddove ci siano mancanze in termini di sicurezza per i lavoratori o per i clienti o di immagine, deve prevedere periodicamente un check up aziendale. Un controllo totale della struttura serve, quindi, ad individuare eventuali debolezze e opportunità da sfruttare per raggiungere prima e bene i propri obiettivi. Si tratta nello specifico di un processo legato al passato, con la storia della ditta, al presente con i passi avanti fatti e quelli da fare e al futuro, con la possibilità di raggiungere dei risultati completi valutando aspetti positivi e negativi attuali.