Se in molti campi il Belpaese sembra essere il fanalino di coda, non si può certo dire che, ogni tanto, non arrivino le buone notizie e, soprattutto, i piccoli record. Si, perchè il Made in Italy cresce soprattutto riguardo al settore orafo e gli affari sono in netta ripresa in tutti i principali mercati di sbocco dell’export. Prendendo ad esempio i dati dello scorso anno, cioè del 2010 le vendite e le produzioni locali dei gioiellieri hanno fatto registrare un +27 per cento in valore e +23 per cento in quantità. Le cifre sono state mostrate al pubblico nelle scorse ore con grande margine di precisione dal Club degli Orafi Italia e dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo con un rapporto congiunto sull’andamento del comparto.
Analisi Mercato Imprenditoriale
Internet: le aziende superano le persone
Più aziende che persone su internet negli ultimi tempi, per una guerra a suon di vendite per la verità ancora troppo stagnanti, da quando la crisi economica e prima ancora l’euro, hano fatto capolino anche nel Belpaese. Secondo recenti sondaggi, inoltre, la rete ha tutt’oggi una connotazione ancora molto maschile, legata al settentrione e dominata dalle imprese: in tutto quasi il doppio rispetto alle persone fisiche. La ricerca con dati aggiornati, è stata eseguita dall’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (IIT-CNR) e le stime sono state esposte nel corso del recente Internet Festival.
Toscana culla dell’arte e degli investimenti
Se pensate che la Toscana sia solo la terra dell’arte, di sconfinati paesaggi verdi, di buona cucina e di resort e alberghi, già comunque ottime presentazioni, vi sbagliate di certo.La regione italiana, infatti, è una delle più note pure in tema di accoglienza delle imprese, nazionali ed estere, che propongono degli interessanti investimenti. Una sorta di prova nazionale per garantirsi a breve un rilancio sui mercati esteri e competere con le strutture di respiro mondiale e gli imprenditori italiani, al momento hanno in buona parte l’occhio puntato su tale angolo di Belpaese. Si calcola che più di altrove è proprio qui che nei prossimi anni potrebbero nascere delle piccole grandi ditte in grado di fare la differenza persino in altri tratti di mondo.
Le aziende sul web vendono di più
Su internet ormai si compra di tutto: certo il rischio è maggiore e riguarda una serie di variabili. Pericolo di non capirsi bene, servizi non completi, truffe, prodotti diversi da quelli visti in fotografia e così via dicendo, ma il web è molto comodo e, in più, permette di scegliere un prodotto o qualunque cosa serva, comodamente seduti in poltrona. Questo evita stressanti code nel traffico, parcheggi che non si trovano e stancanti passeggiate alla ricerca disperata di qualcosa che, puntualmente, non si scorge. Il pc, invece, fornice ampia scelta, ma le attenzioni in merito non sono mai troppe.
Aziende italiane: solo il 9 per cento spera nel futuro
C’è uno sconforto imperante fra le aziende italiane, si percepisce già nell’aria senza che ci sia bisogno di confessioni eclatanti e, comunque la crisi economica ha dato un’altra bella botta all’insicurezza della maggior parte degli imprenditori. Se buona parte di essi, infatti, prosegue con sfrontatezza alla ricerca di obiettivi raggiungibili a breve e lungo termine, sembra che un buon numero di imprese del Belpaese non riesca a credere che la nuvola nera della recessione possa passare senza lasciare squilibri e distruzione eccessivi. In questo senso, soltanto il nove per cento delle strutture dello Stivale ha fiducia che le cose cambieranno in meglio lasciando questo come un momento brutto dell’economia globale.
Artigianato: a rischio le aziende della Toscana
La speranza è che si tratti di una tendenza momentanea e che presto la situazione verrà totalmente ribaltata dall’impegno quotidiano di quanti hanno fatto del lavoro la loro ragione di vita. In Toscana, quasi la metà delle aziende artigiane, quelle che realizzano prodotti fatti a mano con tecniche ancora originali, rischiano il collasso. Il mercato in questo senso è molto competitivo e tiene conto solo delle produzioni di una certa orioginalità e la crisi è alle porte.
Ambiente di lavoro sereno, produttività assicurata
Non sono molti gli imprenditori che se ne rendono conto, ma a volte la produttività di un dipendente e il risultato finale in merito ai profitti, non dipende da fattori esterni ma interni. Nel senso che se il lavoratore viene messo in condizioni di operare in un ambiente sano, tranquillo e con tutti i criteri di sicurezza necessari, renderà maggiormente. Esiste tutto uno studio intorno a tale concetto che è assolutamente vero e attuale, come ad esempio anche la teoria dei colori, perchè in un ambiente colorato, l’animo si rallegra e si entra in ufficio più contenti. Possono sembrare stupidaggini, ma invece è proprio così e investire in tal senso sulla propria impresa porterebbe ad un più veloce raggiungimento degli obiettivi.
Lavoro 2011: va meglio ai laureati
I laureati hanno sempre avuto, in fondo, la tendenza a lavorare più facilmente e a poter cogliere opportunità maggiormente interessanti sia a livello economico che di mansioni. In questo 2011, però, sembra che le cose, in tal senso, vadano ancora meglio e chi ha completato con risultati eccellenti il proprio corso di studi, alla fine, riesce quasi a sistemarsi. Certo siamo ben lontani da stipendi adeguati e contratti da sogno, però rispetto ad un mercato in profonda crisi diciamo che riescono a tirare avanti meglio fino alla fine del mese. In qualche raro caso, poi, la mansione è perfetta per i propri titoli e si può contare su un posto sicuro, ma non è la regola.
Aziende e consumatori, insieme contro pubblicità che offendono le donne
Stop alle publicità che offendono le donne o che le mostrano come oggetti del desiderio limitandone la dignità. Un esempio su tutti riguarda un cartellone pubblicitario in cui compariva una ragazza vestita solo con un perizoma e un paio di scarpe rosse tacco che era carponi su un pannello fotovoltaico, sul quale era inserita la scritta: “Montami a costo zero”.A ritirare lo spot altamente offensivo è stato immediatamente lo Iap (Istituto di autodisciplina pubblicitaria), ma è solo uno dei tanti esempi di reclame di questo genere. Le associazioni dei consumatori insieme a moltissime aziende, quindi, hanno aderito al Consumer’s Forum per evitare tutto questo. La pubblicità aziendale non deve in ogni caso essere sessista, deve rispettare l’immagine femminile e non contenere messaggi commerciali scorretti.
Il fisco blocca il 32% delle aziende
Quotidiano sempre più delicato per le aziende italiane che, ormai, rischiano giornalmente di chiudere a causa del fisco che preme su una situazione già precaria. La crisi economica degli ultimi due anni, poi, ovviamente, non ha fatto bene e in un momento di poco equilibrio le tasse rappresentano la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso. A denunciare ripetutamente il perdurare di questo rischio, è anche l’associazione dei contribuenti italiani che parlano di pericolo crisi per le piccole e medie aziende italiane, per il il 31,8% costrette a chiudere a causa di un accertamento fiscale.
Aziende: la vendita passa dal web
Se non usi internet non esisti, indipendentemente dalla tua età: sembra una frase esagerata, eppure è proprio così. Tutto passa dalla rete, ancora di più la vendita di beni e servizi e le aziende, almeno quelle che guardano al futuro, lo sanno bene. Del resto, i cittadini sembrano essere sempre più affezionati al web e finiscono per trascorrere davanti allo schermo così tante ore da scegliere persino di comprare ciò che è utile alle proprie esigenze tramite il computer, con tutte le possibili truffe più volte portate a termine in tal modo. Ovviamente non è sempre così e, non di rado, l’opzione è più che positiva.
Aziende: aumentano i disoccupati
Si parla tanto della fine della crisi, delle assunzioni che si moltiplicano ma, intanto, nel Belpaese, aumentano non solo i disoccupati ma, ovviamente la loro soglia di età.Le categorie più deboli si trovano quindi soffocati da un mercato che non cresce e pagano conseguenze per le quali non hanno alcuna colpa. Negli ultimi mesi del 2010 e all’inizio del 2011 i principali indicatori congiunturali continuano a registrare il segno meno, anche se più volte è stato detto che la situazione tende a migliorare. Timidi segnali che per ora sembrano non trovare riscontri più di tanto e, come sempre i più esposti sono ovviamente le donne, soprattutto se mamme e gli over 45. La perdita del lavoro, dovuta magari ad una diminuzione del personale, infatti, porta ad una seria difficoltà a ricollocarsi, come ha riferito nelle scorse ore Paolo Castellucci, segretario della Cgil pescarese.
Il telelavoro: il sogno di molti italiani
La sveglia non suona, la colazione, non è pronta, i figli vogliono essere accompagnati a scuola, il traffico è assurdo e i mezzi di trasporto scioperano. Cronaca di una classica mattina come tutte le altre, le stesse che fanno sognare all’88 per cento degli italiani di lavorare da casa. Se prima capitava quasi sempre solo alle donne che in tal modo, potevano meglio seguire la famiglia, oggi tutti indipendentemente da età, stipendio e mansione sono arrivati al limite dello stress e con tutte le tecnologie presenti, si chiedono perchè devono ancora recarsi in ufficio.
Azienda vincente, obiettivo possibile
Non sempre sono i fondi a mancare o le agevolazioni, a volte è solo uno stato mentale a fare la differenza. Ci si chiede se davvero con la crisi economica in corso, sia il caso di aprire una azienda, se si avrà la possibilità o la capacità di farla decollare, se si riuscirà a pagare in tempo i dipendenti e, soprattutto, se si eviterà un misero fallimento in grado di svuotare pericolosamente il portafoglio. Eppure creare una piccola impresa, con la possibilità che si ingrandisca nel tempo, è un obiettivo possibile con il massimo impegno e la buona volontà.